Pordenonelegge, il festival letterario nel segno dei millennials

“Leggere un libro non è uscire dal mondo,
ma entrare nel mondo attraverso un altro ingresso”
Fabrizio Caramagna


Pordenonelegge è uno dei più importanti festival letterari nazionali, che negli anni si sta rivelando sempre più a misura di Millennials, i quali rispondono partecipando 

Si è chiusa il 23 settembre scorso la diciannovesima edizione del festival Pordenonelegge. Un evento che ha saputo affermarsi, negli ultimi decenni, come uno dei festival letterari più importanti d’Italia e d’Europa. Un festival, quello friulano, che non è millennial solo anagraficamente, essendo nato nel 1999, ma è millennial soprattutto concretamente. Sebbene l‘attenzione alla generazione Y non sia maturata nell’ultimo anno, in questa più recente edizione l’impegno ha dimostrato, anche statisticamente, i suoi frutti, tanto da indurre gli organizzatori a salutarne la conclusione come quella del “festival dei millennials”.

I numeri delle cinque giornate del festival, dal 19 al 23 settembre, hanno infatti svelato che uno spettatore su cinque ha meno di trent’anni. I motivi possono essere diversi. Il programma del festival, che nel 2017 ha fatto dei Millennials uno degli espliciti temi cardine del suo programma, pone in realtà particolare cura a temi che intercettano l’interesse dei millennials, dal digitale ai temi della sostenibilità, verso la quale i millennials si rivelano sensibili. Importante poi l’attenzione riservata quest’anno – nella sezione legata all’attualità – alle problematiche connesse alla generazione Y, in particolare quelli lavorativi.

Non banale, ad esempio, la riflessione attraverso cui, col pretesto del libro “Ugualmente disuguali” di Dario Di Vico, editorialista del “Corriere Della Sera”, si è dato spazio a tre millennials emigrati dall’Italia per studio o per lavoro, che hanno direttamente espresso opinioni anche piuttosto in controtendenza rispetto all’immagine dei millennials passivi portata avanti dalle generazioni precedenti, ma anche alle tendenze consolatorie che alcuni possono attribuire a se stessi sulle possibilità dei millennials, invitando invece i loro coetanei ad aprire quanto più possibile i loro orizzonti e ad essere artefici del proprio destino.

Sono inoltre diversi anni che il programma ragazzi del festival è diventato ormai un “festival nel festival” di grande qualità che se oggi – stando alle distinzioni nette della definizione – coltiva la generazione Z, lo ha fatto per diversi anni con quei giovani che oggi, superati i trent’anni, continuano a partecipare al festival.
Una partecipazione massiccia, quella dei millennials, le cui motivazioni vengono da lontano, spiega il direttore artistico Gian Mario Villalta: “la nostra scommessa è partita oltre dieci anni fa con il lavoro capillare e costante sulle scuole che ha prodotto adesso un pubblico autonomo, giovani generazioni che scelgono il loro programma con originalità”. e dimostrano interesse anche per ambiti tradizionalmente considerati lontani dalla loro generazione, quali “la ricerca sulla poesia, sulla parola e sulla scrittura nella vita culturale e quotidiana, declinata anche per i più piccoli attraverso riflessioni specifiche sull’uso che facciamo del linguaggio, anche di quello web”.

Ciò che emerge dalla partecipazione ai 633 eventi di Pordenonelegge è quindi che i millennials si dedicano meno alla letteratura, ma dimostrano interesse crescente per la saggistica, gli approfondimenti, la storia, l’antropologia e tutto ciò che riguarda la loro vita quotidiana.
Senza però dimenticare di essere millennial, e quindi di usare gli strumenti che li contraddistinguono, come annota la presidente della Fondazione Pordenonelegge.it Michela Zin, che ha riscontrato “con interazioni fortissime sui tre social che hanno monitorato in presa diretta gli incontri”. Vale a dire Facebook, Twitter (150 eventi seguiti in live tweeting) e soprattutto Instragram, il cui hastag associato ha avuto trecentomila interazioni e il cui utente è stato intercettato e coinvolto attraverso un apposito concorso “Fotografa Pordenonelegge”, sempre più partecipato nelle ultime edizioni”, che in questa ha visto più di novemila partecipanti

Una dimostrazione, quella del festival di Pordenone, che non solo i millennials non hanno smesso di interessarsi alla lettura ma, se opportunamente stimolati, rispondono all’appello rendendo vivi, partecipati e a loro misura anche i festival letterari, che non parlano solo la lingua degli addetti ai lavori ma anche quella della generazione Y.

Fonti:                                                Immagini
Dichiarazioni                                     Copertina
Dati social                                         Foto 1
Evento Di Vico                                  Foto 2

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *