Contraccettivi: cosa scelgono e quanto ne sanno le millennials?

“Bisognerebbe usare i contraccettivi in ogni occasione concepibile”

Spike Milligan

Tra le millennials e le loro madri la possibilità di informarsi sui temi come la contraccezione dovrebbe essere cambiata. Tuttavia, la statistica dimostra che la conoscenza non è cambiata: anche la generazione Y ne sa poco e sceglie metodi poco sicuri

Maggiore possibilità di informarsi, moltiplicata possibilità di accedere alle informazioni. Facilitazioni cui i millennials dovrebbero poter usufruire su tutti i temi: sulla contraccezione, però, sembra che non sia così. A dirlo è la Bayer, che – intervistato un  campione di novemila donne in nove Paesi, inclusa l’Italia – conclude che le millennials affrontano la prevenzione come le loro madri, le baby boomers ormai oltre i cinquant’anni. La metà di queste ultime riteneva di non avere abbastanza informazioni per scegliere in modo consapevole: tra le millennials, lo stesso problema lo lamenta il 35%. Una percentuale che, secondo i dati forniti dal Corriere della Sera, arriva a toccare l’83% se si ascoltano le voci dei millennials di entrambi i sessi.

Le ragazze della generazione Y sono poco informate sui contraccettivi ad azione prolungata, di cui sette su dieci spiegano di ignorare il funzionamento. La pillola è quindi il metodo contraccettivo più utilizzato dalle ragazze, che però condividono con le loro madri le preoccupazioni. Il 40% non la usa per non esporsi agli ormoni sintetici, e più di una su quattro teme di dimenticare di assumerla regolarmente. La colpa però, riporta La Stampa, viene imputata anche agli operatori sanitari. Anche oggi, sostengono le giovani, sono loro a non informare esaurientemente sulle opzioni disponibili, secondo il 17% delle intervistate da Bayer influenzando le pazienti facendo valere professionalmente le proprie convinzioni individuali.

Ne consegue, riporta l’OMS, che quasi il 40% delle gravidanze che si verificano al mondo ogni anno non sono volute: una percentuale che, secondo la stessa organizzazione, potrebbe calare del 70% se venisse garantita una corretta informazione, minata spesso dalle fake news che toccano anche questo tema, e che spesso le giovani non verificano coi professionisti, proprio per la diffidenza maturata dalle informazioni incomplete. Quasi una millennial su cinque ammette di non averne mai parlato con il proprio medico. In questi casi, quindi, ci si confronta sempre più spesso con amici e parenti, soprattutto le madri: probabilmente per questo le statistiche fra le due generazioni finiscono sostanzialmente con l’equivalersi, malgrado i cambiamenti verificatisi nel tempo.

Ancora non sereno, come per le baby boomers, anche il rapporto coi temi del sesso: anche le millennials tendono a provare imbarazzo nel discutere di contraccezione con il proprio partner.
Così quasi un millennial su tre si espone al rischio di gravidanze indesiderate e malattie sessualmente trasmissibili attraverso rapporti non protetti. Alcuni lo scelgono, ma quasi la metà dichiara di non aver avuto contraccettivi a disposizione. Date queste statistiche, non stupisce quindi che il ricorso alla pillola del giorno dopo, la contraccezione di emergenza, sia oggi applicata dieci volte tanto rispetto alla precedente generazione. Già il quotidiano di Via Solferino, in una precedente inchiesta, ne aveva quantificato un aumento da ancora più significativo: da 16 mila a 190mila unità soltanto tra il 2014 e il 2016. Numeri che denunciano quanto sempre più millennials considerino questo un’efficace metodo contraccettivo, in molti casi alternativo agli altri.

Fonti:                                                      Immagini

Bayer                                                     Copertina
La Stampa                                               Foto 1
Il Corriere della Sera                               Foto 2

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *