In viaggio attraverso la Val d’Aosta: la Via Francigena

“Il turista percorre i paesaggi della cultura umana. L’esploratore insegue orizzonti inesplorati. Il pellegrino cerca la via verso l’anima.”

Fabrizio Caramagna

 

Issogne, Bard, Verrés, Ussel, Fènis: sono innumerevoli i castelli che punteggiano il territorio della Valle d’Aosta. Una delle più piccole regioni italiane che possiede una inaspettata concentrazione di castelli e fortificazioni. Il perché è da ricercare in due parole: via Francigena. La Vallé era infatti il crocevia di una delle tante vie dette Francigene che collegavano Torino a Parigi permettendo ogni tipo di comunicazione, anche quelle militari.

 

Via Francigena: una o molte?

Durante il Medioevo, il numero di pellegrini che si recava a Roma da numerose città europee richiese la costituzione di un percorso ufficiale che toccava numerose città europee: nacque così la Via Francigena, che collegava Canterbury a Roma. L’origine del nome è legato alla provenienza di questa strada – dalla Francia – rispetto all’Italia, meta del pellegrinaggio. Ma di vie Francigene in Italia ne esisterebbero al momento tre: la prima attraversa la Valle d’Aosta dal San Bernardo per poi scendere verso Torino seguendo la valle per arrivare al suo termine naturale, la città di Pont Saint-Martin. Il percorso prosegue poi da Pont fino a Torino, Vercelli, Pavia, Piacenza, Fidenza, Passo della Cisa, Pontemoli, Lucca, Siena, Bolsena, Viterbo e infine Roma.

La seconda via Francigena – letteralmente, “nata in Francia” – proviene anch’essa dall’Oltralpe e rappresenta la continuazione del Cammino di Santiago di Compostela che passa per il Monginevro, Torino e Vercelli per poi discendere verso Roma. La terza via passa invece attraverso la costa ligure, da Ventimiglia fino a Sarzana per poi riunirsi alla via Francigena che si dirige verso Roma. D’ogni modo, quando ci si riferisce alla Via Francigena si ha in mente il percorso principale, quello che collegava Canterbury e Roma.

 

La Via Francigena e le altre vie di eredità romana

 

Una storia lunga più di un millennio

La prima attestazione della Via Francigena o Francisca risale ad un documento datato 876, ritrovato nell’Abbazia di S. Salvatore del Monte Amiata. Nel testo si descrive il paesaggio del territorio circostante che menziona una parte di terreno dove si arriva “… per fossatu descendente usque in via Francisca” (attraverso il fossato che discende fino alla via Francisca).

Per costituire un sistema efficiente di comunicazione tra le varie tappe di questa via, erano necessarie delle fortificazioni in grado di segnalare con fuochi e bandiere l’eventuale presenza di banditi o minacce esterne alle stazioni di rifugio per i pellegrini. Si spiegherebbe così la presenza di numerosi castelli, edificati in valle d’Aosta.

 

Castello di Ussel, vicino a Chatillon (Val d’Aosta)

 

Perle di una lunga collana

Le tappe della Via Francigena in Val d’Aosta sono cinque: San Bernardo-Echevennoz, Echevennoz-Aosta, Aosta- Chatillon, Chatillon-Verrès, Verrès- Pont-Saint-Martin. Da Pont Saint-Martin la via procede via Ivrea fino al lago di Viverone per poi entrare definitivamente in provincia di Torino.

Fatte salve Echevennoz e Pont Saint-Martin, tutte le altre località possiedono fortificazioni. Aosta può a tutt’oggi vantare di ospitare numerosi resti romani tra cui le mura costruite intorno al 25 a.C. dai romani comandati da Aulo Terenzio Varrone. A Chatillon si trova invece un castello, nella frazione Ussel, la cui presenza era già attestata nel XIII secolo come proprietà dei signori De Castiglione – da cui la francesizzazione Chatillon del paese – e passò poi di proprietà fino ai Visconti di Aosta che diedero vita alla casata di Challant, cruciale per la storia della Vallèe fino all’avvento dei Savoia.

L’ultimo gioiello che è presente sulle tappe della via Francigena è il castello di Verrès – sotto – di forma cubica, la cui prima attestazione è datata almeno al 1287 sotto la proprietà dei signori De Verretio, passata poi di proprietà nel 1390 ai signor Challant, la famiglia che più di tutte si spese per ammodernare e restaurare le fortezze valdostane e renderle quelle perle di una lunga collana di castelli che si snoda ancor oggi per tutta la Valle.

 

Castello di Verrès

 

 

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