La genitorialità è il sogno impossibile dei millennials?

Datemi genitori migliori e vi darò un mondo migliore”
Aldous Huxley


La generazione millennial è ormai nell’età in cui ci si aspetta che abbia dei figli. Eppure, le contingenze esterne e le incertezze individuali fanno della genitorialità un sogno apparentemente impossibile.

Una giornata apposita con tanto di hastag e campagna di immagini per spiegare il #fertilityday, programmata dall’allora ministro della salute Lorenzin per il 22 settembre 2016, la più recente cosiddetta “manovra del popolo” del governo gialloverde, che prevederebbe, riporta Diariodelweb.it “uno stanziamento di 20 milioni di euro – 5 nel 2019 e 15 nel 2020 – per affidare in concessione gratuita per 20 anni un appezzamento di terra pubblica alle famiglie disposte a fare il terzo figlio nei prossimi tre anni (2019-2020-2021)” Provvedimenti che hanno fatto molto discutere e che miravano a uno stesso obiettivo: incrementare la bassissima natalità del Belpaese, che si ferma a meno di 1,3 figli per donna. Interlocutrice, la generazione dei millennials, cioè quella in età per avere dei figli. Una generazione per la quale, tuttavia, la genitorialità sembra impossibile.

La loro è la generazione del lavoro precario, degli stipendi incerti, dalla minaccia costante di licenziamento per la crisi. La generazione a cui gli esami per la fertilità costano 400 euro, una buona parte degli stipendi minimi sempre più comuni tra i millennials. Lidia, racconta a Elle, potrebbe tornare libera professionista, ma “«Quando desideri un figlio, fai pensieri che prima non avresti mai fatto, di opportunità. Le fragilità da mettere in conto durante una gravidanza sono tantissime e almeno lì, nel posto fisso che ti sei guadagnata, trovi un riparo”. Livia poi ha una compagna e sa bene che – per le sempre più numerose giovani famiglie arcobaleno – pensare a un progetto di genitorialità è ancora più difficile.

Una delle immagini della campagna #fertilityday

Ma anche il posto fisso non è tutto. Una volta raggiunto, a volte tornano i dubbi. Come è capitato a Carlotta: “Non voglio fare la giovane choosy, ma non ero felice in quell’ufficio. Mi ripetevo: se faccio un figlio, poi sono costretta a restare qui. Voglio davvero essere una che usa la maternità come diversivo, una mamma che torna a casa la sera incazzata? Non sarebbe giusto”.
A volte, è ancora più complicato. L’inchiesta di Elle raccoglie la sintesi di Valentina: «Anche se forse sono più stabile dei miei genitori quando hanno avuto me, e senz’altro più stabile dei miei nonni quando hanno avuto i miei, alla fine mi sento troppo precaria per essere madre, nonostante il tempo indeterminato. Magari cambio idea a breve. Magari invece il precariato oggi è uno stato dell’anima. Prima lo decideva la vita, quando arriva la stabilità. Ora lo decidi tu: ti devi assumere la responsabilità di essere stabile”.

Secondo una ricerca di Babycenter, riportata da Ansa, i genitori sono i più istruiti di sempre, e come tale sono curiosi e intraprendenti, ma soprattutto sanno bene cosa vogliono, per se e per i propri figli. Proprio questa consapevolezza, però, rende la genitorialità motivo di ansia. Il 56% delle millennial intervistate sono preoccupate soprattutto per i soldi: temono il costo della casa e che esso significhi indebitarsi. Per questo, le mamme millennials conoscono e sfruttano tutti i saldi e le occasioni per risparmiare.

Un problema, quello economico, che segnala anche una differenza di genere. Il 44% delle donne ha infatti visto ridursi drasticamente le proprie entrate, ed è per questo che una su tre ha maturato la convinzione della necessità di avere pari opportunità reali per sè e i propri figli, ed è questo desiderio a spingere il 20% a una maggiore intraprendenza nel cercare nuove strade di guadagno: è soprattutto questo che cercano, in particolare attraverso i social, attraverso i quali manifestano anche il desiderio di continuare ad imparare al di fuori dell’ambito lavorativo. Infine, la difficoltà nella genitorialità, che le rende inevitabili consumatrici di un dato settore di prodotti, non significa minor attenzione, ma anzi le induce ad una maggior consapevolezza ai mezzi che brand e aziende utilizzano per fare leva sul loro potere d’acquisto. La ricerca specifica che “se vedono pubblicità discriminatorie o a sfondo sessuale, perdono immediatamente interesse per il prodotto pubblicizzato”

 

Intanto, però, la genitorialità per i millennials è ancora un sogno, e il 52%, secondo il Pew Research center, è ancora una delle cose più importanti della vita. Ma lo pensano loro o la società? Livia chiosa non senza amarezza. “È come se tu fossi venuta al mondo programmata per questa cosa, e non riesci più a distinguere tra quello che vuoi e quello che pensi di dover volere. Ma l’unica cosa che sai è che un domani non potrai perdonarti di non aver fatto un bambino solo perché avevi dei dubbi”

Fonti:                                               Immagini
Fertilityday                                       Copertina
Terra                                                 Fertilityday
Elle                                                    Foto 2
Ansa

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