Ritorno alla natura o ritorno a se stessi? La via del Dao

“Semplici nei modi e nei pensieri si ritorna alla fonte di tutte le cose”

Lao Tzu

L’inquinamento ambientale è un problema sempre più concreto e attuale. Vi è chi sembra negarlo, come l’attuale presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha addirittura ritirato la sua nazione dai trattati di Parigi. Tuttavia la maggioranza della comunità scientifica è sicura riguardo al fatto che le abitudini di questo sistema ultraconsumistico siano un pericolo per l’equilibrio dell’ecosistema e del clima: i gas serra che vengono prodotti, i rifiuti che vengono accumulati e le foreste che vengono tagliate sono una realtà che è difficile mettere in discussione, nonostante gli sforzi comuni degli ultimi decenni in politiche green.

Il problema di fondo, però, potrebbe essere ben più radicato e originario. L’Occidente ha sempre vissuto nella separazione fra natura e uomo, fra soggetto e mondo. Si tratta di una separazione antica, che però si può far risalire a Cartesio, quale esempio epigrammatico e padre fondatore della modernità. L’individuo è stato così posto fuori dalla realtà empirica, sia come suo garante conoscitivo, sia come suo legittimo sfruttatore.
Sarebbe forse ora per l’uomo, invece, di “ritornare alla natura”. In tale direzione i dettami della filosofia cinese del Dao possono offrire spunti importanti, e, non a caso, si avvicinano molto alla visione immanentisitca del “Deus sive Natura” di Spinoza, il quale proprio contro Cartesio di scagliava.

Baruch Spinoza

René Descartes ha diviso la realtà in due sostanze, una materiale (res extensa) ed una spirituale (res cogitans), mettendo la seconda in contrasto con la prima. Il pensiero Dao, sviluppatosi in Cina durante il periodo dei Regni combattenti (453 – 221 a.C.), ha invece come principio fondamentale proprio l’unità assoluta della natura materiale (“ziran”) con l’ultraterreno (“tian”). Per essere più precisi, “tian” è la suprema, ineffabile, eterna e infinita entità che domina e genera tutte le cose, ed è causa di sé, in quanto si autoproduce.
Nelle parole di Lao Tzu, autore del “Daodejing”, il principale testo daoista, bisogna seguire il più possibile la Via (ovvero il Dao, appunto). È vero che “le vie degli uomini sono condizionate da quelle della terra, le vie della terra da quelle del cielo, quelle del cielo da quelle del Dao, e quelle del Dao dalla causa di sé (tian)”, e dunque sembrerebbe che la Via sia una e obbligata per tutti, che ogni cosa sia necessitata. Tuttavia, il cielo, la terra e gli uomini sono autonomi e soggetti alle proprie leggi particolari, pur essendo, alla fine, identici e uniti nell’assoluta e unica fonte di infinita potenza generatrice. La Via è quindi sì una sola, ma ognuno deve percorrerla a modo suo: ognuno deve trovare tale suo modo proprio di avvicinarsi al Dao.

Lao Tzu

Questo avvicinamento alla Via suprema offre un senso assai più profondo alle parole “ritorno alla natura”, rispetto a ciò che con esse comunemente si potrebbe intendere: l’intimazione del daoismo (o anche taoismo), non è certo una rinuncia alla modernità ed una nostalgia dello stato primitivo e brado, ma se mai un’esortazione all’ ”unificazione di cielo e terra”, di materiale e spirituale. La riappacificazione con la natura non è una risottomissione ad essa, che dovrebbe seguire lo sfruttamento millenario della medesima da parte dell’uomo, vuoi per pentimento di questo, vuoi per vendetta di quella. La riappacificazione con la natura è invece presa di coscienza del fatto che proprio ciò che si chiama “natura” non è altro se non una pallida rappresentazione dell’ineffabile, presente in tutte le cose e accomunante il singolo a tutto il creato.

In senso pienamente spinoziano, come già anticipato, “ritorno alla natura” andrebbe letto come “ritorno a se stessi”. La Via su cui bisogna riportare i propri passi si trova da soli, proprio perché è la Via, unica e medesima. Essere uno con la natura, seguire il flusso della sua necessità, vuol dire essere uno con Dio (Deus sive Natura), e quindi essere totalmente liberi, essere causa di sé (causa sui), autodeterminarsi. La Via del Dao, come quella di Spinoza, che egli espone soprattutto nella sua “Etica”, è perciò quella dell’equilibrio degli opposti, dell’autocontrollo, della imperturbabilità, della morigeratezza; ma ciò non richiede una sottomissione o una repressione: si tratta di un’elevazione allo stato di Dio ( o “tian”, appunto) inviolabile e sempre identico, totalmente autonomo, che ognuno può trovare dentro di sé.

 

Fonti:                                              Immagini:
Politifact                                        Copertina
David E. Cooper,                            Sopra (1)
“Daoism, nature and humanity”      Sopra (2)
Shuyuan Lu,
“The ecological era and
classical chinese naturalism”
-Baruch Spinoza, “Etica”

 

 

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