L’inaspettato gusto retrò dei millennials dal telefono al vinile

“Chi controlla il passato controlla il futuro. 
Chi controlla il presente controlla il passato.”
George Orwell

 

Inaspettatamente, i millennnials si scoprono affascinati dal retrò. Dai vinili al Nokia 3310, la generazione Y guarda al passato ma senza nostalgia

Se si pensa ai millennials, li si tratteggia come una generazione proiettata nel futuro, capace di destreggiarsi abilmente tra tutti gli strumenti che la modernità e la tecnologia offrono, con la naturalezza di chi ci è nato in mezzo. Di ciò che non fa parte del loro vissuto, i millennials conservano spesso un ricordo lontano, velato dalla patina del fascino retrò di quel che non gli è appartenuto

Di queste memorie fanno senz’altro parte i pomeriggi dei loro genitori alla loro età, riuniti intorno al piatto di un giradischi, sfogliando i grandi booklet, imponendo il silenzio e l’attenzione ignota all’ascolto distratto degli Ipod, facendo attenzione a posizionare la puntina, distinguendo i dischi più amati in base a quanto “gracchiano”. Un’immaginario caratteristico di diverse generazioni, raccontate col sorriso e il fascino delle cose retrò, messe in cantina in favore della praticità dell’ascolto in ogni momento e in ogni luogo, di centinaia di canzoni nello spazio minuscolo della memoria di un device o di un cellulare. Telefonini che a loro volta hanno conosciuto altri tempi: chi non ha rimandato la memoria allo storico e indistruttibile Nokia 3310, la cui batteria durava diversi giorni, quando il proprio smartphone si è scaricato dopo poche ore o si è rovinato con un piccolo urto.


Eppure, confrontati alla grande qualità grafica e di scelta dei telefoni di oggi, si può davvero rimpiangere un serpente fatto coi trattini che mangiava mele a forma di pixel?
Inaspettatamente, si. Proprio per questo l’azienda ha rilanciato proprio questo modello nel corso della Mobile World Congress del 2017: quello nuovo è a colori, ma la batteria potrebbe durare ancora un mese.

Soprattutto nella musica, però, si intravede l’inaspettato gusto retrò dei millennial. Secondo un sondaggio di ICM, il 16% dei compratori di vinili ha meno di 24 anni, il 34% meno di 34. Secondo ninjamarketing, l’amore dei millennials per il vinile si deve alla fascinazione del supporto materiale, fisico, per una generazione abituata al cloud. è questa possibilità di materializzazione, piuttosto che la nostalgia, a portare la generazione Y ad acquistare dischi di autori che però hanno, nella metà dei casi, conosciuto su Youtube o sulle piattaforme digitali, che segnala una delle significative caratteristiche dei millennials: coniugare il passato col proprio presente.

C’è però un altro elemento inaspettato. Non tutti i millennials che comprano i vinili hanno il giradischi. I dischi quindi non sempre vengono ascoltati, ma si trasformano spesso in raffinati oggetti da collezione, Una caratteristica di cui ci si sta sempre più accorgendo, e così sono i millennials stessi a scoprirne le possibilità, come Federico e Marco De Gregori, che – racconta Comingsoon –  hanno aperto nel centro di Roma “Vinyl Room”, dove si acquistano dischi rari o edizioni limitate, nuovi o usati.
Un ritorno al passato interessante, simbolo della visione che i millennials sanno dimostrare.

Fonti                                                                                  Immagini

Meteoweb                                                                         Copertina
Ninjamarketing                                                                  Foto 1
Comingsoon                                                                      Foto 2

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