Mucche alla riscossa: dalla Liguria alla Polonia, mucche che se la cavano da sole

La libertà basta volerla”

Marguerite Yourcenar

Il desiderio di essere liberi e la capacità di ribellarsi ai soprusi non sembrano appartenere solo al genere umano. Arrivano infatti da tutto il mondo storie di mucche coraggiose che preferiscono la fuga al macello e che spingono molti umani a interrogarsi sull’etica dello sfruttamento animale.

La prima di queste bizzarre storie di ribellione proviene dalla Liguria: qui dal 2011, nei boschi di Mele e Masone, in provincia di Genova, vive allo stato brado una piccola mandria di mucche. Alla fine degli anni ’90 infatti un’azienda agricola di Mele aveva ottenuto un finanziamento europeo per l’allevamento di 70 bovini di razza Limousine allo stato brado, con lo scopo di mantenere il terreno pulito e prevenire gli incendi.

Quando la magistratura ha però bloccato i finanziamenti, l’azienda non é più riuscita a farsi carico degli animali, che sono passati sotto il controllo del Comune di Mele. Anche per questo però l’onere economico era risultato eccessivo, spingendo nel 2011 la magistratura a disporre il trasferimento della mandria in una stalla- mattatoio della Lombardia.

Nessuno sembrava però aver considerato che le mucche, grazie al carattere selvatico sviluppato in anni di vita libera, sarebbero riuscite a fuggire. Nessuno da allora é riuscito a catturare la mandria, che continua a spostarsi nell’entroterra ligure. Una parte del gruppo originario é addirittura riuscita a valicare le Alpi, stabilendosi nel savonese, mentre i bovini restanti continuano a scorrazzare nei boschi del genovese, spaventando gli escursionisti che invadono il loro territorio e danneggiando orti e frutteti. Per questo motivo le mucche sono ancora “ricercate“: i Comuni di Mele e Masone e la magistratura hanno disposto l’abbattimento almeno dei tori del gruppo ribelle perché ritenuti pericolosi.

La curiosa vicenda ha fortemente colpito alcuni filmmaker liguri, che hanno deciso di raccontare la vita indipendente delle fuggitive nel documentario, “Vacche ribelli”. Si tratta di Paolo Rossi, fotografo di natura e animali selvatici, Stefania Carbonara, videomaker e di Alessandro Ghiggi, naturalista e videomaker.

Un’altra emozionante storia di mucche alla riscossa é quella di Hermien, una Limousine di tre anni olandese che sembrava inevitabilmente destinata al macello. A dicembre 2017, appena prima di essere trasferita sul camion diretto al mattatoio, Hermien é riuscita però a darsi alla macchia, nascondendosi nei boschi dell’Olanda orientale. Ed è qui che ha vissuto in piena libertà fino a febbraio 2018, eludendo tutti i precedenti tentativi di cattura.

La notizia della mucca fuggitiva ha però commosso e divertito migliaia di olandesi, permettendo al partito animalista di raccogliere quasi 50.000 euro per riscattare la vita dell’animale. La storia della coraggiosa Hermien ha dunque un lieto fine: una volta tranquillizzata, é stata condotta nel santuario per animali di Leemweg dove vive libera e serena.

Altrettanto audace la protagonista di una simile fuga in Polonia. Mentre veniva trasportata verso il mattatoio da un camion, la mucca ribelle ha sfondato la porta che la separava dalla libertà, incornando il suo proprietario e fuggendo via, inseguita da numerose persone.

Braccato ma ansioso di guadagnarsi la salvezza, il bovino ha addirittura attraversato a nuoto il lago Nysa, rifugiandosi su un isolotto deserto. Quando un’imbarcazione dei vigili del fuoco ha tentato di catturarla dirigendosi verso il suo nascondiglio, la mucca si é nuovamente tuffata, trovando rifugio in un altro isolotto poco distante.

Anche in questo caso, la combattività dell’animale ha emozionato i cittadini del Paese, conquistando in particolare il parlamentare Pawel Kukiz, che ha dichiarato di volerlo salvare per garantirgli “una vita dignitosa”. Kukiz é rimasto così colpito dal desiderio di libertà del bovino da affermare: “Se tutti i miei compaesani avessero mostrato la stessa determinazione di quella mucca, la Polonia sarebbe diventata un paese più prospero”

L’avventura della mucca polacca si é però conclusa con un finale amaro lo scorso febbraio, quando, di ritorno all’allevamento, l’animale é deceduto per il forte stress della cattura a bordo del camion che lo trasportava.

Sempre dalla Polonia, ma dal confine con la Bielorussia, arriva un’ultima vicenda di ruminanti fuggitivi: una giovane mucca Limousine fuggita dalla sua stalla si é unita ad una mandria di bisonti europei della foresta di Bialoweza. La mucca, nonostante le previsioni degli ambientalisti, non solo é riuscita ad sopravvivere al rigido inverno polacco, ma ha trascorso più di un anno nella foresta col resto della mandria, che l’avrebbe protetta dagli attacchi dei lupi. Si teme però che mentre i bisonti sembrano difendere la nuova arrivata dalle minacce della natura selvaggia, il bovino possa costituire un pericolo per i suoi compagni: la nascita di eventuali ibridi potrebbe causare la contaminazione del già fragile patrimonio genetico dei bisonti di Bialoweza.

Credits immagini:         Fonti

Copertina.                      Ribellione

Immagine 1.                  Polonia

Immagine 2 .                 Olanda

Immagine 3                   Cattura Hermien 

Immagine 4 .                 Mucche liguri

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