Quel che resta del Lago di Bracciano: una catastrofe ambientale italiana

“Il lago: la sua capacità di aspettare supera il desiderio di arrivare fino al mare”,
Fabrizio Caramagna

Si sta consumando una vera e propria catastrofe ambientale nel centro Italia: il Lago di Bracciano si é molto ridotto ed il suo ecosistema é minacciato.

Le rive del lago di Bracciano sono state teatro il 9 settembre 2017 di un evento molto singolare: i cittadini di Anguillara Sabazia hanno riversato nel lago il contenuto di centinaia di bottigliette d’acqua. Con il gesto simbolico di “dissetare” il bacino, il gruppo di manifestanti ha protestato contro i massicci prelievi di acqua che insieme alla siccità stavano portando l’ecosistema del lago al collasso. “Il disastro ambientale é alle porte” hanno scritto su Facebook i promotori dell’iniziativa “Non possiamo permetterci di far morire di sete il Lago di Bracciano”.

Il bacino, con i suoi 56,5 kmq di superficie, ha rappresentato per secoli l’ottavo lago più esteso della penisola, nonché il terzo del centro Italia. La situazione potrebbe però cambiare: per diverso tempo il lago, che si trova nel nord della città metropolitana di Roma, é stato utilizzato per rifornire la capitale di risorse idriche, perdendo per questo motivo circa 2 kmq di superficie.

Anche la sua profondità, che normalmente raggiunge i 164 m, é calata, raggiungendo i livelli idrometrici più bassi della sua storia. Il record negativo é stato registrato lo scorso 29 novembre con -198 cm, anche se con le piogge e l’interruzione delle captazioni, il lago é riuscito a recuperare circa mezzo metro.

Nonostante una sentenza del Tribunale di Roma che limita ora i prelievi e l’impegno degli esperti nel ripristinare le condizioni originarie della zona, le specie che vivono nel territorio sono ancora fortemente minacciate. L’area dal 1999 ospita infatti il Parco regionale di Bracciano- Martignano, che con le sue 162 specie di uccelli, rappresenta la seconda zona umida del Lazio per quantità di uccelli acquatici svernanti, subito dopo il Parco Nazionale del Circeo ed è habitat di diverse specie animali classificate come “vulnerabili”, tra cui la lepre italica.

Come spiega in un’intervista per Repubblica.it Loreto Rossi, docente di Ecologia presso l’università La Sapienza, i danni all’ecosistema sono stati consistenti: lo svuotamento ha ad esempio ridotto ulteriormente la popolazione di lucci, i cui pochi esemplari superstiti si nascondono in profondità e sono ora costretti a competere con pesci invasivi come i boccaloni. Anche l’alga autoctona Isoetes Sabatina, unica in tutta Europa e fondamentale per la biodiversità del lago, rischia ora l’estinzione a causa dell’abbassamento del livello dell’acqua.

L’aspetto del lago é inoltre profondamente cambiato, come rileva il docente in un’intervista per Wired: porzioni molto estese di fondale lasciato scoperto si sono trasformate in zone paludose, con una vegetazione e una fauna tipiche del nuovo ambiente. Secondo lo studioso lo svuotamento ha innescato infatti una successione idrarca, il processo che porta progressivamente un ambiente lacustre a trasformarsi in uno terrestre e che naturalmente richiederebbe secoli.

“Ormai sulle rive ci trovi anche le piante di pomodoro” spiega Rossi “e quando la vegetazione terrestre si è stabilizzata, anche con il ritorno delle acque all’altezza normale ci vogliono anni per riportare l’ecosistema allo stato originale”. Intanto le alterazioni e gli squilibri creati dalla situazione continuano a minare il benessere della vegetazione sommersa e dei microorganismi che vivono nelle profondità del lago, fondamentali per la sua depurazione.

Uno dei danni più gravi riguarda appunto la riduzione della capacità di autodepurazione del bacino. David Rossi, dell’Istituto di Ricerca sulle Acque del Consiglio Nazionale delle Ricerche spiega in un’intervista per Bracciano Smart Lake che le alghe e le piante acquatiche capaci di metabolizzare l’azoto e le altre sostanze che arrivano nel lago, indispensabili per la produzione di ossigeno, crescono in un’area molto circoscritta in prossimità della riva, corrispondente ai primi 20- 25 m di fondale.

L’abbassamento del livello dell’acqua di oltre 150 cm” riferisce il ricercatore “ha comportato la perdita di circa il 13% di questa preziosa area”. Pur non avendo ancora compromesso gli equilibri del lago, la riduzione ha messo in pericolo la sopravvivenza dell’intero ecosistema.

 

 

Credits immagini:              Fonti:

Copertina.                            Alghe e lucci e Cambiamento flora e fauna

Immagine 1                         Parco di BraccianoLago di Bracciano

Immagine 2 .                       Lepre italicaAutodepurazioneRecupero

Immagine 3 .                       Prosciugamento,  cittadini

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