Zoroastrismo: come parlò veramente Zarathustra?

“Io maledico i daēva. Mi professo adoratore di Mazdā, seguace di Zarathuštra…”- Avesta: testo sacro dello zoroastrismo. 

Zarathustra, o Zoroastro, è una figura resa celebre grazie alla filosofia di Nietzsche, si tratta di un profeta di una religione che, malgrado sia estremamente importante da un punto di vista storico, è invece ignorata dai più.

Al giorno d’oggi i seguaci di Zoroastro sono relativamente pochi; 100.000 fedeli dispersi tra Iran, India e Pakistan, mantengono accesa una tradizione che nei tempi antichi fu estremamente influente e diffusa.
Non è certa la data esatta in cui Zoroastro, la figura profetica dello Zoroastrismo, iniziò a predicare la sua nuova dottrina religiosa, ma la maggior parte degli storici si assesta tra il I millennio e il VI secolo a.C. Da questo momento lo Zoroastrismo avrà molta fortuna nel vicino oriente e arriverà ad essere popolare fra gli Achemenidi: un’impero ricordato dai libri di storia per le battaglie di Maratona (490 a.C.) e Salamina (480 a.C) che combatterono contro i Greci. Il culto sopravvisse poi alla dominazione di Carlo Magno e rimase relativamente prospero anche nel regno dei Parti, nemici storici dell’Impero Romano, fino a divenire religione di stato grazie alla dinastia dei Sassanidi, che mantennero il potere fino al 642 d.C, quando furono sconfitti dall’espansionismo arabo.
E’solo in questo ultimo periodo che furono raccolte le scritture, già da tempo parte della grande tradizione orale zoroastriana, per poter redarre il testo sacro: l’Avesta, ancora oggi il principale documento di riferimento per i fedeli.

Impero dei Parti

Zoroastro, appartenente alla casta sacerdotale del suo popolo, proponeva e predicava una religione che, a differenza del panorama spirituale a cui apparteneva, era sostanzialmente monoteista.
Lo Zoroastrismo, infatti, venera un solo dio, creatore e fonte del Bene, chiamato Ahura Mazda, nelle cui grazie il fedele è chiamato a mantenersi. Si tratta, in effetti, di una religione che enfatizza molto il valore morale delle azioni del singolo, cercando di ingaggiare il fedele in una lotta escatologica tra Bene e Male. E’ proprio questo fortissimo dualismo etico e metafisico che avvicina lo zoroastrismo, specie quello più antico, più ad un bi-teismo che ad un vero e proprio monoteismo. Infatti la cosmologia comprende un dio del Male, chiamato Angra Mainyu, che si oppone alla creazione di Ahura Mazda cercando di inquinarla, rovinarla e distruggerla; in questo modo il mondo umano si trova immerso in una dicotomia di principi uguali e opposti, una lotta il cui esito sarà sicuramente di Ahura Mazda, ma la cui semplice esistenza dà significato e fine alla vita dei singoli uomini.

La vita del fedele è così motivata e scandita secondo uno stretto codice morale il cui scopo è ottenere la redenzione nell’oltretomba, ma non è da ignorare anche la dimensione fortemente rituale dello zoroastrismo.
Molte sono infatti le sostanze “impure” e di conseguenza i rituali di purificazione, mentre grande importanza è data al fuoco sacro; considerato simbolo della presenza divina, il fuoco sacro è mantenuto perennemente acceso dai sacerdoti all’interno del tempio. Estremamente caratteristici sono i rituali funebri, durante i quali il cadavere, considerato sostanza impura, viene fatto consumare dagli avvoltoi, mentre solamente le ossa vengono conservate.

 

Tempio del Fuoco in Iran

Fonti:

Manuale di storia delle religioni; di C.Filoramo, M.Massenzio, M.Raveri, P.Scarpi

 

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