Chi verrà dopo i Millennials?

“Millennials, instead of a danger, are really a reflection of the society in which they grew up in, and in which all of us now live.” 
― Crystal Kadakia, The Millennial Myth: Transforming Misunderstanding Into Workplace Breakthroughs

 

I millennials hanno fino ad ora distrutto i centri commerciali, il business dei diamanti, quello degli immobili, delle macchine di lusso, dei fast food e hanno causato più o meno qualunque tipo di catastrofe che figurasse bene sul titolo di un articolo. Forse ora è tempo di trovare, finalmente, un nuovo capro espiatorio da incolpare per il procedere della storia.

Il Pew Research Center, noto centro di ricerca sociologica statunitense, si è trovato, negli ultimi mesi, immerso nella spinosa questione di definire un nuovo gruppo generazionale.
La categoria millennial, infatti, oltre a rimbalzare di giornale in giornale a mo’ di clickbait, è effettivamente uno strumento teorico che la sociologia impugna per descrivere la generazione dei “nuovi arrivati”, e che fino ad adesso ha inglobato in maniera più o meno generale la categoria dei “giovani”.
Ebbene, pare che “Millennial” stia esaurendo la propria capacità di definire le nuove generazioni; in effetti il termine è usato già da tempo per descrivere i nuovi adulti, e non esattamente i nuovi nati. Ormai i millennials più “vecchi”(anzi, meno giovani) sono divenuti maggiorenni prima che molti loro colleghi fossero nati, e il Pew Research Center denota la necessità di chiudere finalmente le entrate nella categoria subito dopo i nati del 1996.

Non si tratta solo di età; in maniera decisamente minore rispetto al divario che esiste tra i millennials e la generazione precedente (spesso chiamata dei Baby-Boomers), i nuovissimi “più giovani” hanno comunque alle spalle delle esperienze formative diverse da quelle dei propri fratelli maggiori, che li definiscono in quanto segmento generazionale autonomo.
I millennials, a differenza dei giovanissimi nati dopo il ’96, hanno vissuto gli attacchi terroristici, le guerre in Iran e Afghanistan e soprattutto la loro coda mediatica, che si è poi sviluppata nell’estrema polarizzazione politica della contemporaneità. Inoltre, molti hanno iniziato le proprie esperienze lavorative (o non) durante una forte recessione economica che ha plasmato le loro scelte in fatto di progetti di vita, studio e imprenditoriali.
La capacità tecnologica è una cosa che accomuna i millennials e i loro successori, ma mentre i primi sono cresciuti insieme ai primi passi della rete, i secondi ci si sono ritrovati già immersi; le generazioni post-96 sono spesso nate connesse, in un mondo che richiede costante accesso al web.

Il Pew Research Center conclude con un ulteriore quid: come chiamare questa nuova demografia? Sono ancora da definirsi, infatti, le coordinate fondanti della vita dopo i Millennials.

 

 

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