Detroit: Become Human. La verità sta nel videogioco.

 

“Non esiste qualcosa come “la risposta giusta” o il “giusto percorso”, contano solo le scelte”
David Cage


Il videogame più futuristico ed  introspettivo degli ultimi anni ci mette faccia a faccia con molte verità scomode.

Da poco più di un mese l’azienda francese Quantic Dream (creatrice dei celeberrimi “ Fahrenheit” , “ Heavy Rain ” e “ Beyond : Due anime” ) ha rilasciato la sua ultima creatura per ps4: l’ultra futuristico “Detroit: Become Human”.

La trama del titolo non lascia spazio all’ immaginazione geografica ,poiché si svolge nell’ affollata cittadina Americana ,tuttavia permette al giocatore di cavalcare l’onda delle innumerevoli domande che sorgono quasi in maniera spontanea dinanzi alle ultime due parole, prepotenti e significative : Become Human.

 

A cosa  o meglio,a chi si rivolgeranno?
Al giocatore che dovrà impersonare i 3 protagonisti del gioco od agli androidi di cui crede di prender  il comando? Ebbene si, il gioco in questione riguarda una realtà talmente futuristica che le “vite” di cui si disporrà  non saranno altro  che quelle di creature automatizzate.

Lo scenario ,non troppo lontano da un futuro per noi non auspicabile, è quello di una realtà priva d’iniziative  e rea di aver soppiantato l’androide al posto dell’uomo in quasi tutte le sue attività.
In una società ormai sopraffatta dal comodo e dal tecnologico,parte una violenta crociata “no-droids” che renderà il videogamer  consapevole  di non esser più  non solo ben voluto ma anche sottomesso. Ed avvertire un sentimento simile,non è il compito di un androide.

Da qui parte la spasmodica ricerca della verità da parte del giocatore e dei protagonisti stessi. La complessa trama dell’ennesimo capolavoro di David Cage non è altro che un susseguirsi di colpi di scena,una continua sequela di domande che Marcus, Kara e Connor porranno ai loro rispettivi proprietari, nonché ai giocatori.

Con l’avanzare della storia, la necessità di conoscere il vero (per quanto possa risultare nefasto o meno) diverrà il perno di tutte le scelte e da esse deriverà anche il destino a cui ognuno dei tre androidi dovrà andare incontro.

Con questo tipo di  approccio al giocatore  “Detroit : Become Human “  diviene specchio delle volontà reali del videogiocatore ,quelle che  fanno agire d’istinto e che spesso sono prive di raziocinio.Nulla di più vicino all’ istinto primordiale di chi agisce e ,quindi,alla verità.

In un’epoca in cui l’apparenza e l’ostentazione prendono il sopravvento sui principi ed i valori morali di cui tutti dovrebbero andar fieri, la Quantic Dreams mette il  consumatore dinanzi ad una serie di scelte talmente brucianti e significative che,per quanto si possa rigiocare il titolo all’ infinito e con epiloghi diversi ogni volta, le prime decisioni resteranno sempre le più importanti poiché generate dalla propria vera natura.

Alla fine dei conti,il cerchio si chiude sul titolo stesso. Per chiunque decidesse di provare ad immergersi nell’ avventura video ludica del maestro David Cage ,l’imperativo è solo uno: Become Human.

Diventa umano.

IMMAGINI:                                            FONTI:
IMMAGINE 1                                         Esperienza di gioco personale dell’autrice.

IMMAGINE 2

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