La casa? Inadeguata per i millennials

Questa è la vera natura della casa: il luogo della pace;
il rifugio non soltanto dal torto, ma anche da ogni paura, dubbio e discordia” 

John Ruskin

I millennials sono ormai nel momento della loro vita in cui darsi una stabilità, quindi in primo luogo una casa. Il mercato però non è adeguato a loro: propone immobili grandi, da ristrutturare e raramente in affitto

La generazione Y ha ormai tra i venti e i quarant’anni. L’età nella quale si costruisce una solidità, un futuro, una stabilità personale. Che passa anche attraverso una casa, in molti casi la prima. Eppure, trovare un luogo dove vivere per i millennials oggi è una scommessa. Non solo per la fragilità professionale in cui sempre più millennials si trovano immersi, o per la crisi che diminuisce il loro potere di acquisto, o ancora perchè i millennials siano generalmente bamboccioni o “choosy”, come ebbe a dire l’ex ministra Fornero, vale a dire schizzinosi. La causa è anche nel mercato immobiliare, attualmente inadeguato alle esigenze dei millennials.

A stabilirlo una ricerca del network Immobiliare.it: la sproporzione più evidente è quella degli spazi. Come riporta il Corriere della Sera, se la metà delle famiglie è composta da due persone, o da single – che a milano sono il 45% – la stragrande maggioranza delle case, più del 67%, è composta da 3 o 4 locali: una sproporzione vistosa che si traduce in costi più alti di gestione. I millennials in genere cercano bilocali (solo il 10% dell’offerta) o monolocali, che sono a malapena il 2%.
Costi che si moltiplicano quando ci si rende conto che più della metà delle case e più di una su tre a Milano ha cinquant’anni, e necessita quindi di pesanti interventi di ristrutturazione nel momento in cui se ne diventa proprietari o locatari.

La difficile solidità induce inoltre molti millennials a preferire un contratto di affitto, ma anche questo è un percorso complesso: sono 39mila le abitazioni disponibili in vendita nella città di Milano, ma solo 19mila in affitto, in gran parte non ammobiliate o in soluzioni scadenti. Va considerato poi che per un affitto a Milano è opportuno considerare una spesa che si aggira intorno ai cinquecento euro: una somma che scoraggia i millennials dal prendere una casa propria.

L’amministratore delegato di Immobiliare.it, Carlo Giuliano, commenta tuttavia  – come riporta millennialsitalia – che i “Millennials rappresentano il target ideale – spiega Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Immobiliare.it – per il mercato degli affitti, a cui guardano con crescente interesse. È altrettanto vero che si tratta di un pubblico a cui anche il comparto delle compravendite può e dovrebbe puntare: mutui più accessibili e genitori ancora innamorati dell’idea di lasciare una casa ai figli, rendono la Generazione Y un’importante platea di potenziali acquirenti“.

Per risolvere questo problema, secondo Giuliano, è necessario convincere i proprietari ad affittare: qui però sorge un altro problema. Secondo la ricerca a  dissuadere non sarebbe la mole di tasse, ma l’incertezza sui pagamenti: ecco che la poca solidità economica dei millennials si ripresenta come il primo problema da risolvere.

Se questa è la situazione italiana, gli Stati Uniti offrono un quadro interessante: i millennials americani vogliono casa a tutti i costi, e per averla decidono di mettere mano ai loro piani per la pensione, dato che il 70% crede che solo una vita senza debiti sia una vita di successo. A raccontarlo una ricerca di Bank of the West – BNP Paribas, riportata da WeHealts.

“Quello che millennials dimenticano”, conclude Ryan Bailey, alla guida di Bansks of the West, è che “dalla loro hanno il tempo”, e sarà la pianificazione a permettere loro di avere la casa dei sogni senza pregiudicare il proprio futuro.

Fonti:                                                          Immagini
Corriere della Sera                                      Copertina
Millennialsitalia                                           Foto 1
WeHealts                                                     Foto 2

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