I Mosuo della Cina ci insegnano la Famiglia

“Governare una famiglia è poco meno difficile che governare un regno” Michel de Montaigne

Uno dei motivi per cui le tematiche di genere e della parentela sono così importanti per la formazione di un antropologo, è che dischiudono un mondo di diversità culturali che appaiono immediatamente come umane, seppur così aliene.

La struttura della parentela nella cultura europea odierna è solitamente descritta come a discendenza bilaterale e a residenza neolocale. In parole povere, in questa società, si è discendenti sia dei parenti paterni che di quelli materni; mentre per quanto riguarda la residenza di un nuovo nucleo familiare, essa è spesso “nuova”, considerato che il costume vuole che una nuova coppia di sposi si trasferisca in una casa propria dopo il matrimonio.
Anche se si pensa solo a questi due parametri, è possibile trovare, nel vasto mare delle possibilità umane, società che utilizzano i più svariati modi di “fare famiglia”; le opzioni sono infatti moltissime e molto spesso sono difficilmente descrivibili senza in qualche modo fare grossolane approssimazioni.

I Mosuo, o Na, sono una popolazione del sud-ovest della Cina, e sono un esempio etnografico molto spesso preso in causa come esempio di cultura “altra” per quanto riguarda le tematiche della parentela.
L’osservatore europeo rimane spesso sorpreso quando gli viene descritta la famiglia Mosuo: si tratta di una struttura molto diversa dalla “famiglia nucleare” che rigetta con nonchalance la tradizionale figura della “coppia con figli”.

La regione dove vivono i Mosuo.

I Mosuo, infatti, sono una cultura matrilineare in cui ogni individuo tende a risiedere per tutta la vita nella casa di famiglia (il che fa dei Mosuo una società “matrilocale”), che appunto corrisponde alla dimora della madre e dei parenti della madre.
Ogni residenza, che è decisamente popolosa considerato che spesso vi vive la stessa famiglia da generazioni, si occupa di coltivare il terreno posseduto; un terreno che, visto che in genere i giovani non vanno a vivere “in proprio”, non corre il rischio di essere suddiviso e conteso come eredità.
Da questo punto di vista, i Mosuo potrebbero benissimo giudicare la famiglia occidentale come fragile, triviale e decisamente incapace di far fronte alle peripezie della vita; dopotutto le questioni riguardo l’eredità, il matrimonio, il divorzio e l’affidamento dei figli sono sempre state le problematiche più sentite dal mondo euro-americano.

Rimane da svelare l’ultimo arcano dei Mosuo: come vengono concepiti i figli?
Si chiama la “tradizione della visita” ed è il fenomeno per cui gli uomini di case diverse, durante la notte, escono di casa per incontrare le donne delle altre famiglie, accanto a cui giacciono fino al tramonto. Dopo queste brevi “scappatelle” (che in realtà sono spesso guidate da forti sentimenti di affetto reciproco), gli uomini tornano a casa e i figli così ottenuti saranno cresciuti dalla famiglia della madre.

 

Fonti.

Contro natura, F. Remotti

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