Ripensare il diritto alla Scuola

 “L’obiettivo principale della scuola è quello di creare uomini che sono capaci di fare cose nuove, e non semplicemente ripetere quello che altre generazioni hanno fatto.” 

Jean Piaget

 

Da sempre lo spauracchio di tutti i giovani che, finita la bella stagione, si ritrovano a dover abbandonare la spensieratezza estiva per tornare sui banchi, la Scuola è una istituzione importantissima, a cui ciascuno ha diritto. Negli ultimi decenni, però, è entrata in una lunga e tormentata crisi, sia dal versante interno della docenza sia da quello esterno delle famiglie. Quali problemi sta affrontando e quali le soluzioni?

 

In questi giorni, per tutti i ragazzi si sta verificando il tanto temuto rientro a scuola. Con gli oneri e gli onori del caso. Per i più piccoli, molte delle problematiche giunte alla ribalta della cronaca riguardano il tanto discusso tema dei vaccini e della salute, con delle implicazioni talvolta piuttosto gravi. Celebre, a tal proposito, il caso del bambino di Castelfranco Veneto che a seguito del trapianto di midollo per curare la leucemia, si è visto impossibilitato ad andare sui banchi di scuola per la presenza di altri bambini non immunizzati. Ma questo è solo l’ultimo dei problemi che, negli ultimi decenni, sta scuotendo la scuola italiana dalle fondamenta.

Istituzione ricca, importante, nobile e molto avanzata su alcuni settori, non è tuttavia scevra da numerose difficoltà: il dilagare di nuove e sempre più ardue forme di bullismo, tra cui quello cyber; un rapporto sempre più ostico tra docenza e alunni e, purtroppo, anche tra insegnanti e genitori; la continua erosione del margine di manovra di maestre e professoresse, ormai spesso ingabbiate e incatenate da numerose difficoltà burocratiche e paure di costanti azioni legali che rendono quasi impossibile svolgere con la dovuta serenità la loro professione.

Accanto a tutte queste ragioni, certamente dal versante delle famiglie non rassicurano i numerosi e continui arresti di personale scolastico colto a compiere efferate crudeltà nei confronti di bambini, spesso molto piccoli, che sulla loro esuberanza non hanno (e, forse, non dovrebbero) avere un così stringente controllo e discernimento. Talvolta, gli insegnanti sono scoraggiati, svogliati da un sistema che li trascura e mal considera, come invece al contrario dovrebbe fare: insieme al resto del comparto degli statali, ha subito infatto un blocco pluriennale degli stipendi, attestandosi a livello di riconoscimento, stipendio e aggiornamento tra i più bassi in Europa a fronte di maggiori ore, mentre con l’ultimo adeguamento, l’una tantum concessa è stata irrisoria e l’aumento globale si è attestato al solo 3,48%, in media circa 85 euro al mese lordi. Aumenti destinati peraltro a calare nel 2019 di circa il 24%, come attestano le previsioni.

È chiaro che tutte queste concause agiscano assieme nel determinare quello che è la percezione globale del sistema Scuola, un sistema in crisi ormai da alcuni anni. Molteplici potrebbero essere le soluzioni, tra cui ripensare agli investimenti in atto, considerando di aumentarli. Un Paese che investe nella propria formazione e nell’educazione delle proprie nuove generazioni, è una nazione proiettata già nel futuro. Per farlo, però, bisognerebbe riconsiderare anche la condizione di chi si trova a dover insegnare ai giovani, senza abbandonarli in un ruolo pericoloso, corrosivo e irto di minacce.

 

Fonti:

1 Repubblica.it

2 Il Fatto Quotidiano

3 Il Sole 24 Ore

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