Nel 2030 il lavoro non sarà più quello di adesso

“Bisogna lavorare, se non per gusto, almeno per disperazione. Infatti, tutto ben considerato, lavorare è meno noioso che divertirsi.”
Charles Baudelaire

Una ricerca di Michael Page ha rivelato quale sarà la realtà del mondo del lavoro tra poco più di dieci anni, quando il rapporto uomo-tecnologia sarà molto diverso da adesso.

Michael Page, brand di PageGroup che si occupa della selezione di professionisti nell’ambito del management, ha recentemente reso noti i risultati di uno studio riguardante i trend e il modello della società lavorativa nel 2030. Che porte apre (e che porte chiude) il progredire della tecnologia, l’utilizzo dei robot destinato a crescere e le loro funzioni destinate a specializzarsi sempre di più? Che ruolo avrà l’umano in questo nuovo scenario? Queste sono le domande alle quali si è cercato di rispondere nell’approfondimento. 

La prima e fondamentale nozione emersa dallo studio è che le competenze indispensabili per chiunque sarà alla ricerca di lavoro tra 10 anni saranno le cosiddette competenze liquide. Analisi approfondita, capacità di giudizio, curiosità, problem solving, sono tutte caratteristiche indiscutibilmente umane, che nessuna macchina potrà replicare. Insostituibili, dunque. E per questo le più preziose. Abilità, dunque, riutilizzabili in diversi contesti, flessibili come i lavoratori che, si ipotizza, potranno intraprendere anche 4 o 6 differenti carriere nell’arco della loro vita. 

Il curriculum come lo conosciamo oggi non esisterà più. Sarà un’intelligenza artificiale a gestire uno spazio interattivo di incontro tra chi cerca e chi offre lavoro, gestendo dati personali, collegamenti e giudicando in maniera autonoma la percentuale di adeguatezza di un candidato rispetto alla figura professionale richiesta, e viceversa. 

Già esistono dei microchip che consentono ai lavoratori di aprire porte a distanza, accedere ad aree riservate, pagare merci e prodotti. Ma, tra qualche decennio, il numero di facilitazioni tecnologiche che aiuteranno gli operai nel loro lavoro aumenterà notevolmente: impianti smart, protesi ad alta performance e potenziatori della memoria aiuteranno gli addetti a svolgere i loro compiti con maggiore efficienza, velocità e praticità. 

La blockchain sarà ampliata ed amplificata all’ennesima potenza. Definibile come un sistema di condivisione universale di risorse informatiche su un database virtuale, la blockchain è destinata a proliferare ed avere un impatto enorme su mondo del lavoro di domani. La verifica delle informazioni e la presenza degli intermediari di fiducia diventeranno obsolete e superate, le relazioni peer-to-peer, fra pari, sul web non saranno più così pericolose come lo sono attualmente e risulterà potenziata anche la “gig economy”, in cui i professionisti fissano il tetto di ore lavorative in base alla effettiva domanda da parte dei consumatori. 

Infine ci sarà un cambiamento radicale nel rapporto tra uomini e macchine, queste ultime destinate a svolgere sempre di più i lavori cosiddetti “meccanici” ed automatici, creando così per l’umano nuove possibilità di lavoro. Insieme queste due realtà collaboreranno serenamente per raggiungere la massima efficienza possibile. 

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