L’ossessione del videogioco: una malattia dalla quale si può guarire.

” L’ossessione è quando qualcosa non vuole lasciare la tua mente. “
(E.C)

Tra le forme di divertimento e di svago più amate dai bambini e dai ragazzi di ogni età, i videogiochi rivestono senza dubbio un ruolo importante, soprattutto  in tempi in cui la multimedialità è alla base della maggior parte delle esperienze quotidiane.

L’uso dei videogiochi da parte dei bambini è spesso visto come porta d’ingresso ad alcune dipendenze che tendono poi  a svilupparsi lungo tutta la loro giovinezza, finendo col  modificarne completamente gli atteggiamenti.

Il rischio più probabile, secondo chi aderisce a tali credenze, è che i videogames diventino la vera valvola di sfogo per queste persone i cui istinti sembrano esser stati repressi.

C’è da dire che alla base di queste ipotesi vi è una quantità di disinformazione parecchio allarmante.l

I numerosi episodi avvenuti nel tempo non hanno di certo aiutato la società a farsi una buona idea dei videogames finendo,anzi , con l’additarli come vera e propria compulsione della quale liberarsi senza troppe cerimonie.

Volendo fornire un reale riferimento a riguardo, si fará fede alla  categoria degli shooter (sparatutto), uno dei generi tradizionalmente attribuiti all’aumento di violenza nei giovani. Essi vengono naturalmente ritenuti il motivo principale per cui le generazioni odierne tendono a sviluppare una violenza così spiccata.

Il reale motivo per cui vanno considerate parte di queste credenze completamente errate è perchè è possibile favorire un rapporto equilibrato ed addirittura fruttuoso con i videogiochi, fino a farli diventare compagni di crescita e non considerarli come percorso di accesso alle dipendenze.

Il piacere del videogioco può  evitare di trasformarsi in dipendenza e compulsione nel momento in cui viene inserito con le giuste tempistiche e le dovute regole. In tal modo si viene incentivati anche  a provare giochi di ragionamento o di cultura generale, assieme ai più classici basati su piattaforma.

C’è da tenere in considerazione, inoltre , il fattore gruppo: i videogames danno la possibilità di condividere le proprie esperienze di gioco con 1 o più giocatori,diventando possibili canali di interazione ampliata.

Stabilire un rapporto sano con i videogames moderni è quindi possibile: è fondamentale evitare le componenti di angoscia e di rabbia che derivano dal mancato raggiungimento degli obiettivi proposti dal gioco, sponsorizzando il  piacere derivante dalla sperimentazione di queste moderne avventure interattive e lo sviluppo percettivo che possono portare.

Ecco alcuni dei fattori positivi da poter collegare ad un videogioco.

Esso rappresenta uno stimolo, in quanto “gioco sensomotorio”, ad alcune abilità manuali e di percezione;
può stimolare la comprensione dei compiti da svolgere, sostenendo anche le forme induttive di pensiero;
può abituare a gestire gli obiettivi, individuando dei sotto obiettivi ;
può favorire l’allenamento dell’autocontrollo e della gestione delle emozioni connesse all’esercizio di un compito;
può sviluppare diversi aspetti della personalità, quali l’abilità di prendere decisioni velocemente, di affrontare difficoltà e di prendere iniziative;
può favorire apprendimenti specifici su alcune tematiche, su conoscenze relative a terminologie tecniche e a modalità procedurali relative ad ambiti specifici a cui si riferiscono le competizioni giocate.

La possibilità di rendere il videogioco un veicolo di crescita personale è assolutamente reale e fattibile, quindi l’approccio da consigliare, soprattutto in quanto gamer, è di non approcciarsi compulsivamente ad esso ma con la consapevolezza di avere dinanzi una meravigliosa possibilità di svago.

Fonti
Esperienza di gioco personale dell’autrice

Immagini
IMMAGINE 1
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