Incels: quando la misoginia è vergine

“As long as she thinks of a man, nobody objects to a woman thinking.”
Virginia Woolf, Orlando

Hanno fatto notizia, recentemente, i membri di una particolare sottocultura che, per chi bazzica la rete, salta subito all’occhio per il cocktail di autocommiserazione, misoginia, violenza e vittimismo che compone la loro ideologia. Sono gli incels.

Gli “involuntary celibates” (celibi involontari), contratto in “incels”, sono un gruppo di persone, originariamente comparso su siti come Reddit e 4Chan, finito recentemente sotto i riflettori a causa di una serie di crimini d’odio contro le donne.
L’episodio più famoso, in cui il ventiduenne californiano Elliot Rodger uccise sei persone per istigare una “”, non è che il primo di una serie di aggressioni che si sono verificate fino all’aprile di quest’anno, quando, a Toronto, un uomo a bordo di un furgone uccise dieci persone con lo scopo di colpire donne e uomini che avessero un certo successo sessuale. Si tratta in tutti i casi di crimini in cui l’aggressore ha poi rivendicato, in un modo o nell’altro, la propria appartenenza a questa sottocultura come ragione o motivazione per le proprie azioni.

Elliot Rodger

In breve, gli incels rappresentano un gruppo d’odio di particolare veemenza che nasce sulla rete tramite incontri virtuali retti da diversi forum online.
E’ proprio sfogliando le pagine di questi siti che si può iniziare a capire i moventi e la narrazione del mondo costruita da queste persone; si tratta di un ambiente relativamente alienante e bizzarro per chi non è abituato ai livelli di assurdità creativa di cui la rete è capace.

L’idea principale di questi celibi involontari è che l’attività sessuale, assunta in qualche modo a valore assoluto dell’esistenza, rappresenta un bisogno irrinunciabile, se non un diritto di ogni persona umana. Il sesso è per loro qualcosa di dovuto di cui vengono sistematicamente privati dalle donne che non li sceglierebbero mai come partner.
Nel mondo degli incels le donne sarebbero infatti estremamente privilegiate rispetto agli uomini, poichè, dato il fatto che gli uomini desiderino sempre e comunque fare sesso con loro, possono permettersi di scegliere compagni di gran lunga più belli e di successo di loro (l’esistenza di donne sole e non desiderose di partner è completamente bypassata o considerata falsa). In questo senso la verginità è considerata come una condizione oppressiva affibiata ai celibi dalle donne sulla base del loro aspetto esteriore.

Uno screenshot del subreddit incels. Se è evidente l’ossessione sull’aspetto fisico, dai post traspare un’emotività sconfitta e evidenti episodi depressivi che dopotutto sarebbe sbagliato ignorare.

L’apparenza è una tematica chiave della galassia incel. Ad un turista virtuale pare evidente come la misoginia, la presunzione e il livore siano decisamente caratteristiche di per sé indesiderabili per qualunque partner, ma gli incels imputano il proprio insuccesso sessuale principalmente all’apparenza fisica. Effettivamente il mondo moderno, fatto di Tinder, di Instagram, di selfie e di facebook non fa molto per allontanare l’accusa di superficialità, ma la bellezza estetica, per queste persone, viene assunta a capitale erotico spendibile in uno o molteplici partner di desiderabilità equivalente. Si tratta, se non altro, di una proiezione di come gli incels stessi pensano ad un compagno sessuale, ovvero come ad un bene dotato di valore, stimato dalla sua gradevolezza estetica, da poter sfoggiare come status-symbol.

Questo sistema ingiusto di mercato sessuale, a detta di ciò che è postato su Reddit e gli altri forum, è stato edificato dal femminismo, che viene incolpato di aver permesso, tramite la libertà e l’autonomia della donna, un sistema oppressivo per gli uomini “brutti”, che non potrebbero più assicurarsi una donna per mezzo di matrimoni combinati, compravendite, capacità economica e simili dinamiche.
Da qui all’odio il salto è breve: gli incels sono misognini, e non lo sono solamente perchè non sono femministi, ma perchè effettivamente disprezzano le donne violentemente, considerandole l’origine della loro sofferenza e appellandole con epiteti dispregiativi. Il femminismo, pensato come mano armata dell’altro sesso, non è tanto il motivo per cui il la donna è  un “essere disprezzabile”, ma è il sistema che ha permesso ad alcuni uomini di essere privati del proprio “essere disprezzabile”.

Questo punto è certamente curioso, in effetti. Gli incels odiano le donne con passione, ma allo stesso tempo desiderano sesso, o considerano il sesso come la chiave per la felicità e il successo. Sfogliando i loro post, pare evidente che l’atteggiamento più comune è di rassegnazione e di masochistica autocommiserazione (molti si autodefiniscono come “subumani” sulla base del proprio aspetto), e che ben pochi stanno attivamente ricercando del sesso e quindi un partner con cui poterlo fare.
Certamente l’erotismo può essere un valore in sé: sicuramente è piacevole anche se fatto con una dolce metà che non si ama; ma da qui a diventare un elemento essenziale per la dignità umana di una persona il passo è un tantino lungo.

Alla base di questa curiosa posizione c’è forse qualcosa che invece il femminismo ha a lungo cercato di scardinare: l’idea che un uomo abbia valore in base a quanto successo sessuale possa accumulare, e che la verginità sia sinonimo di fallimento. Gli incels, infatti, non considerano il sesso desiderabile perché considerano le donne desiderabili, ma sembrano riferirsi al sesso come ad un valore assoluto, una sorta di credito sociale che conferisca prestigio. In qualche modo la loro esperienza è sintomo di una società che incasella il maschile in un’identità oppressiva, ma non per i i motivi che pensano questi celibi lividi d’odio, quanto per alcune strutture deleterie ancora difficili da decostruire e intaccare, e da cui non soltanto le donne sono colpite.

Fonti:

Articolo di Vox

Articolo di NewYorker

Subreddit incels (ora eliminato)

 

 

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