La storia di Riace: accoglienza e resistenza

“Chi arriva a Riace è libero. A Riace non c’è un centro di accoglienza. Ma l’intero paese accoglie”

Mimmo Lucano

Tra i personaggi più influenti degli ultimi anni c’è Mimmo Lucano, il sindaco di un paese della Calabria che da vent’anni accoglie gli immigrati creando una nuova cooperazione diventata modello per tutta l’Europa. Di cosa si tratta? Perchè Mimmo Lucano è stato arrestato? 

Riace è un comune di 2000 abitanti in provincia di Reggio Calabria. Fino al 1998 rischiava si essere abbandonato a causa dell’emigrazione dei giovani verso nord, ma accadde che un militante dell’estrema sinistra locale, Domenico Lucano, ebbe un’idea: accogliere i profughi e riportare così alla vita il paese.

Nel luglio del 1998 una nave proveniente dalla Turchia approdò vicino a Riace portando con sé 66 uomini, 46 donne e 72 bambini. Tutti i profughi vennero ospitati in una struttura della curia, poi Lucano fondò l’associazione Città Futura. Fu il modo per ripopolare le strade del paese e contemporaneamente creare un nuovo modello di accoglienza che divenne poi il servizio Sprar (Sistema di protezione per i richiedenti asilo e i rifugiati ), in particolare dal 2004 quando Lucano divenne sindaco di Riace.

Il modello Riace prevede che i richiedenti asilo e i profughi siano accolti nelle case abbandonate del paese e che con i soldi dei progetti di accoglienza provenienti dal governo si creino possibilità di lavoro gestite in cooperazione. Finanziamenti che sono stati tagliati dal ministro dell’interno nell’agosto 2018 e che portarono Lucano a uno sciopero della fame.

Negli ultimi mesi ci sono stati alcuni avvenimenti incentrati su questo luogo. In primis a settembre è stata sospesa la fiction con Beppe Fiorello sui migranti a Riace e Lucano ha affermato: “Riace evidentemente fa paura perché è la prova che restare umani si può e che la convivenza è possibile. Dimostra che la realtà può andare oltre la retorica razzista che ci lascia divorare dall’odio e ci conduce verso una deriva di disumanizzazione”.

Mimmo Lucano è stato poi arrestato il 2 ottobre per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti, indagine che proseguiva da 18 mesi. In particolare si parla di un’organizzazione di un matrimonio tra un cittadino italiano e un’immigrata nigeriana per regolarizzarla e dell’affidamento diretto (senza una gara d’appalto) di appalti a due cooperative della zona.

Recentemente il ministro Matteo Salvini ha comunicato che verranno allontanati tutti gli immigrati ospitati nel paese e che saranno trasferiti, contestando l’uso dei fondi pubblici e la permanenza di alcuni richiedenti asilo oltre il termine previsto.

In seguito alla sospensione del sindaco Lucano molte città italiane si sono mobilitate per mostrare la loro solidarietà e il loro appoggio a questo modello di accoglienza.

In particolare proprio a Riace si è svolto un corteo fin sotto casa di Lucano, dove era

agli arresti domiciliari. Ecco alcune parti del suo discorso letto in piazza.

“A voi tutti che siete un popolo in viaggio verso un sogno di umanità, verso un immaginario luogo di giustizia, mettendo da parte ognuno i propri impegni quotidiani e sfidare anche l’inclemenza del tempo. Vi dico grazie. […]  La storia siamo noi. Con le nostre scelte, le nostre convinzioni, i nostri errori, i nostri ideali, le nostre speranze di giustizia che nessuno potrà mai sopprimere.

Verrà un giorno in cui ci sarà più rispetto dei diritti umani, più pace che guerre, più uguaglianza, più libertà che barbarie. Dove non ci saranno più persone che viaggiano in business class ed altre ammassate come merci umane provenienti da porti coloniali con le mani aggrappate alle onde nei mari dell’odio.

Sulla mia situazione personale e sulle mie vicende giudiziarie non ho tanto da aggiungere rispetto a ciò che è stato ampiamente raccontato. Non ho rancori né rivendicazioni contro nessuno. Vorrei però a dire a tutto il mondo che non ho niente di cui vergognarmi, niente da nascondere. Rifarei sempre le stesse cose, che hanno dato un senso alla mia vita. Non dimenticherò questo travolgente fiume di solidarietà.

Vi porterò per tanto tempo nel cuore. Non dobbiamo tirarci indietro, se siamo uniti e restiamo umani, potremo accarezzare il sogno dell’utopia sociale.

“Vi auguro di avere il coraggio di restare soli e l’ardimento di restare insieme, sotto gli stessi ideali. Di poter essere disubbidienti ogni qual volta si ricevono ordini che umiliano la nostra coscienza. Di meritare che ci chiamino ribelli, come quelli che si rifiutano di dimenticare nei tempi delle amnesie obbligatorie. Di essere così ostinati da continuare a credere, anche contro ogni evidenza, che vale la pena di essere uomini e donne. Di continuare a camminare nonostante le cadute, i tradimenti e le sconfitte, perché la storia continua, anche dopo di noi, e quando lei dice addio, sta dicendo un arrivederci” (Eduardo Galeano)

Ci dobbiamo augurare di mantenere viva la certezza che è possibile essere contemporanei di tutti coloro che vivono animati dalla volontà di giustizia e di bellezza, ovunque siamo e ovunque viviamo, perché le cartine dell’anima e del tempo non hanno frontiere.

Hasta siempre.”

 

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