Diritti sotto al sole

“L’estate ammorbidisce le linee che il crudele inverno mostrava.”

John Geddes

 

Quando giunge il periodo estivo, nessuno di noi ha più velleità di protesta, si desidera solo stendersi al sole o sotto il fresco degli alberi o andare in montagna a godersi la freschezza dell’altura. Tuttavia, quando ci si sarà rinfrancati e rigenerati, si dovrà tornare più forti di prima. Per ciò in cui si crede.

Con l’avvicinarsi di Ferragosto, le menti di tutti slittano verso il mare, la montagna o, in generale, le vacanze. Si prova questa irrefrenabile voglia di distogliere la mente da pensieri spiacevoli: il lavoro, i problemi famigliari, le piccole o grandi difficoltà quotidiane. Certo non è una sorpresa che capiti e tutti se ne ha bisogno, almeno una volta all’anno.

Questo articolo mira a festeggiare l’arrivo del meritato riposo, ma si propone anche di fare un po’ il punto della situazione. In questo ultimo periodo, molte sono state le tematiche scottanti che hanno infiammato la cronaca: la questione delle aggressioni a mano armata ai migranti, il DL Dignità sui posti di lavoro, il nuovissimo attacco alla Legge Mancino da parte del Ministro Fontana – peraltro non così sostanzialmente attutito dai colleghi di governo e, forse, passato un po’ troppo in sordina. Una delle ultime notizie preoccupanti, inoltre, riguarda il presunto overshoot day della Terra, giunto quest’anno ad agosto e segnale che il nostro caro pianeta è in stato di crisi. L’overshoot è sostanzialmente l’esaurimento delle attuali risorse naturali per quest’anno, giunto con preoccupante e inaspettato anticipo, causato da una serie complessa di fattori, tra cui le urbanizzazioni incontrollate, i disboscamenti, le cementificazioni di aree fertili, l’inquinamento dell’acqua, il surriscaldamento globale, l’appiattimento della biodiversità e così via. Insomma, tutta una serie di danni perlopiù di natura antropica.

Anche quello delle future generazioni è un DIRITTO ad AVERE UNA TERRA, come le precedenti l’hanno avuta dai loro predecessori. Tendenzialmente, si associa al diritto un significato attuale, come se fosse una cosa atta ad agire qui ed ora, a risolvere uno stato di sopraggiunta carenza normativa o esistenziale. Tuttavia, esso è molto di più, e si estende nelle maglie del tempo e dello spazio, influenzando nazioni e periodi storici e segnando in essi lo Zeitgeist, lo spirito di quel tempo. Sicuramente, un esempio negativo di esso è rappresentato dal trumpismo e dal pensiero che reca con sé, portatore (mal)sano di una certa idea di politica riduzionistica e nazionalistica. Questo ha condotto gli USA a stracciare gli accordi di Parigi sulla tutela dell’ambiente e addirittura a proporre la riapertura all’utilizzo del carbone, fortunatamente respinta.

In questi caldi primi giorni di agosto, certamente è necessario pensare a staccare la mente, ma senza dimenticarsi che questo è ciò che sta avvenendo nel mondo attorno e che sta a tutti pensare a difenderlo, a opporsi strenuamente a coloro che lo vorrebbero depauperato, impoverito sia fisicamente che mentalmente, svuotato di una serie di acquisizioni della contemporaneità che stanno lentamente venendo meno sotto agli occhi di tutti. Inoltre, persino le situazioni geopolitiche critiche nelle aree di guerra sono lentamente sbiadite da alcuni notiziari, e questo è un altro segnale che occorre maggiore attenzione a non lasciare che i diritti si sciolgano sotto questo Sole rovente e accecante.

Nonostante l’estate sia il momento perfetto per partire “alla ricerca del tempo perduto”, non bisogna dimenticare mai cosa si lascia fuori dalla valigia.

 

 

 

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