”From Jerusalem to Jericho”: storia di un esperimento sgradevole.

“Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?” Egli rispose: “Chi ha avuto compassione di lui”. 

Vangelo di Luca 10, 25-37”

Un esperimento sociale condotto da John Darley e Daniel Batson e pubblicato nel Journal of Personality and Social Psychology mette in discussione la recezione della morale e dei suoi obblighi.

Tutti hanno sentito almeno una volta la parabola del buon samaritano. Si racconta in questa di un ebreo che mentre si stava recando da Gerusalemme a Gerico fu picchiato e derubato da alcuni banditi, che lo avevano lasciato morire sul ciglio della strada. Dopo un po’ un prete e un levita gli passarono accanto, ma lo ignorarono. Invece, un samaritano, un membro di una setta disprezzata dagli ebrei, si fermò, si prese cura dell’uomo e gli salvò la vita. La morale della parabola è che i meriti degli individui dovrebbero essere valutati in base ai loro comportamenti effettivi, invece che alla loro affiliazione religiosa o alle loro idee filosofiche.

L’esperimento.

Nel Dicembre 1970 al Pricenton Theological Seminary, John Darley e Daniel Batson conducono un esperimento che ha come soggetto un gruppo di studenti che si stavano preparando a diventare ministri della chiesa presbiteriana. Obiettivo dell’esperimento è tentare di capire quanto la moralità e gli obblighi che ne derivano possano pesare sulle scelte degli individui.
A ogni studente fu chiesto di affrettarsi a raggiungere una distante aula magna dove avrebbe dovuto commentare la parabola del buon samaritano. Gli entusiasti giovani seminaristi si precipitarono verso l’aula magna, concentrati sul miglior modo per spiegare la morale della parabola del buon samaritano. Ma gli sperimentatori avevano collocato sul loro tragitto un uomo vestito di stracci, accasciato in un portone con la testa piegata e gli occhi chiusi. Al passaggio di ogni seminarista, tossiva e si lamentava pesantemente. La maggior parte dei seminaristi non si fermò nemmeno a chiedergli che cosa non andasse, guardandosi bene dall’offrirgli aiuto. La preoccupazione di affrettarsi verso l’aula magna aveva fatto dimenticare l’obbligo morale di aiutare uno sconosciuto in difficoltà.

Fonti: https://greatergood.berkeley.edu/images/uploads/Darley-JersualemJericho.pdf

Fonti immagini:
Immagine 1
Immagine 2

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