Imparare dai bonobo, le scimmie che risolvono i conflitti col sesso

La scimmia è l’evoluzione dell’uomo”,

Caparezza

Come sarebbe la società se gli esseri umani risolvessero i conflitti con il sesso? I bonobo usano questa soluzione da secoli, con risultati sorprendenti. 

Il Pan paniscus o scimpanzé pigmeo, meglio conosciuto come bonobo, é un primate della famiglia degli ominidi che vive nelle foreste dell’Africa centrale. Secondo lo Chimpanzee Genome Project, che raccoglie e studia il patrimonio genetico dei primati, si tratta di una delle scimmie geneticamente più simili all’uomo, tanto che si é più volte ipotizzato di includerla nel genere Homo.

Anche se la sua sopravvivenza é oggi minacciata dalla progressiva scomparsa del suo habitat naturale, il primate é molto noto e studiato anche al di fuori della comunità scientifica internazionale. A regalargli lo status di una vera e propria eccentrica celebrità del regno animale non é stata la spiccata intelligenza o l’incredibile capacità empatica, ma la sessualità estremamente vivace e variegata.

Il sesso per i bonobo infatti non si limita alla sua funzione procreativa: sono stati osservati momenti di sesso ricreativo omosessuale ed eterosessuale di ogni tipo tra individui di ogni età e genere, differenti anche per “status sociale”. I bonobo sono l’unica specie oltre a quella umana a praticare il bacio alla francese e prediligono il sesso frontale. Sono inoltre soliti praticare sesso orale e fabbricare sex toys con foglie e ramoscelli.

I rapporti sessuali vengono frequentemente utilizzati anche nelle relazioni sociali, ma non solo per rafforzare gerarchie di potere tra i membri della comunità. I bonobo sembrano infatti essere gli unici animali a servirsi del sesso per smorzare la tensione di un conflitto o per segnare una riappacificazione. Sono ad esempio soliti sedare le lotte e le rivalità che può causare il ritrovamento di un’area particolarmente ricca di frutta con sessioni di sfregamenti genitali.

I tassi di violenza e aggressività tra bonobo risultano così enormemente più bassi di quelli di altri primati: gli infanticidi, abbastanza comuni tra gli scimpanzé, sembrano inesistenti in questa specie e mentre le femmine degli scimpanzé sono costrette ad accoppiarsi con tutti i maschi disponibili, quelle dei bonobo possono respingere i partner non graditi senza rischiare la vita.

Straordinariamente infatti i rapporti sono per lo più consensuali: quando un esemplare femmina anche giovane e poco importante socialmente viene aggredito da un maschio particolarmente insistente e non gradito, altre femmine di status sociale superiore e più anziane difendono la compagna, scacciando e umiliando l’aggressore.

Questi animali, come dimostrato da un esperimento dell’Università di Leida, manifestano infatti una spiccata capacità di empatizzare con i propri simili, qualità indispensabile a corroborare i rapporti che legano tra loro le femmine della specie senza relazioni di parentela o amicizia. Si puó dire che grazie alla cooperazione, non particolarmente presente invece tra i maschi, le femmine del bonobo abbiano creato un vero e proprio matriarcato, con un patto di sorellanza che supera le generazioni.

Anche in questo caso il sesso gioca un ruolo fondamentale: le studiose Pamela Douglas e Liza Moscovice del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology riportano che le femmine di bonobo della foresta LuiKotale hanno sviluppato una serie di gesti convenzionali per invitare le compagne più anziane ad ingaggiare un’attività sessuale. La funzione dell’atto é appunto quella di riconoscere l’inferiorità della propria condizione e di rafforzare il legame di solidarietà tra individui: le femmine del bonobo, prima della pubertà, abbandonano infatti la colonia d’origine per una nuova, in cui non hanno relazioni già formate. I maschi rimangono invece nella comunità di nascita e le loro gerarchie di potere si formano sulla base della selezione parentale.

I primatologi si interrogano tuttora su come mai resista questa forma di potere femminile: essere odiati dalle femmine della loro specie é per i bonobo fonte di grande umiliazione. Che vantaggio ricavano le femmine più anziane da questo rapporto? Secondo la bio- antropologa Frances White, starebbero proteggendo le partner scelte per i propri figli maschi, con cui mantengono per tutta la vita un legame fortissimo. Questi dunque, per quanto più forti e possenti, non si ribellerebbero agli attacchi perché sicuri di trovare comunque una compagna fertile.

 

Credits immagini.              Fonti

Copertina.                           Matriarcato e sesso

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