Le micro transazioni nei videogames. Pro o contro?

                                                                                               ” Il denaro è la schiavitù moderna.”
Lev Tolstoj

Da diversi anni a questa parte,le software houses si servono di un sistema di micro transazioni per incrementare i propri introiti,spesso, a danno del giocatore.

In uno dei precedenti articoli di questo giornale, si é parlato dell’inarrestabile fenomeno “Fortnite”. Un gioco totalmente gratuito che connette ogni giorno milioni di videogiocatori.

La domanda più frequente dinanzi ad un free to play è : quale sarà il guadagno reale,per un gioco simile?

Inizialmente si potrà pensare alla pubblicità,agli sponsor celebri (Ninja, Drake,Teeqzy) ma è piuttosto chiaro che non si tratta soltanto di questo. Il gioco in questione (come i ben più celebri “League of Legends” e “Guild Wars”) vanta  una vetrina di prodotti in vendita talmente varia da far impallidire il giocatore, fino a tentarlo.

Ma partiamo dalla base: cos’è una micro transazione?
E’ molto semplice. Bisogna immaginare una giocata live ad un qualsiasi tipo di scommessa sportiva. E’ un atto singolo,fulmineo ed in game. Stesso discorso,dunque,per i videogiochi.

 

In un videogame free to play ci viene fornito un pacchetto base che ci permette di giocare in totale liberà e senza costrizioni di sorta ma ,naturalmente, il gioco offre molto altro.
Una serie di skin,delle armi speciali o addirittura gesti per irridere gli avversari. Il tutto a portata di portafoglio.

Sono importi  solitamente molto ridotti ma che ,se messi insieme, forniscono una fatturazione da parte dell’azienda di proporzioni monumentali.
E’ bene rimarcare che tali spese non sono obbligatorie e sono totalmente a discrezione del giocatore,tuttavia il modo in cui il prodotto viene presentato,fa si che risulti un’acquisto quasi del tutto irrinunciabile.

L’acquisto in game si svolge tramite un paio di passaggi: la compera della valuta digitale tramite l’uso di denaro reale on-line e l’acquisto del bene d’interesse con la nuova moneta acquisita.

Questa scelta di mercato messa in atto dalle industrie videoludiche non è rimasta del tutto nell’ombra,anzi.
Col passare del tempo il mercato ha subito qualche scossone significativo. Si è passati dalla totale devozione di chi comprava ad occhi chiusi ,ad un sempre più frequente dissenso delle stesse persone coinvolte.

Il malcontento generato dalle micro transazioni non è mai stato ingiustificato poichè tale fenomeno ha presto  colpito anche i videogames il cui sviluppo è sempre stato legato ad un acquisto e non ad un semplice download gratuito. La scelta di tale inserimento è sempre stato mirato al concedere a tutti i titoli,anche quelli più datati,una continua fatturazione oltre la data di pubblicazione.
Col tempo,tuttavia ,sempre più giocatori han cominciato a chiedersi per quale motivo ,anche nei giochi  comprati a prezzo pieno, vi fosse la necessità di aggiungere dei prodotti il cui ottenimento era preceduto da un esborso di denaro. L’ennesimo.

Grazie al  polverone di polemiche alzatosi a causa di tale fenomeno , alcune aziende hanno scelto di applicare un sano  dietro front mentre altre han continuato imperterrite per la loro strada (vedesi la Electronic Arts ,le cui fatturazioni tramite “Fifa” raggiungono cifre quasi illegali)

 

La domanda che nasce in maniera lecita,dopo aver appurato il danno che le micro transazioni possono arrecare al portafogli di chi gioca è: quando si tornerà alla fulgida bellezza di un gioco completo e senza aggiunte che profumano d’introiti? 

FONTI:                                                                                                  IMMAGINI:
Esperienza di gioco dell’autrice                                       IMMAGINE 1        IMMAGINE 2               COPERTINA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Un commento su “Le micro transazioni nei videogames. Pro o contro?”