Cane e gatto sono i migliori amici dei…millennials

Gli animali sono amici così simpatici:
non fanno domande, non muovono critiche.”
George Elliot

Il millennials in carriera è oggi il prototipo dell’amante degli animali. Cane e gatto sono ormai diventati i migliori amici della generazione Y, anche per via di alcune caratteristiche generazionali

L’immagine dell’amante dei gatti che consegnano cartoni animati, serie tv e immaginario pop in generale è quella di una donna di mezza età, sola e anche un po’ matta, che cerca negli animali domestici un surrogato affettivo alla propria tristezza. Un’immagine che oggi è cambiata, per diventare quella di un giovane appagato professionalmente, con una buona posizione sociale, single e millennial. Sono coloro che nel Regno Unito sono chiamati “cash-rich”.

Sono millennials dall’alto tenore di vita, che vorrebbero condividere tutto con i propri amici animali, attribuendo loro una sorta di “umanizzazione”, che, riporta il Corriere Della Sera, riguarda anche gli aspetti minuti della propria quotidianità. Il cibo, ad esempio: è stato prodotto un vino analcolico, il Pawsecco, pensato appunto per essere condiviso con loro. Secondo un indagine Mintel, questo è solo un esempio del giro di affari legato a questa intensa relazione con gli animali, che arriva a sfiorare i due miliardi di euro e si prevede aumenterà di un quarto nei prossimi cinque anni o, secondo The Observer, del 34% entro il 2023.

Una umanizzazione che riguarda tutti gli aspetti: anche gli amici dei padroni, quindi, sono chiamati a tenere conto delle esigenze dell’animale, e un’aspetto fondamentale di questa relazione è quello legato alla moda. Lo stesso studio, riporta il quotidiano di via Solferino, segnala che i millennials amano a tal punto i loro animali da spendere per il loro guardaroba la stessa cifra che spendono per il proprio.
Un amore, quello per gli animali, che coinvolge ogni aspetto della vita per i millennials, come denota la sempre più massiccia presenza degli amici a quattro zampe nei racconti della vita dei loro padroni sui social, ad esempio, e nei mezzi e contesti che caratterizzano la generazione.

La misura di quanto i millennials sarebbero disposti a fare per i propri animali d’affezione la offre una indagine condotta da Zuilly. Sintetizza Greenstyle che più di sette millennials su dieci accetterebbero di vedersi ridurre anche di cifre cospicue lo stipendio in cambio della possibilità di tenere con sè il proprio amico a quattro zampe anche sul luogo di lavoro.
L’affezione con gli animali supera e condiziona il legame con un partner. Il 42% preferiscono le dimostrazioni d’affetto dei primi, e per quasi uno su due il gradimento da parte dell’animale è la misura per proseguire una frequentazione sentimentale.

Anche la relazione con la tecnologia, rispetto al cane o al gatto, è diversa da quanto si aspetterebbe l’opinione comune. Il 65% si separa più facilmente dallo smartphone che dal proprio cane e gatto, mentre la quasi totalità (84%), ammette di soffrire di ansia a saperli soli. La metà, oltre a comprare regali all’animale domestico, ammette di aver saltato una giornata di lavoro per poterla passare con cane e gatto di casa. Scelte a volte anche estreme, che inducono l’83% dei millennials a rivendicare di essere “genitori modello” per il proprio migliore amico.

Eppure, non si tratta di quella che una interpretazione semplicistica potrebbe etichettare come una sorta di psicosi collettiva, o di percezione distorta delle relazioni: si tratta spesso di una azione consapevole, dotata di una funzione precisa. Secondo l’agenzia Gale il 44 % vede nel proprio cane e gatto un modo per capire se sarà in grado di diventare genitore.

Anche tra i millennials con stile di vita meno elevato si riscontra un continuo aumento di giovani che continuano ad adottare un animale, anche scegliendo di rinunciare, in compenso, a una casa o ad un’auto, come ha rilevato The Washington Post, che lo spiega con la precarietà che ne caratterizza le esistenze: un animale è una responsabilità che si concilia con l’incertezza e la necessità di spostamenti ripetuti che è percepita come tipica della generazione Y. Che riverberano su cane e gatto un’altra delle proprie tipicità: l’attenzione ai diritti civili. il portale Imieianimali, accosta alle statistiche di Gale e WP, la consapevolezza che Millennials stanno anche iniziando a tenere in considerazione i diritti di quest’ultimi, e ciò si riflette anche sulla politica. Molti partiti animalisti stanno, annotano, crescendo notevolmente.

Fonti:                                          Immagini

Corriere Della Sera                     Copertina
Greenstyle                                  Foto 1
Imieianimali                                Foto 2

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