Pewdiepie- storia di un fenomeno del web

“Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni”,
Eleanor Roosevelt

Se qualcuno dicesse “Felix Kjellberg”, cosa verrebbe in mente ai più? O meglio chi? Nessuno? Niente paura, sono più che giustificati.
Questo articolo aggiornerà tutti con tutto ciò che lo riguarda e che può servire per stare al passo con lo slang giovanile.

Si comincia con le basi…

Felix Kjellberg nasce  a Göteborg, in Svezia, nel 1989.

Dopo un normale percorso di studi, decide di iscriversi all’Università di Tecnologia di Chalmers, ma non  prosegue gli studi poiché rapito da un tipo di hobby che per molti potrebbe risultare discutibile:  i videogames.

Qui entra in gioco un altro nome collegato a lui che ,a differenza di quello di battesimo, probabilmente conoscono già in molti: Pewdiepie.

Kjellberg sceglie  come soprannome PewDiePie .
“Pew” per il suono che fa una pistola laser, “Die”, morte, e “Pie”, torta, per nessuna ragione in particolare.

L’idea di buttarsi nella mischia e registrarsi durante le sue sessioni di gaming sembra essere a tutti gli effetti  un salto nel vuoto ,tuttavia il ricavo umano, monetario e personale diventa tale  da non conoscere battute d’arresto neanche adesso,a distanza di quasi 7 anni dall’apertura del canale.

Nel 2012 Kjellberg fonda infatti il canale PewDiePie ed inizia a caricare video di sé stesso intento a provare ogni tipo di gioco sul mercato, soprattutto quelli horror. E si può dire che i jumpscares diventano il suo marchio di fabbrica ancora oggi conosciuto in tutta la rete.

Grazie alla sua intuizione, Pewdiepie attira  intorno a sè un seguito internazionale tale da permettergli, nel 2012 ,di  traslocare dalla casa dei suoi genitori per andare a vivere   con una delle sue fan, divenuta sua storica compagna: Marzia Bisognin (divenuta anche lei una celebrità di social e YouTube in maniera del tutto autonoma ).

Da quel momento, Pewdiepie  amplia  il suo seguito su YouTube e firma un contratto con Maker Studio, una società multinazionale nel campo dei media di proprietà di Walt Disney Company.

Attualmente la maggior parte dei suoi fan sono teenager con uno spiccato, preesistente, interesse per i videogiochi ma anche  ragazzi in una fascia d’età che varia dai 25 ai 30 anni, affezionati alle sue battute al vetriolo o al suo slang molto giovane e famigliare come “bro”, abbreviazione  di brother, ossia i suoi seguaci.

Nel corso della sua carriera, questo ragazzo svedese si è reso protagonista di episodi di ogni tipo: dalle  controversie per l’utilizzo di alcune parole censurate in rete (come la famosa N**** word – costatagli la rescissione di due contratti monstre) agli innumerevoli gesti di beneficenza (che lo hanno reso vero beniamino del pubblico )

Ma col tempo il canale ha assunto toni diversi da quelli iniziali: si è passati dal commentary gameplay ai famosissimi LWAY ,i Meme review ed i Vlog tenuti in giro per il mondo durante tutti i suoi viaggi (ultimo quello in Giappone dove ha chiesto la mano della sua amata).

Quello che rende Pewdiepie diverso da tutti coloro che hanno cercato di emularlo,è probabilmente la capacità di reinventarsi ogni volta costringendo chi cerca di sopraffarlo,a doverlo copiare con scarso successo.

E con questo si fa riferimento anche all’ultima ,sanguinosa lotta a colpi di iscritti con il canale indiano T-series (canale letteralmente sbucato dal nulla e che continua a mietere iscritti a suon di BOT,senza alcun controllo da parte di YouTube international).

In un’epica battaglia atta a tenere a distanza questo mostro sconosciuto,arrivato ad avere anche  meno di 100 mila iscritti da Pewdiepie nell’arco di pochi mesi,sono intervenuti personaggi di ogni tipo: Mr beast (youtuber) ,Johnny Sins (porno attore) ,Hackers da tutto il mondo (famosissima è stata la breccia nelle stampanti di tutto il globo con l’avvio di una stampa ripetuta con su scritto “SUBSCRIBE TO PEWDIEPIE”) giungendo infine ai suoi comuni seguaci,capaci di investire i loro risparmi per acquistare enormi cartelloni pubblicitari a difesa del loro beniamino.

E si può dire che il piano ha funzionato: la distanza è tornata ad aggirarsi tra il milione ed i due milioni di iscritti.

C’è anche  da sapere che questo giovane ed intraprendente ragazzo svedese,si è reso protagonista  di diversi world record: il suo canale è attualmente quello con il maggior numero di iscritti al mondo,calcolando che è un profilo umano e non aziendale. Ad oggi siamo a quasi ad 80 MLN di iscritti.

E’ stato il primo youtuber a raggiungere 10.000.000 di visualizzazioni
Ed attualmente,e fa quasi sorridere dirlo, la sua versione del famosissimo “YouTube Rewind” (che vuole essere uno sfottò a quella originale ma anche un’idea personale di tutto ciò che va ricordato di questo 2918) risulta essere uno dei video più cliccati e piaciuti della rete.

Questi sono solo alcuni dei record battuti dal canale di Pewdiepie.

Attualmente il patrimonio di Kjellberg è stimato attorno ai 30 milioni di dollari ma senza dubbio sembra destinato a crescere.

Nonostante ciò,la notorietà non sembra aver mai dato alla testa a questo ragazzo che rende spesso partecipi dei suoi video anche i suoi followers.

Tramite la lettura dei loro commenti,la sponsorizzazione di alcune iniziative (come videogiochi creati da loro) o finanche l’invito ad iscriversi presso canali più piccoli, Pewdiepie si è da subito dimostrato molto legato alla sua community, sicuramente per un motivo piuttosto semplice: senza followers ,senza creditori ed estimatori,nessuna iniziativa in quel campo sarebbe stata destinata a crescere.

Attraverso i suoi “Bro” Pewdiepie ha costruito un vero impero e sarebbe da sciocchi rischiare di sgretolare tutto per qualche inutile vaneggiamento.

D’altra parte il successo può essere un’arma a doppio taglio e Kjellberg lo sa bene: parlando alla rivista svedese “Icon” durante il suo boom iniziale , Kjellberg si lamentò di come  la sua influenza fosse già “pressoché spaventosa” e che fosse “quasi arrivato al punto di non volerla più avere”.

Le SH dei videogames  avevano in effetti notato una sorta di “effetto Oprah” nel modo in cui le vendite impennavano quando Kjellberg  ne menzionava i loro prodotti. Motivo per cui,durante un periodo specifico della sua vita da youtuber, egli si ritrovò sommerso di prodotti e sponsor da parte di tutte le Major videoludiche .

Più di recente, tuttavia, il timore dei riflettori di Kjellberg sembra che stia subendo una trasformazione: tramite la pubblicazione di un libro e due mini games,il ragazzo sembra aver acquisito quella sicurezza che inizialmente gli mancava a riguardo del suo seguito (sembra strano a dirsi con quasi 80 mln di iscritti ma tutto ciò che galleggia in internet può cambiare da un momento all’altro : mode,idee ,umori ,seguaci) e per quel che ci riguarda ci si augura che la strada intrapresa resti quella di sempre,senza scossoni causati da vanità o presunzione.

Fonti
Esperienza di gioco personale dell’autrice

Immagini

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