Gruppi di auto-aiuto: perchè anche su internet.

“One day at a time.” ― Alcoholics Anonymous

Sono i derivati dell’esperienza iniziata con i famosi Alcolisti Anonimi e rappresentano un’importante risorsa per chiunque voglia confrontarsi con persone con cui condividere le proprie difficoltà, i gruppi di auto-aiuto sono fenomeni estremamente aperti all’esperienza virtuale.

I gruppi di auto-aiuto si basano sul fatto che tante persone che condividono una problematica, anche senza l’intervento diretto di uno psicologo professionista, possano trovare ampi benefici nel parlare tra loro delle proprie esperienze.
All’interno di questi gruppi, infatti, si realizza una situazione di genuina condivisione, in cui persone che si reputano pari (perlomeno per quanto riguarda una particolare tematica) possono parlare liberamente della propria situazione senza dover sottostare ad un professionista, e evitando di dover incorrere in giudizi e stigmatizzazioni da parte di esterni.
All’interno di un ambiente simile, se tutto funziona come dovrebbe, i membri fungono da supporto l’uno per l’altro, in modo tale da accompagnare ciascuno in quello che molto spesso è un difficile viaggio fuori da una dipendenza.

Questo era il presupposto fondamentale di uno dei primi gruppi (se non il primo) di auto-aiuto: gli Alcolisti Anonimi. E’ ormai da quasi un secolo che gli Alcolisti Anonimi, nati negli Stati Uniti nel 1935, hanno fatto scuola nel trattamento della dipendenza da sostanze.
Esiste però uno sviluppo inaspettato, nella storia dei gruppi di auto-aiuto, che deve tutto all’invenzione di Internet.

Con l’avvento di Internet, infatti, si apre la possibilità di avere riunione, discussioni e incontri in maniera del tutto virtuale e con una partecipazione estremamente varia e numerosa.
Attraverso internet, infatti, si realizza veramente la seconda parte del nome di Alcolisti Anonimi.
In effetti, l’anonimato è spesso parte integrante dei gruppi di auto-aiuto; essere anonimi permette di relazionarsi e comunicare indipendentemente dalla propria classe sociale, impiego o situazione familiare, in modo da focalizzarsi sul motivo per cui si frequenta un dato gruppo senza essere determinati dalle situazioni della vita esterna. Si tratta di un tipo di tutela della privacy che diventa particolarmente importante in caso si tratti di riunioni, come quelle degli Alcolisti Anonimi, che possano presupporre una condizione di dipendenza socialmente stigmatizzata; una condizione che di solito si vorrebbe mantenere segreta.
E’ in questo frangente che il mezzo virtuale realizza le potenzialità dell’auto-aiuto: per mezzo del distacco che fornisce l’interazione via etere, viene mantenuta non solo la completa privacy dei partecipanti, ma si riesce perfino a trascendere le discriminazioni legate all’aspetto, come il razzismo e il sessismo.
Non è poi da sottovalutare il fatto che, tramite la rete, l’accessibilità dell’auto-aiuto è di molto aumentata: chiunque può accedere ad un forum online, indipendentemente dalla propria posizione geografica, dall’età e dalla possibilità di raggiungere un determinato luogo fisico.
Insomma, esistono molti aspetti negativi del fatto che “non si parla più faccia a faccia”, ma forse, per alcuni, parlare faccia a schermo è meglio che parlare faccia a faccia.

 

Fonti

Life on Screen, Sherry Turkle

 

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