La verità sull’allarme Xylella

“Se un uomo è privo di immaginazione al punto da creare prove per suffragare una bugia, farebbe bene a dire subito la verità”

Oscar Wilde

 

Nel continuo flusso di notizie e di dichiarazioni politiche degli ultimi mesi, l’allarme Xylella, al centro di una querelle a fine giugno tra Natalia Aspesi e Beppe Grillo, sembra oggi completamente dimenticato. Tra fake news e opinioni contrapposte, qual é la verità sul batterio accusato di decimare gli olivi del Salento? 

Con lo stile ironico e pungente che la contraddistingue, la giornalista milanese Natalia Aspesi non ha risparmiato sferzate all’attuale governo: in particolare ha fatto molto discutere il suo appello al Ministro dell’Interno sulle pagine di Repubblica del 27 giugno, “Caro Salvini, il vero invasore é la Xylella”.

Tra parallelismi politici e critiche a presunte manifestazioni di razzismo, Aspesi prende posizione contro il negazionismo che da tempo circonda il batterio arrivato dal Centro America e sollecita il governo ad intervenire con prontezza, dedicando al problema almeno parte dell’attenzione rivolta al tema dei migranti.

Natalia Aspesi

La Xylella Fastidiosa é un microrganismo della classe dei Gammaprobacteria che vive e si riproduce all’interno dei vasi xilematici delle piante, ossia del loro apparato conduttore di linfa grezza. Caratteristiche del batterio sono la capacità di alterare gravemente, spesso in maniera letale, la pianta infestata, l’estrema polifagia, ovvero l’attitudine a diffondersi attraverso un gran numero di piante, in cui origina malattie spesso in maniera asintomatica e la difficoltà ad essere isolato in laboratorio.

A lungo confinato nel continente americano, il microrganismo é riuscito a penetrare in Europa nei primi anni del 2000 tramite la diffusione di alcune piante ornamentali. La sottospecie di Xylella a cui fa riferimento Aspesi é appunto quella che circa dal 2010 sembra stia causando il dannosissimo Complesso del disseccamento rapido dell’olivo (CoDiRo) negli oliveti del Salento usando l’insetto “sputacchina” come vettore e creando quella che lo studioso Joseph-Marie Bové dell’Académie d’Agriculture de France ha definito “la peggior emergenza fitosanitaria al mondo”.

Questa forma di Xylella, riporta la giornalista, starebbe distruggendo in pochi anni l’inestimabile patrimonio culturale, economico ed ecologico che caratterizza la regione del Sud Italia: centinaia di ulivi millenari sono infatti stati uccisi da un rapido e incontrollabile disseccamento.

Non ha tardato ad arrivare una risposta, comparsa sul Blog di Beppe Grillo il 1 luglio 2018, da parte della giornalista tedesca Petra Reski, poi condivisa e riconfermata dal comico genovese sulla sua pagina Facebook. Secondo l’articolo di Reski, “La bufalite della Xylella“, non esisterebbe una correlazione scientificamente provata tra la morte degli ulivi salentini e la diffusione del batterio e le informazioni riportate dalla giornalista milanese sarebbero influenzate dalla propaganda e dagli interessi di politici e multinazionali. A decimare ettari di uliveti secolari sarebbe invece, secondo Reski, l’inquinamento ambientale.

Come prevedibile, le forti dichiarazioni hanno suscitato reazioni contrapposte e non sono mancate da parte dei testimoni diretti dell’epidemia, tra cui molti utenti del popolarissimo blog, accuse di veicolare disinformazione e notizie false. Parole particolarmente dure sono state pronunciate dalla CGIL Puglia, che ha condannato la presa di posizione del blog e dal commissario europeo alla salute e alla sicurezza alimentare Vytenis Andriukaitis, che ha twittato: “Leggo oggi sul blog di Beppe Grillo ‘nessun legame scientifico tra ulivi e xylella’. Flashback nella mia mente: luglio 2015, in piedi in un campo di ulivi morenti in Puglia. Straziante davvero. Xylella è una grave malattia vegetale che uccide gli ulivi. Zero fakenews. Mi spiace amico”.

Anche il Ministro delle Politiche Agricole Centinaio ha espresso il proprio disaccordo con tali affermazioni, insieme a grande preoccupazione per la situazione critica vissuta dall’agricoltura e dall’economia pugliesi a causa dell’epidemia. Il Ministro si é poi recato nella regione, poche settimane dopo, a valutare con un sopralluogo possibili soluzioni che non danneggino gli interessi dei coltivatori e dei vivaisti e lo stato del paesaggio.

“Stiamo valutando insieme all’Europa- ha dichiarato Centinaio ad Ansa.it- la richiesta di un decreto con il quale la Regione Puglia, come ci chiede, possa procedere immediatamente all’abbattimento di ulivi infetti nella zona cuscinetto una volta individuato il contagio.” L’infezione intanto si estende fino a lambire le campagne baresi.

A complicare la situazione la complessa vicenda giudiziaria che ha coinvolto diversi anni fa, ai primi accenni dell’epidemia, l’allora comandante del Corpo Forestale regionale, responsabile della gestione dell’emergenza. Dato che la Xylella era stata individuata da subito tra le possibili origini del contagio, questi aveva ordinato una serie di abbattimenti mirati, anche di olivi sani, nel perimetro dell’infezione, per evitare un’ulteriore propagazione del batterio. La procura di Lecce nel 2015 ha però bloccato l’operazione, mettendo sotto sequestro gli olivi e autorizzando indagini sul comandante e su diversi ricercatori del CNR. Tra le accuse quella di diffusione colposa di malattia nelle piante.

Secondo il procuratore capo di Lecce, Cataldo Motta, infatti “l’Unione europea è stata tratta in inganno con una falsa rappresentazione dell’emergenza Xylella Fastidiosa, basata su dati impropri e sull’inesistenza di un reale nesso di causalità tra il batterio e il disseccamento degli ulivi”

Cosa ne pensa la scienza? Uno studio durato due anni e pubblicato nel 2016 avvalora la tesi della correlazione. A condurlo é stato l’Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante del CNR, con i finanziamenti dell’EFSA, l’autorità europea per la sicurezza alimentare.

I ricercatori, dopo aver inoculato il batterio in alcune colture perenni del territorio, tra cui l’ulivo, hanno esposto le piante agli insetti “sputacchina” sul campo. É stato così riscontrato che le piante subivano un rapido disseccamento, manifestando i sintomi della CoDiRo e che diverse varietà di ulivo risultavano piu resistenti al contagio. 

“Successivi esperimenti su campo e in laboratorio dovranno esplorare ulteriormente le risposte dell’olivo mediterraneo, con l’obiettivo di individuare varietà tolleranti o resistenti che possano essere coltivate dagli agricoltori nelle zone colpite da Xylella fastidiosa” ha spiegato Giuseppe Stancanelli, a capo dell’unità dell’EFSA “Salute animale e vegetale” a National Geographic Italia.

 

 

 

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Copertina.                            GrilloCollegamento

Immagine 1 .                        SopralluoghiBatterio

Immagine 2.                         Commissario UE, Centinaio Petra Reski

Immagine 3.                         ArticoloNatalia Aspesi

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