C’è spazio per Eracle e Teseo oggi?

Prima di Teseo era solo una questione di statura e forza bruta’’Plutarco


Visti dall’esterno, gli eroi celebrati dall’epica sembrano appartenere ad un mondo diverso dall’ordinario, proiettati in una dimensione più divina che umana. Eppure non ci sono personaggi più umani degli eroi stessi.

C’è sempre da imparare dalla mitologia greca.
Scrive Plutarco in “Vita di Teseo” che all’epoca dei primi eroi erano numerosi gli individui dotati di forza e abilità fuori dal comune e oltre il normale. Tuttavia questi individui usavano questi doni solo per sè stessi, sovrastando chiunque si parasse dinanzi a loro e denigrando giustizia e altruismo come appartenenti a chi semplicemente era troppo debole e aveva paura del più forte (tesi molto simile a quella dei sofisti Callicle, nel Gorgia, e Trasimaco nella Repubblica).

Teseo ed Eracle sono i primi eroi non perché possiedono sovraumane capacità ma perché per primi usano la loro forza al servizio degli altri, andando oltre l’ordinario del loro tempo e capendo l’importanza del servizio.
L’età degli eroi inizia non con le gesta divine e oltreumane, ma con lo slancio altruistico verso l’Altro.

Le dimensioni dell’eroe

Quando si leggono i miti inerenti ai grandi eroi o i poemi epici che ne descrivono le gesta si è quasi sempre vittime di una distanza incolmabile tra il lettore e la figura epica. Infatti la lettura che si è data dell’eroe nel tempo sembra vedere questa figura più appartenente ad una dimensione divina che umana. Questa interpretazione si è sviluppata in particolare durante il Romanticismo e l’esempio più imponente risiede nell’Estetica del noto filosofo tedesco Hegel, in cui è ben visibile il pregiudizio dell’eroe come figura più vicina agli dei che agli uomini. Non è un caso che l’epica sia considerato un genere inferiore alla lirica e alla tragedia che invece celebrano l’uomo nelle sue forme più intime.
Una lettura simile, per quanto affascinante, esclude del tutto ciò che più vi è di umano nelle dodici fatiche di Ercole, nella spedizione di Teseo a Creta per sconfiggere il Minotauro e in tutte quelle altre gesta che mostrano ostacoli divini che si possono superare spesso e volentieri solo con la collaborazione di altri uomini.

Dedalo, in una scultura antica

L’altruismo è la condizione necessaria affinché l’eroe sia definito tale. In quelle gesta tipicamente umane, l’eroe è tale quando decide di prestare servizio a chi ne ha bisogno e di usare il potere non per sottomettere, ma per salvare. Questo è il primo grado della vita dell’eroe che si batte con gli altri uomini e che più che alla forza tiene all’arte applicata alla forza.
Invece quando lo scontro vede coinvolti non più gli uomini ma gli dei ecco che l’eroe non può più farcela da solo e ha bisogno di aiuto, che molto spesso gli viene offerto da una donna. Teseo uccide il Minotauro solo grazie all’aiuto di Arianna.

Gli eroi oggi

Alla domanda se ci sia spazio per Teseo ed Eracle oggi si può rispondere in maniera affermativa, a patto che non ci si scordi dell’importanza che l’altro ricopre. Ovviamente l’eroe oggi non sarà chiamato a uccidere l’Idra o ad entrare nel Labirinto per affrontare il Minotauro. Le sue mansioni saranno di altro genere e non per questo saranno meno importanti di quelle narrate dai miti. Ciò che deve rimanere intatto è invece quell’impronta etica che fa la differenza, che spezza le catene dell’odio e dell’ingiustizia a favore di una comunità di individui che si sostengono a vicenda. Solo così i mostri del nostro tempo possono essere uccisi.

Fonti:
Platone, Repubblica
Platone, Gorgia
Georg Wilhelm Friedrich Hegel, Estetica
Roberto Calasso, Le nozze di Cadmo e Armonia

Fonti immagini:
Immagine 2
Immagine 1

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