Un breve viaggio con Saramago.

“Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, Ciechi che vedono, Ciechi che, pur vedendo, non vedono”
Josè Saramago, Cecità

Le grandi storie di Saramago hanno scosso e continueranno a scuotere il mondo intero con sagacia e ironia.

C’è una caratteristica particolare delle opere di Saramago che le rendono uniche. Non è solo l’originalità dello stile di scrittura, che stravolge la punteggiatura utilizzando solo le virgole e i punti, e nemmeno la sfrontatezza con cui tratta certi argomenti a volte estremamente delicati. Si tratta in realtà di una conseguenza dell’esperienza del lettore quando lo incontra, ovvero un senso di smarrimento terrificante. I libri del premio Nobel per la letteratura del 1998 non vogliono semplicemente raccontare, vogliono sconvolgere. E ogni cosa di questi romanzi è finalizzata a colpire chi li affronta, ferendoli.
Di certo una descrizione simile potrebbe far cambiare idea a chiunque abbia anche solo l’idea di provare a leggere qualcosa di Saramago, ma è doveroso avvertire chi ancora non conosce l’autore delle caratteristiche principali della sua narrazione. Chi ingenuamente pensa di trovare una semplice riflessione esistenziale o una storia interessante corre il rischio di prendersi una brutta botta.

La struttura e lo stile.

Il fatto più intrigante e bizzarro dello stile di Saramago è che la punteggiatura non segue le regole tradizionali della scrittura e fa uso solo di virgole e punti. L’effetto che procura è in realtà completamente parte delle intenzioni dell’autore, che trascina il lettore in un flusso di coscienza estremamente lungo. In questo modo chiunque legga non ha il tempo di pensare a quel che è appena successo e incappa in un’ampia quantità di colpi di scena, violenze e cambiamenti che hanno come scopo quello di destabilizzare.
In più, le storie raccontate non sono ambientate in futuri distanti, in possibilità remote o in fantasie sgargianti, ma nella realtà del nostro quotidiano, all’interno della quale avvengono fatti stravaganti ma possibili. A tutto questo contribuiscono i personaggi, per la maggior parte uomini comuni che si ritrovano scaraventati in situazioni infelici e che non riescono a capire.
Un esempio famoso è quello di Cecità, uno dei maggiori successi di Saramago, i cui numerosi protagonisti si ritrovano vittime di un’epidemia di cecità incomprensibile. L’unica a essere risparmiata è la moglie di un’oculista, che si metterà a capo di uno sparuto gruppo di non vedenti, tra cui suo marito.
Oppure Le intermittenze della morte, in cui l’autore portoghese immagina un paese in cui la Morte smette di uccidere.
O ancora Saggio sulla lucidità, dove nella stessa città che ospita gli avvenimenti di Cecità i cittadini votano in massa scheda bianca.

Polemiche.

Saramago è anche noto per essere un personaggio particolarmente scomodo, in particolar modo quando si trattava di argomenti religiosi. In seguito all’uscita nel 1997 del Vangelo secondo Gesù Cristo, fu costretto ad andare a vivere alle Canarie, considerando le aspre critiche e la censura attuata dal governo portoghese sul libro. Sollevò molte polemiche anche uno dei suoi ultimi libri, Caino, uscito nel 2009.
La posizione di Saramago sulle questioni religiose è sempre stata molto severa, tant’è che il Gesù che descrive nel Vangelo risulta essere profondamente umano, legato dai suoi desideri e dalle sue passioni come se fosse un semplice essere umano. Persino il figlio di Dio non è riuscito a scampare alla sagace ironia dello scrittore, che mostra gioie e contraddizioni della complessa realtà umana.

Fonti:
Saramago, Cecità
Saramago, Saggio sulla lucidità
Saramago, Le intermittenze della morte
Saramago, Il Vangelo secondo Gesù Cristo
Saramago, Caino

Fonti immagini:
Immagine 1
Immagine 2

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *