Il Brasile da una presidenza di sinistra a Bolsonaro

“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”

Articolo 1 Dichiarazione universale dei diritti umani

 

Gli ultimi 15 anni di Storia del Brasile hanno portato i cittadini a votare un candidato alla presidenza di estrema destra. Bolsonaro insulta ogni minoranza della popolazione, è amante delle armi e della dittatura. Come si è arrivati a questa elezione? 

Jair Bolsonaro, candidato del Partito social-liberale (Psl) di estrema destra ha nettamente vinto (55% dei voti) il ballottaggio per le presidenziali contro il 45% dei voti per Fernando Haddad del Partito dei lavoratori (Pt).
Il popolo brasiliano si è espresso in suo favore, milioni di persone si sono radunate sul lungomare di Rio a festeggiare la notte del 28 ottobre sfoggiando le magliette della Nazionale di calcio, bandiere, fuochi d’artificio…

Dopo 13 anni di governo di sinistra, come è avvenuto questo cambiamento così radicale?
Dal 2003 al 2010 Luiz Inàcio Lula da Silva (Pt) ha guidato il paese, anni in cui il Brasile è stato lo Stato emergente del ventunesimo secolo. Sotto il suo governo sono state realizzate politiche sociali (Bolsa famìlia forniva un sussidio ai gentori che mandavano i figli a scuola), i debiti sono stati eliminati con il Fondo monetario internazionale, il salario minimo è stato aumentato, sono stati creati milioni di posti di lavoro regolari, l’esportazione di generi alimentari e il consumo interno erano in crescita. Nel 2011 il Brasile era diventata la sesta economia mondiale.

Nel 2010 era succeduta a Lula la prima presidente donna, Dilma Rousseff.
Ma nel 2013 sono iniziate alcune proteste contro l’aumento delle tariffe del trasporto pubblico e gli sprechi per i Mondiali di calcio del 2014. Sono state chieste le dimissioni di Rousseff ritenendo il Pt responsabile della corruzione e della crisi economica.
Rousseff é stata destituita ad agosto 2016, Lula si é costituito ad aprile 2018 e si é stabilito che non avrebbe potuto candidarsi alle elezioni di ottobre.

Tra il 2016 e il 2018 assume l’incarico il vicepresidente Michel Temer (Partito del Movimento Democratico Brasiliano, di centrodestra). Temer promette di occuparsi dell’economia: vara alcune riforme in contrasto con il lavoro appena svolto dal Pt, riducendo l’inflazione. Ma la crisi rimane e tutt’ora la disoccupazione coinvolge 13 milioni di cittadini (12,3%).

Ad oggi quindi la maggior parte dei brasiliani spera in un totale rinnovamento e non stupisce che abbia votato per Bolsonaro, che non fa parte dei partiti coinvolti negli scandali della corruzione o nella crisi del Paese.

Quali sono le posizioni di Bolsonaro? Quali le sue dichiarazioni?

Riguardo gli avversari politici, Bolsonaro sembra intenzionato ad eliminarli. “Fucileremo i petralhada” ha detto riferendosi ai sostenitori del Pt. Altro che il “rispetto per tutti gli elettori” chiesto da Haddad.
In un panorama di disagi nell’ambito dei trasporti, dell’istruzione e della sanità e di forte criminalità e violenza, Bolsonaro risulta l’unico a indicare una nuova direzione e un futuro positivo (“Farò pulizia”).
Nel suo futuro sono compresi solo uomini eterosessuali e bianchi. “Non potrei mai amare un figlio omosessuale. Preferirei morisse in un incidente”. In riferimento a un quilombo (comunità fondata dagli schiavi africani fuggiti dalle piantagioni brasiliane): “Il discendente africano più leggero lì dentro pesa sette arrobas (unità di misura un tempo in uso per pesare gli schiavi). Non combinano nulla. Non sono buoni neanche a riprodursi”. Alla deputata in parlamento Maria do Rosàrio: “Non ti stupro perchè non te lo meriti”.
“Non destineremo più neanche un centimetro di terra alle riserve” (riferito agli indigeni).
“Haitiani, senegalesi, boliviani, tutta la feccia del mondo viene da noi, e ora ci si mettono anche i siriani”.

Il 28 ottobre Bolsonaro è diventato Presidente del Brasile. E sono giunte le parole del Ministro degli Interni Matteo Salvini: “Anche in Brasile i cittadini hanno mandato a casa la sinistra! Buon lavoro al presidente Bolsonaro, l’amicizia tra i nostri popoli e i nostri governi sarà ancora più forte”.

 

Fonti

  • Vittoria Bolsonaro
  • Internazionale: La tentazione autoritaria (n 1276, 5/11 ottobre 2018)

Fonti immagini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *