Il grande caldo: cosa c’é dietro il bagno delle renne sulle spiagge finlandesi

“Il cambiamento può essere improvviso e piuttosto estremo e una volta che succede, diventa la nuova norma, a volte per un periodo lunghissimo”

Gwynne Dyer

 

Le simpatiche immagini di alcune renne che si rinfrescano nel mar Baltico tra i bagnanti di una spiaggia di Rovaniemi sono diventate in poco tempo virali. Le foto, scattate poche settimane fa sul litorale finlandese, appaiono ancora più buffe se si pensa che la città, al 66° di latitudine nord, conta tra le sue attrazioni turistiche più popolari anche la casa di Babbo Natale. La realtà che rivela però questo spettacolo inaspettato é molto preoccupante. 

Un’ondata di caldo anomalo ha investito la Finlandia nelle ultime due settimane, spostando la colonnina di mercurio del termometro molto più in alto del previsto. Le temperature massime registrate, secondo il sito 3bmeteo, fluttuano infatti tra i 28 e i 34 gradi non solo nella meridionale Helsinki, ma anche nella glaciale Lapponia, situata appena sotto il Circolo Polare Artico, dove si sfiorano i 30°; addirittura la temperatura del freddissimo Mar Baltico ha subito un notevole innalzamento, arrivando nelle zone più vicine alla costa fino a 22,5°.

Non si tratta di un fenomeno isolato: negli ultimi mesi in tutta la Scandinavia si é manifestato un inaspettato e improvviso caldo afoso, che ha alimentato e talvolta causato incendi di ettari ed ettari di foreste. Il recente rapporto del progetto internazionale World Weather Attribution, “Attribution of the 2018 heat in northern Europe”, mette le cose in chiaro: potrebbe non trattarsi più solo di un evento eccezionale e la responsabilità dell’uomo é innegabile.

Lo studio, mettendo a confronto osservazioni di annate precedenti e modelli matematici, ha infatti riscontrato che le probabilità che questo fenomeno si verificasse, toccando anche temperature più elevate, sarebbero state meno della metà se le attività umane non avessero alterato il clima globale.

Questo fenomeno nell’Artico non ha precedenti- spiega lo scienziato francese Robert Vautard, del CNRS commentando il rapporto in un’intervista con Le Monde – Il mondo sta diventando più caldo, il problema è che non stiamo prendendo le misure giuste. Parliamo del cambiamento climatico piuttosto che fare qualcosa contro di esso”.

Tornando indietro nel tempo, é possibile notare come la situazione si ricolleghi anche all’innalzamento delle temperature nel Circolo che ha caratterizzato i mesi di febbraio e marzo 2018. Mentre si riscontrava infatti un uniforme clima di gelo, con forti precipitazioni, nel centro e nel sud dell’Europa, un afflusso di aria calda aveva fatto alzare i termometri di alcune località della Siberia e della Groenlandia di ben 35 gradi rispetto alla media prevista per quel periodo dell’anno, portando a 61 il numero di ore in cui la Groenlandia aveva registrato una temperatura sopra lo zero. Tre volte più di quelle che si sono verificate in tutti gli anni precedenti.

Secondo la stazione meteorologica più a nord dell’isola, Cape Morris Jesup, nel mese di febbraio le temperature registrate avevano inoltre già superato più volte quelle di Londra, Zurigo e di molte località italiane. In particolare in diversi giorni, e in maniera prolungata il 22 ed il 23 febbraio, erano state rilevate esclusivamente temperature positive, fino ai 6,2°. Non é però questa la novità: fenomeni simili erano stati osservati anche nel 2011 e nel 2017. Mai però si erano prolungati oltre le poche ore: nei primi tre mesi del 2018 invece erano stati contati circa 10 giorni sopra il limite di congelamento ad appena 700 km dal Polo Nord, durante quello che normalmente si presenta come il periodo più freddo dell’anno per la regione.

Una situazione paradossale per una terra che l’immaginario comune collega subito a panorami di iceberg e ghiacci perenni: cosa sta succedendo di preciso al Circolo Polare Artico? Come mai si é verificato questo cambiamento improvviso? Un’ipotesi abbastanza accreditata collega l’anomalia all’indebolimento del vortice polare, un fenomeno causato soprattutto dal riscaldamento globale. Con l’espressione vortice polare si indica l’insieme di venti che impedisce l’arrivo di masse di aria calda all’Artico, una corrente creata dalla differenza di temperatura tra le alte e le medie latitudini. Una differenza che va però man mano assottigliandosi, dal momento che l’Artico si sta scaldando più velocemente di qualunque altro luogo sulla Terra.

Sembra dunque che, a causa del disequilibrio nel vortice, masse di aria fredda si siano sospinte in maniera inconsueta verso sud, spingendo invece verso nord quelle di aria calda: sarebbe da attribuire a questo processo l’inaspettato gelo anomalo che ha interessato gran parte dell’Europa centrale e meridionale nel mese di marzo. Oltre al vortice, potrebbero aver contribuito altri due fenomeni dovuti al cambiamento climatico antropogenico: il picco anomalo di calore nella stratosfera dei primi di febbraio e i livelli sempre più bassi di ghiaccio marino artico. Questo diventa infatti sempre più raro: come riporta la NASA, diminuisce del 13,2% ogni decennio, lasciando sempre piu acqua aperta alle alte temperature che innescano così un circolo vizioso.

 

Credits immagini:                                    Fonti:

Copertina.                                                 Nord EuropaArtico

Immagine 1.                                            Circolo PolareValutardRenne

Immagine 2 .                                            Riscaldamento globale

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