Mangiare animali. L’alternativa degli insetti e lo stop dell’Italia

“Il risultato di un vero sforzo creativo è l’inaspettato”

Hans Domizlaff

E se la soluzione fossero gli insetti? L’allevamento industriale costituisce uno dei principali problemi ambientali degli ultimi anni: trovare forme alternative di produrre proteine animali si rende sempre più necessario. La domanda di carne cresce infatti a ritmi esponenziali insieme alla popolazione mondiale.

Presto nei ristoranti serviranno hamburger di insetti? Sembra di sì. La FAO promuove da diversi anni l’entomofagia attraverso il programma Edibile insects, cercando di informare su quella che al cosiddetto Primo mondo potrebbe apparire come una disturbante novità, ma che é in realtà una tradizione consolidata per circa due miliardi di persone in quasi novanta Paesi di Asia, Africa e America centrale.

Coleotteri, bruchi ,api ,vespe, formiche, cavallette, locuste, grilli: sono considerate commestibili circa 1900 specie di insetti sulle dieci milioni esistenti. Se, come si stima, la popolazione mondiale raggiungerà i nove miliardi nel 2050, cercare fonti di cibo alternative a quelle attuali diventa fondamentale, soprattutto se il costo dell’alimentazione tradizionale in termini ecologici non é più sostenibile. Gli insetti sembrano dei candidati ideali: hanno un alto contenuto di proteine, acidi grassi essenziali, minerali e vitamina B12 ed un impatto ambientale di gran lunga inferiore a quello di polli, ovini e bovini.

Non solo infatti l’emissione di gas-serra legata all’allevamento di insetti è dalle dieci alle cento volte inferiore rispetto a quella del bestiame tradizionale, ma per produrre un chilo di cavallette occorrono soltanto due chili di mangime, contro gli otto necessari per ottenere un chilo di carne di manzo.

La commercializzazione degli insetti tra i cosiddetti “novel food“, ovvero cibi “privi di una storia significativa di consumo alimentare nell’Unione Europea al 15 maggio del 1997” potrebbe però farsi attendere per qualche tempo in Europa. Come prevede infatti il Regolamento 2015/2283 in vigore dal primo gennaio 2018, prima che vengano messi in commercio, i “novel food” necessitano di specifiche autorizzazioni, anche se in alcuni Stati membri é possibile garantirne una circolazione ridotta in “regime di tolleranza”. Stati membri di cui non fa parte l’Italia, che attraverso una nota  della Direzione Generale Igiene, Sicurezza alimenti e Nutrizione del Ministero della Salute ribadisce: “Non è stata ammessa alcuna commercializzazione di insetti” e pertanto “potrà essere consentita solo quando sarà rilasciata a livello UE una specifica autorizzazione in applicazione del regolamento”.

Credits immagini: .            Fonti:

Copertina.                          FAO

Immagine 1.                       Carne, Italia

Immagine 2.                       Insects

 

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