Estate, digital detox: i millennials lo fanno davvero?

 “Ah, guardali, che dispiacere. Tutta questa natura, e loro a rintontonirsi con quell’affare”

Barbara Sgarzi, Vanity Fair, “Frasi da ombrellone”


L’estate dovrebbe essere il tempo del digital detox, cioè del distacco dai devices digitali. Secondo una ricerca i millennials sono più portati a farlo, ma davvero riescono a rilassarsi?

Lo chiamano “digital detox”, ossia disintossicamento digitale. Si tratta dell’abitudine, secondo molti necessaria, di disabituarsi periodicamente all’uso spasmodico dei devices digitali. Un distacco sentito come vitale da alcuni, tanto che nascono sempre più strutture, realtà, indicazioni, strumenti – anche digitali – che spiegano come prendersi una pausa dall’iperconnessione che ormai fa parte della vita di tutti, ma che per antonomasia caratterizza la vita dei millennials.

E sono loro i più propensi al digital detox, almeno stando a uno studio di Intel Security che si intitola appunto:  ‘Digital detox: unplugging on summer vacation’, ovvero Disintossicazione digitale: staccare durante le vacanze estive.  Secondo lo studio, condotto su un campione statunitense, la metà dei millennials sarebbe disposta a lasciare a casa i propri strumenti digitali, mentre solo il 37% degli intervistati tra i 40 e i 50 anni, ovvero la cosiddetta generazione X, sarebbe disposta a fare altrettanto,

Una scelta, quella del digital detox, che mette al riparo dai criminali informatici, che agiscono ampiamente d’estate.
“Gli utenti – spiega a Focus Gary Davis, chief consumer security evangelist di Intel Security – si affidano alla tecnologia per rimanere in contatto con il proprio mondo fisico e digitale sia che siano al lavoro, a casa o in vacanza. Le persone spesso utilizzano i dispositivi in vacanza per accedere alle informazioni sensibili senza considerare i potenziali rischi”. Soprattutto i viaggi e le relative prenotazioni sono il momento ideale per rubare dati personali, e pertanto il digital detox può garantirsi,  oltre a vantaggi psicologici, la protezione della propria identità, sostengono i suoi fautori. Un parere che è sostenuto dai numeri di questo studio. All’88% degli intervistati il distacco dallo smartphone ha consentito di sentirsi meno stressato dal lavoro, mentre la metà si è relazionata meglio con i compagni di viaggio. Il digital detox è comunque difficile, tanto che il 68% degli intervistati ha affermato di controllare la posta almeno una volta al giorno: non c’è infatti chiarezza sul significato del termine. per alcuni vuol dire non connettersi affatto durante le vacanze, per altri si verifica quando non si viene, semplicemente, contattati.

Il 55% degli intervistati di Intel sostiene di essere riuscito nel digital detox in vacanza. Eppure, non tutti i dati sono concordi. Secondo una ricerca di Groupon riportata da Donna Moderna, quello che dovrebbe essere il tempo del digital detox estivo si trasforma nel tempo dell’uso ancor più spasmodico dei devices. Il 28% dei genitori millennials sono infatti portati a scrollare ossessivamente le pagine social dei propri amici, vivendo con ansia il racconto delle loro estati, presentate spesso – spiegano – con immagini idilliache.

In particolare, un terzo dei millennials si sente costantemente in competizione ed è spinto a cercare in ogni modo di produrre un racconto social della propria estate all’altezza di quello dei propri contatti, mentre la metà dei genitori vede acuirsi il proprio senso di colpa per essere costretta a lavorare lasciando i propri figli, che non hanno l’estate ricca di programmi come il resto dell’anno, in compagnia proprio degli smartphone, e che i genitori sentono l’esigenza di colmare, quando possono, facendo regali ai propri figli.

Fonti:                                 Immagini

Focus                                  Copertina
Donna Moderna                 Foto 1
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