Pensione, la chimera dei millennials

Insegui la tua passione, non la tua pensione”
Denis Waitley

 


I millennials stanno vedendo il mondo del lavoro cambiare, e la pensione sempre più allontanarsi. Si segna una differenza sempre più netta coi genitori, mentre per gli economisti si rivela necessaria una forma di integrazione, che pure potrebbe comportare altri rischi per la generazione Y, anche con la cosiddetta Quota 100

La generazione dei millennials avverte – e si definisce attraverso – numerose contrapposizioni con la generazione dei loro genitori, che toccano tutti i settori della vita quotidiana. L’ambito lavorativo è probabilmente tra i più vistosi. Se la generazione dei cosiddetti babymoomers potevano pensare di avere, una volta finiti gli studi, un percorso professionale tracciato, alla generazione Y è affidato il compito di reinventarsi sempre più spesso, adattandosi a un mondo del lavoro sempre più flessibile. A cui fa da contraltare l’aumento delle incertezze. Quella più vistosa riguarda la garanzia della pensione. Solida e attesa per i baby boomers, per i millennials è sempre più una chimera.

Il lavoro precario ormai preponderante la rende non solo lontana, ma anche molto risicata. Al punto che, secondo un focus di Censis Confcooperative dal titolo “Millennials, lavoro povero e pensioni: quale futuro?”, 5,7 milioni di Millennials rischiano di rientrare entro il 2050 tra i nuovi poveri. Secondo la stessa ricerca, inoltre, si allarga la forbice tra le generazioni dei padri e dei figli. I millennials, anche quelli che riescano ad accaparrarsi un lavoro continuativo dipendente, vedranno a fine mese corrisposto uno stipendio del 14,6%,

La ricerca considera poi i 171.000 giovani sottoccupati, mentre 656.000 sono quelli con contratto part-time involontario e 415.000 impegnati in attività non qualificate. Anche nel caso fortunato di un lavoro stabile, la pensione dei millennials rispetto ai genitori sta cambiando. Se per questi ultimi corrisponde all’85% circa dell’ultimo stipendio, secondo Assinews che riporta lo studio “giovane che ha iniziato a lavorare nel 2012 a 29 anni, per il quale si prefigura una carriera continuativa come dipendente, 38 anni di contribuzione e uscita dal lavoro nel 2050 a 67 anni, il rapporto fra pensione futura e ultima retribuzione si dovrebbe fermare al 69,7%“.

Una situazione che però si vorrebbe cambiare con la cosiddetta Quota100, la riforma voluta dal governo conte che, come già spiegato su queste pagine “prevede la possibilità di accedere alla pensione per chi, tra coloro che aderiscono al sistema contributivo, è in grado di totalizzare 100 sommando l’età anagrafica agli anni di contributi versati. La legge prevederebbe anche alla possibilità di accedere ad una pensione di anzianità per coloro che hanno accumulato 41 anni di contributi. Secondo gli economisti Galasso e Boeri, però, questo significherebbe pagare più pensioni, e quindi un aumento del costo del lavoro significativo che ricadrebbe proprio sui giovani. Già nel 2017, del resto, la spesa per le pensioni ha raggiunto i 286 miliardi di euro, pari al 16,4% del Pil, come riporta IlSole24ore

Come porre rimedio a pensioni sempre più lontane e magre? Lo strumento più abituale è quello degli assegni integrativi. Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, lo ritiene necessario al nostro sistema pensionistico: «In Italia e in Europa è molto avanzato – dice – ma da noi si fa fatica a tenere i conti in equilibrio. Di qui l’importanza di avere un sistema integrativo all’altezza».
Una strategia che però si rivela a sua volta complessa. Secondo Roberta Galassi di Soldiexpert, un trentenne che volesse integrare la sua magra pensione con mille euro e andare in pensione a 64 anni, dovrebbe risparmiare ogni anno per almeno tre decadi una cifra compresa – a seconda del rendimento, tra i seimila e i diecimila euro l’anno.

Eppure, riporta il quotidiano economico milanese, i millennials sono convinti di avere tempo. Secondo l’Istituto Demia, infatti, la generazione Y percepisce la pensione come collocata in un futuro davvero remoto, quando non assente. Eppure, con lo scorrere del tempo, anche per i più giovani tra i millennials la pensione si trasformerà in un problema sempre più prossimo. E la chimera in un mostro da affrontare a viso aperto.

Fonti:                                    Immagini:

Assinews                               Copertina
Elzevirus                                Foto 1
IlSole24Ore                            Foto 2

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