La progressiva spaccatura tra Dio e uomo.

“Che altro sono ancora queste chiese, se non le fosse e i sepolcri di Dio?”
Friedrich Nietzsche, La Gaia Scienza e Idilli di Messina

 

Per secoli, la figura del Dio cristiano infinitamente buono e onnipotente ha affiancato l’uomo nella sua storia politica, filosofica e scientifica. Cosa ne ha provocato l’allontanamento?

Di solito un individuo nato e cresciuto ed occidente ha un rapporto con la storia passata ben definito. Si tratta di un processo di denigrazione di quel che si ritiene essere vecchio, superato, inadeguato. Ed è quindi naturale per l’uomo occidentale medio considerare i periodi antecedenti come qualcosa di poco conto. Nell’immaginario collettivo di ognuno la situazione di ieri è sempre peggio rispetto a quella di oggi. Vi è una sola causa del cambiamento: il progresso scientifico.
Ma è davvero così? Può una risposta simile permetterci di comprendere al meglio il passato e tutto ciò che ne consegue? Purtroppo questa visione, per quanto comoda e intuitiva, non solo risulta incompleta ma non ci permette di cogliere la complessità di epoche lontane ma fondamentali per l’uomo.
Le cause del cambiamento vanno individuate piuttosto nelle credenze di riferimento del tempo. Il progresso di qualsiasi tipo è solo una conseguenza dell’evoluzione delle credenze umane. Seguendo questa ottica è possibile esplorare il vasto mondo di fronte al quale la storia ci pone. E diventa centrale per la comprensione il rapporto dell’uomo con Dio e il suo progressivo allontanamento.

Il deismo.

Il Medioevo è quel periodo storico attraversato da quello che gli storici chiamano deismo. In questo tempo, gli uomini erano soliti pensare che l’origine di ogni cosa si basasse su un Dio onnipotente ed infinitamente buono. I diritti, le relazioni, la scienza e l’economia avevano come fondamento la figura del Dio cristiano, il quale costituiva quello che Michel Foucault chiama “terreno di positività”, ovvero quel che rendeva possibile il fiorire e la diffusione di una teoria.
Per comprendere la potenza della narrazione cristiana si possono citare due eventi tanto significativi quanto efficaci per mostrare il grande peso delle credenze:

1) Lo scisma di Oriente. Le ragioni che portarono alla separazione tra cristiani occidentali e cristiani ortodossi orientali non hanno a che fare con ragioni politiche o sociali. Esse risiedono invece nell’interpretazione teologica che i due gruppi davano della parola filioque. I cristiani occidentali volevano inserire questa parola nella professione di fede cristiana, mentre i cristiani orientali si opposero con veemenza;

2) Il decreto del vescovo di Parigi Etienne Tempier del 7 marzo 1277. Con questo decreto si stabiliva eretico chiunque sostenesse l’esistenza del vuoto, la mobilità della terra e la pluralità dei mondi.

Umanesimo.

Il deismo iniziò a far posto all’umanesimo tra il XVI e il XVII secolo. In questi secoli l’uomo iniziò lentamente a sostituire Dio come fondamento. Con Bacone, Galileo e Cartesio il discorso scientifico si liberò di una metafisica legata alle leggi divine e iniziò a preferire la misura umana. Per quanto riguarda invece i rapporti personali e la politica il cambiamento è stato più lento e si spalma tra il XVII e il XIX secolo. L’evoluzione del pensiero politico a tal proposito è estremamente utile per osservare questa progressiva separazione tra potere civile e potere ecclesiastico. Si pensi alla Lettera sulla tolleranza scritta da John Locke nel 1685, al cui interno il magistrato e il vescovo non vengono considerati alla pari, anzi. Il magistrato è colui che delibera riguardo alle faccende civili. Le pratiche e le credenze spirituali sono invece di competenza del vescovo. Queste due figure vengono ben delineate e differenziate in un’epoca in cui il sentire soggettivo dell’uomo stava mano a mano sostituendo i canoni oggettivi stabiliti dalla legge divina.
La contrapposizione tra potere civile e potere ecclesiastico è ancora più evidente nel Trattato sulla tolleranza pubblicato nel 1763 da Voltaire ed è totale nel Saggio sulla libertà di John Stuart Mill.

Il XIX secolo è noto agli storici per essere il periodo di maggior chiusura della Chiesa cattolica nei riguardi delle vicende politiche e sociali. Risulta inoltre essere un secolo di grande ostilità nei confronti della figura del Dio cristiano onnipotente ed infinitamente buono, racchiusa nella famosissima esclamazione del filofoso tedesco Friedrich Nietzsche: Dio è morto.

Fonti:
Yuval Noah Harari, Homo Deus
Yuval Noah Harari, 21 lezioni per il XXI secolo
Agostino, Le confessioni
Grado Giovanni Merlo, Basso Medioevo
John Locke, Lettera sulla tolleranza
Voltaire, Trattato sulla tolleranza
John Stuart Mill, La libertà
Friedrich Nietzsche, La gaia scienza e idilli di Messina

Fonti Immagini:
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