Da Laika alla scimmia Ham, quando l’animale è viaggiatore

“Il viaggio perfetto è circolare. La gioia della partenza, la gioia del ritorno”.

Dino Basili

 

Con le ferie estive si parla spesso di vacanze e di viaggi. Ma i viaggiatori non sono necessariamente uomini: a volte possono essere anche animali. Dal cane postino Owney alle cagnette Laika, Belka e Strelka alle scimmie Ham, Enos e Bonny, le storie di animali vaggiatori.

 

Owney, il bastardino postino e giramondo

Piccolo, peloso e affezionato ai sacchi della posta che trasportava il suo primo padrone, un impiegato della posta.  Questo l’identikit di Owney, bastardino di pelo chiaro divenuto la mascotte dell’ufficio postale di Albany dopo l’abbandono da parte del padrone. Era attirato – secondo i reportage dell’epoca – dall’odore dei sacchi di posta e li seguiva ovunque andassero. A partire dagli anni ’90 dell’Ottocento cominciò a viaggiare anche su rotaia, nei convogli di posta ferroviaria. I suoi viaggi furono oggetto di numerosi e dettagliati reportage dei giornali dell’epoca.

In un’epoca in cui i deragliamenti erano frequenti, il fatto che nessun treno postale su cui fosse salito il bastardino di Albany fosse deragliato contribuiva alla sua buona fama. Ad ogni stazione era insignito di una medaglia od un riconoscimento, tanto che per sgravarlo da questo eccessivo peso il capo delle poste, John Wanamaker, gli fece dono di una finitura leggera su cui sono incise tutte le sue medaglie.

 

 

Nel 1895 Owney intraprese un viaggio mondiale che lo portò tramite treno e il battello a vapore Victoria fino in Asia ed Europa. Tornato negli States ormai con una certa età, contrasse una malattia mentre era in viaggio via treno per l’Ohio. La malattia gli causò numerosi episodi di aggressività, l’ultimo dei quali lo portò l’11 gennaio 1897 ad aggredire un poliziotto che per risposta lo freddò con la sua pistola di ordinanza. Il suo corpo è oggi imbalsamato e conservato nel museo nazionale delle poste a Washington, dove è tutt’oggi conservato.

Cani, scimmie e tartarughe in orbita

Correva l’anno 1957 a Mosca. I tecnici dell’aviazione russa erano in cerca di cani randagi per testare la resistenza della vita in una capsula satellitare lanciata in orbita intorno alla terra, il 3 novembre. La prescelta, fra una gruppo di 6 amici a quattro zampe, fu una cagnetta meticcia, bianca chiazzata, 5 anni di età.

 

 

Lanciata in orbita con lo Sputnik 2, Laika morì dopo poche ore a causa di un guasto al sistema di gestione della temperatura interno al satellite. Roba da far accapponare la pelle agli animalisti di oggi, tanto più che Laika fu lanciata sapendo che la sonda si sarebbe disintegrata al contatto con l’atmosfera. Migliore invece la sorte degli altri cani Belka e Strelka lanciate a bordo dello Sputnik 5 e recuperate vive nell’agosto del 1960.

Se i russi utilizzarono gli amici a quattro zampe per testare i loro satelliti all’avanguardia, gli statunitensi decisero di mandare in orbita…le scimmie. La prima, Ham, fu lanciata sulla capsula “Mercury” collocata nel razzo “Redstone” per simulare il viaggio che gli astronauti avrebbero dovuto compiere prima di entrare in orbita. Fu recuperata in mare da una portaerei, come per un vero astronauta.

 

 

Sempre gli USA lanciarono in orbita intorno alla terra fu invece la scimmia “Enos”, questa volta recuperandola viva. Semore gli USA, in previsione della missione Apollo 11 sulla Luna, testarono la capacità di sopravvivenza nello spazio per 30 giorni grazie ad una scimmia, Bonny, che però morì poco dopo l’atterraggio. Gli unici animali che riuscirono invece ad orbitare intorno alla Luna furono invece una tartaruga e una folta colonia di insetti nella capsula spaziale russa “Zond”.

 

 

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