“Mascolinità tossica” significa che il femminismo aiuta gli uomini.

“We discuss the downsides of being a woman very frequently – but what’s going on with you lovely guys?”- Caitlin Moran, autrice femminista.

Ormai è mainstream, persino la Gillette ci fa le pubblicità, ma il concetto di “mascolinità tossica” nasce in ambiente accademico e rappresenta una delle istanze in cui l’analisi femminista si adopera ad aiutare anche gli uomini. Eppure, c’è chi cerca di travisare.

E’ ovvio: c’è chi non apprezza il femminismo, c’è chi è convinto (e non sono solo uomini) che femminismo significhi accusare gli uomini di ogni male e santificare senza motivo la figura femminile.
Non è così. O almeno, non è così per la stragrande maggioranza delle teorie femministe disponibili nell’ambiente accademico.
Recentemente, tuttavia, si assiste ad una curiosa verve conservatrice che tenta in ogni modo di impadronirsi del discorso pubblico riguardo alle tematiche di genere, travisando goffamente le istanze attiviste e sfruttando le antipatie che possono essere scatenate da termini e concetti che, effettivamente, prestano fin troppo spesso il fianco a interpretazioni ostili.

Uno di questi termini è quello di “mascolinità tossica”. Sono molti, infatti, i falsari intenti a propagandare che, con questa cornice interpretativa, la teoria femminista stia solamente cercando di patologizzare e colpire l’esistenza stessa del maschio. Da un punto di vista retorico, l’espressione “toxic masculinity” non gode certo di grandi qualità di marketing, e si presta facilmente ad una manipolazione oscurantista.

A guardar bene (o meglio, se si apre anche soltanto wikipedia), però, l’obiettivo della critica non è la mascolinità stessa, ma un tipo specifico di azioni, convenzioni e significati tradizionalmente interpretati come “mascolini” che sono problematici non solo per le donne, ma anche e soprattutto per gli uomini.

Si, per gli uomini.
Questo passaggio dell’analisi femminista, infatti, rappresenta il tentativo di analizzare e aiutare anche le sofferenze del maschio; è proprio per questo motivo che l’idea di mascolinità tossica, che rappresenta la dimostrazione che il femminismo non è anti-uomo, è stata così tanto attaccata da chi è contro il movimento per la parità di genere.

Gli uomini non se la passano bene.
Hanno una percentuale di suicidi andati a fine molto più alta di quella delle donne, hanno una più alta possibilità di diventare dipendenti da alcool o droga, hanno alte possibilità di essere vittima di crimini violenti e utilizzano di meno i servizi di aiuto psicologico e il supporto eventuale di un professionista.
Spesso lo studio dei rapporti di genere ha interpretato l’uomo come “avente potere” rispetto alla donna, ma si è sempre stati consci che un’analisi del genere non implica nè che ogni uomo abbia potere su ogni donna, nè che una posizione socialmente privilegiata implichi la mancanza di sofferenza o la felicità.
Infatti, alla base del concetto di “mascolinità tossica” ci sono proprio quelle situazioni di sofferenza e disagio che colpiscono specificamente gli uomini.

Caitlin Moran, autrice femminista, è probabilmente uno dei motivi per cui questa parte degli studi di genere è sotto le luci della ribalta. Nell’ottobre del 2018, infatti, chiese ai propri followers di confessare le difficoltà sociali dell’essere uomini.

https://platform.twitter.com/widgets.js

Le risposte furono numerose e tutte, in qualche modo, collegate ad alcuni standard particolarmente pesanti che la contemporaneità affibbia agli uomini. Sono proprio questi standard, in grandi dosi, ad essere “tossici” per la mascolinità: l’eccessivo stoicismo porta ad una difficoltà di comunicare le proprie emozioni, la mancanza di intimità tra le amicizie platoniche impedisce agli uomini di avere un’adeguato sistema di supporto psicologico, lo stigma verso ciò che è percepito “femminile” comporta l’impossibilità di vivere in maniera autentica alcuni aspetti della propria personalità.

Pressurised into believing as the bread winners, successful and strong. Emotional suppression. Unnecessary character assassination for non existent intentions. Maligned for being honest and professional. Having choices, all of them being wrong. @FaizaRafeeq

— Irfan Intekhab (@IrfanIntekhab) 19 ottobre 2018https://platform.twitter.com/widgets.js

Ad aggiungersi alla diatriba, recentemente, è anche l’APA, l’associazione degli psicologi americani, che ha appena elaborato una lista di metodologie per il trattamento di uomini e ragazzi. Parte fondante di queste linee è proprio l’attenzione a questo tipo di pressioni sociali e a come possono determinare disagi psichici e comportamentali. L’APA è tuttavia consapevole della natura travisabile del concetto di “mascolinità tossica” e pertanto preferisce usare “ideologia della mascolinità tradizionale”, una misura necessaria alla luce delle manipolazioni retoriche cui il termine è stato soggetto, ma che, ovviamente, non ha salvato l’APA stesso di accuse analoghe.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *