Il ritorno delle politiche illiberali.

”Oggi la narrazione liberale non si deve confrontare con un avversario ideologico coerente come l’imperialismo, il fascismo o il comunismo.”
Yuval Noah Harari, 21 lezioni per il XXI
 secolo

A poco a poco la teoria liberale ha preso sempre più piede, tanto da sembrare l’unica teoria politica plausibile e praticabile per l’umanità intera. Tuttavia questa certezza sta venendo ripetutamente scossa dagli avvenimenti degli ultimi anni.

Nel secolo scorso, l’Occidente è stato teatro di numerosi scontri politici, ovvero diverse visioni del mondo che tentavano di prevalere l’una sull’altra. Queste si possono racchiudere in un unica grande categoria che gli storici e antropologi sono soliti chiamare ”umanesimo”. La storia è testimone di come siano scaturite diverse correnti di pensiero politico da questa visione globale che poneva l’uomo e il suo sentire interiore al centro del mondo. Così, tra il XIX e il XX secolo, abbiamo assistito all’emergere di tre diversi tipi di umanesimi: quello liberale, quello evoluzionista e quello socialista.
Durante la seconda guerra mondiale, il liberalismo, rappresentato in particolar modo dagli Stati Uniti D’America, si è scontrato duramente con l’umanesimo evoluzionista, i cui più noti fautori furono i nazisti.


Dopo la seconda guerra mondiale, l’umanesimo liberale è stato messo in crisi dall’umanesimo socialista, il cui campione principale fu la Russia comunista. Ma nel 1991, quando l’Unione Sovietica venne dichiarata ufficialmente sciolta, sembrava a tutti che fosse il liberalismo l’unica teoria politica capace di coniugare idealità e praticità senza sconfinare nell’utopia e che la storia avesse dimostrato quanto altri tentativi di narrazione politica fossero impraticabili e inadeguati. Quello che sostengono i grandi difensori del liberalismo alla luce dei fatti storici è che valori come la libertà, l’uguaglianza civile e la tolleranza positiva si siano dimostrati più solidi delle teorie sul capitalismo di Marx o della visione della razza di Hitler. Verso la fine degli anni 90 e all’inizio del nuovo millennio nessuno immaginava che il liberalismo sarebbe potuto esser messo in crisi un’altra volta.

Il periodo che sta passando attualmente l’Occidente è caratterizzato da una forte sfiducia nei confronti della teoria politica liberale. Dopo la crisi del 2008, il libero mercato non sembra più così attraente come un tempo e sembra che le nazioni preferiscano isolarsi piuttosto che aprire i confini. Questa crisi ha fortemente contribuito al ritorno di politiche illiberali che ricordano molto i primi movimenti del ‘900.
L’esempio più eclatante a livello mediatico è stata la vittoria del presidente americano Donald Trump nel 2016, che ha dato inizio al riemergere di una visione che si pensava non sarebbe mai più tornata.

In una situazione simile, una domanda sorge spontanea: il liberalismo tramonterà o ancora una volta riuscirà a superare la crisi di cui è vittima? Gli scenari possibili solo molteplici.

Fonti:
Homo Deus, Yuval Noah Harari
21 lezioni per il XXI secolo, Yuval Noah Harari
Cosa rende una teoria politica utopistica?, Thomas Nagel
John Stuart Mill, La libertà
Il secolo breve, Erich Hobsbawn

Fonti immagini:
Immagine 1
Immagine 2

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