Pensare in una lingua: l’Ipotesi Sapir-Whorf

“I mondi in cui vivono i membri di diverse società non sono semplicemente lo stesso mondo con etichette diverse, ma mondi diversi e separati nell’essenza”- Edward Sapir

Di solito si pensa al linguaggio come una traduzione di un pensiero interno, una conversione di una logica pura in onde sonore. Ma se invece il linguaggio fosse il pensiero stesso?

L’ipotesi Sapir-Whorf è una teoria riguardo la natura dei linguaggi umani nata in seno all’antropologia statunitense.
In america, gli antropologi (primo fra tutti Francis Boas), si trovavano a studiare non tanto i lontani “selvaggi” delle colonie esotiche dell’impero Inglese, ma le popolazioni autoctone: i cosiddetti indiani d’america.
Questa vicinanza tra osservatore e osservato portò gli studiosi americani a interessarsi alle lingue native, grazie anche alla disponibilità di “indiani” bilingui e informatori nativi.

E’ tipico della prospettiva di Boas (grande pioniere dell’antropologia oltreoceano) questo interesse linguistico, e non a caso: al tempo, infatti, si riteneva che l’arrivo dell’uomo bianco stesse facendo velocemente scomparire gli idiomi nativi (un’ipotesi in parte vera), e che quindi fosse necessario cercare di “salvarli”, in forma scritta o mediante registrazione.
Questo obiettivo di ricerca si basa sul fatto che Boas aveva constatato, tramite le sue ricerche, che attraverso la lingua,i “selvaggi” descrivevano concetti spesso ignoti agli inglesi, a volte incomprensibili proprio perchè assenti dal vocabolario anglosassone.
Famoso è diventato l’esempio della neve nel linguaggio eschimese e delle molteplici parole che gli Inuit hanno appunto per descrivere differenti sfumature (spesso incomprensibili dalla mente europea) di “neve”.
In questo senso, il linguaggio non viene più visto come “specchio della realtà” o “rappresentazione del vero”, ma come l’obiettivo, la lente attraverso cui vedere il mondo.

L’ipotesi Sapir-Whorf, stilata dagli antropologi Edward Sapir e Benjamin Lee Whorf, rappresenta proprio un’estremizzazione di questa prospettiva.
Secondo Sapir e Whorf, il linguaggio influenza e forgia il mondo. Sembra quasi di leggere un fenomenologo tedesco, ed il significato è molto simile: “i mondi in cui vivono i membri di diverse società non sono semplicemente lo stesso mondo con etichette diverse, ma mondi diversi e separati nell’essenza”.

Fonti

Corso di Linguistica Applicata presso Università Bicocca

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