La sorprendente intelligenza dei maiali

Molti hanno trovato sconcertante guardare negli occhi un maiale. Si ha infatti l’incredibile sensazione di vedere un’altra persona che ci restituisce lo sguardo”
Jeffrey Moussaieff Masson

Dall’alimentazione alla medicina, i maiali ricoprono un ruolo centrale nella vita degli uomini: con oltre un miliardo di esemplari nel mondo, il Sus scrofa domesticus é infatti uno degli animali più allevati del pianeta. Numerosi studi sollevano però un importante dilemma etico: é giusto sfruttare un animale così intelligente?

I maiali hanno manifestato in più occasioni i segni di una spiccata intelligenza, rivelandosi capaci di orientarsi in labirinti e imparare una routine di azioni senza particolari sforzi. Risultano infatti tra gli animali piu veloci nell’apprendere nuove abilità e nell’adattarsi a nuove situazioni, pur faticando però a dimenticare i nuovi comportamenti appresi. Come dichiara Suzanne Held dell’Università di Bristol possono riuscire a non dimenticare lo spavento di un evento traumatico. Sono inoltre abilissimi a ricordare dove viene immagazzinato del cibo e a valutarne grosso modo la quantità.

La neuroscienziata Lori Marino non ha problemi ad paragonare la loro intelligenza a quella di scimpanzé e cani, ritenuti tra gli animali più dotati. Eccezionali anche le loro doti mnemoniche e di decodifica: sono infatti in grado di interpretare un linguaggio simbolico semplice e imparare complesse combinazioni di azioni e di oggetti. Riescono inoltre a risolvere semplici puzzle senza aiuti e sono stati gli unici animali osservati, oltre agli scimpanzé, a imparare a utilizzare il joystick di un videogame.

Ma c’é di più: Marino definisce la loro intelligenza “machiavellica“. I maiali risultano infatti in grado di immedesimarsi in un rivale e prevederne le possibili mosse. In un esperimento é stato possibile osservare un maiale iniziare quasi immediatamente a seguire un suo simile, che sembrava sapere dove si trovasse del cibo nascosto, mentre questo cercava di depistarlo, per godere da solo del premio.

Un’altra valida dimostrazione delle loro capacità é l’esperimento condotto nel 2009 dal team di scienziati del professor Broom dell’Università di Cambridge. I ricercatori hanno posizionato diversi maiali domestici davanti a uno specchio per scoprire se avrebbero passato il cosiddetto “mirror self-recognition test“, un indicatore del quoziente intellettivo e della capacità di un animale di avere coscienza di sé stesso. I ricercatori non sono riusciti a stabilire con certezza se anche i suini riconoscono la propria immagine allo specchio, come le scimmie o i delfini, ma i risultati dell’esperimento sono stati comunque molto interessanti.

I maiali hanno infatti trascorso una media di 20 minuti a rimirare il proprio riflesso da diverse angolazioni, cambiando spesso posizione. Secondo la biologa Louise Barrett dell’Università di Liverpool, il comportamento indica che gli animali stavano collegando lo stimolo visivo ai movimenti del proprio corpo, stabilendo una correlazione tra i due.

Dopo circa cinque ore, gli animali sono stati spostati in un nuovo ambiente che conteneva una porzione di cibo nascosta dietro una barriera. I maiali erano in grado di vederla solo nel riflesso di uno specchio e non potevano farsi guidare dal proprio fiuto perché un ventilatore ne disperdeva l’odore nella stanza. Sorprendentemente sette suini su otto, basandosi soltanto sulla posizione della ciotola riflessa, sono riusciti a raggiungere quasi subito il cibo, senza perdere tempo a cercarlo dietro lo specchio. I maiali avrebbero così dimostrato di saper rielaborare e utilizzare la conoscenza acquisita dal proprio riflesso in relazione all’ambiente circostante.

Per Broom dunque anche i suini sembrano possedere una qualche forma di consapevolezza di sé, che manifestano insieme alla loro “assessment awareness”, la capacità di comprendere e interpretare una situazione in relazione a sé stessi.

Continuare a studiare l’intelligenza di un animale che non appartiene alla stessa famiglia dell’uomo si rivela fondamentale, secondo lo psicologo comportamentale Richard Byrne, per comprendere meglio i meccanismi evolutivi dietro lo sviluppo dell’intelletto e dei comportamenti sociali. 

 

Credits immagini: .       Fonti:

Copertina.                      Dati sus scrofa domesticus e esperimento specchio

Immagine 1.                   Intelligenza, memoria e capacità cognitive

Immagine 2 .                  Empatia,  sensibilità Lori Marinodilemma etico

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