Quali campi del Pelennor? Medioevo e guerra

“Avanti eorlingas!” Re Théoden esorta il proprio esercito ne “Il signore degli anelli”

La cultura pop odierna, con tanto di Signore degli Anelli, castello Disney e Game of Thrones,  ci descrive un’immaginario, intorno alla guerra medievale, decisamente spettacolare, grandioso e pirotecnico, ma la verità è che poche battaglie erano composte di grandi eserciti messi faccia a faccia.

Nella battaglia dei campi del Pelennor (ne Il Signore degli Anelli: Il Ritorno del Re) assistiamo certamente ad una delle più interessanti, focose e ben fatte sequenze belliche della cinematografia mondiale. A difendere Minas Tirith (capitale di Gondor) contro la numerosissima quanto variegata orda di “cattivi”, si schierano battaglioni di uomini dalle armature d’argento, interi eserciti di cavalleria (la carica dei cavalieri di Rohan è uno dei punti di pathos più intenso del film), una manciata di mezz’uomini e giusto quel pizzico di magia che non fa mai male.
Si tratta di ciò a cui ci ha abituato l'”high fantasy”, ovvero tutto quel genere che, in un modo o nell’altro, ha come esempio paradigmatico l’opera Tolkieniana.

L’ambientazione è a tutti gli effetti medievale, ma si sta parlando ovviamente di Arda: il mondo mai esistito di Frodo e dei suoi compagni. In quanto mondo immaginario, pretendere che la Terra di Mezzo sia storicamente realista è abbastanza futile, oltre che stupido; dopotutto la storia del mondo di Tolkien non è la storia del mondo reale e in quanto opera narrativa, Il Signore degli Anelli può fare un po’ tutto quello che vuole delle proprie vicende cronologiche e ambientali.
Allo stesso tempo, però, si corre il rischio che l’immaginario della narrativa di fantasia venga a far parte di una concezione storica riguardo il modo di fare la guerra del periodo medievale.

Tecnicamente, la battaglia immaginaria di cui stiamo parlando è un assedio. E’ bene precisarlo perchè, in realtà, il film sembra descrivere una battaglia di tipo campale. La carica dei cavalieri di Rohan, l’arrivo dell’esercito dei morti, le prime difese della città rappresentano tutte delle istanze in cui, per qualche motivo,le due fazioni in lotta decidono di scontrarsi apertamente. La battaglia campale è in realtà estremamente rara nella storia medievale; si tratta di un tipo di strategia molto rischiosa, dall’esito poco sicuro e per cui si rinuncia a vantaggi, come i muri di una città fortificata, in maniera gratuita. E’ quasi comico sfogliare i racconti dei “cronisti” del tempo: i due eserciti si fronteggiano con fare minaccioso, ma non iniziano mai il contatto, imputando invece il temporeggiamento alla codardia della fazione opposta che non avrebbe il coraggio di un confronto effettivo.

Nel mondo medievale, in cui la dinamica bellica si muove intorno ai luoghi fortificati (non esiste più un forte impero capace di mantenere i propri confini con un esercito permanente e numeroso), l’assedio risulta più comune. Ma non è il tipo d’assedio che ci si aspetta.
Le mura di una città o di un castello rappresentano una barriera quasi impenetrabile per un esercito medievale. In questo periodo storico, infatti, il sapere tecnico necessario per costruire marchingegni (catapulte, torri d’assedio, balliste) atti ad assalire le mura si è disperso dopo la caduta dell’impero romano, e comunque l’efficacia del lancio di enormi massi contro le difese nemiche è decisamente minore di quanto ci è presentato a Minas Tirith. L’esercito assediante raramente riusciva a entrare in città a meno che non gli fossero aperte le porte dall’interno. In effetti, spesso l’obiettivo di un assedio non era quello di superare le mura, ma di mettere in stallo il sistema economico della città abbastanza a lungo da ottenere la sua resa o semplicemente riscuotere un danaroso riscatto.

Il trabucco rappresenta un marchingegno efficace ma di invenzione relativamente tarda nella storia medievale

E’ certamente doloroso estirpare tutta la magia dalla storia; le opere di fantasia non devono affatto segure alcun canone di realismo (che realismo c’è negli elfi, nei nani o negli stregoni?) per essere considerate ben fatte, importanti o perfino eccelse, ma allo stesso tempo non è leale giudicare la storia vera con i canoni mediati dalla creatività del mondo contemporaneo.

 

Fonte:                                                           Immagini
Rapine, assedi, battaglie di A.A.Settia          Copertina
Trabucco

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