Frechal: l’identità costruita tra schiavi brasiliani

“L’identità a Frechal risultava il prodotto di un processo dialettico tra immagine interna e immagine esterna”-Roberto Malighetti.

Frechal è un piccolo villaggio dell’area amazzonica del Maranhao, in Brasile. I suoi abitanti non sono mai stati particolarmente interessati alla propria origine di schiavi, almeno fino a quando…

In Brasile, esistono ancora piccole comunità di discendenti degli schiavi del dominio portoghese. Sono chiamati Quilombo, un termine che in origine si riferiva ai territori occupati dalle comunità di schiavi sfuggiti ai padroni, le quali spesso costituivano un villaggio autonomi.
La colonia portoghese del Brasile fu uno dei luoghi chiave della tratta del commercio degli schiavi africani, una situazione che si “sanerà” solo nel 1888, mentre il nuovo governo brasiliano garantirà ai Quilombos la proprietà effettiva dei terreni occupati come riparazione del regime schiavista.
Per questo motivo, nel brasile moderno, che ancora sente gli sfregi del razzismo e del classismo, essere discendenti degli schiavi neri può, in qualche modo, offrire una particolare attenzione da parte dello stato.

Frechal, piccolo quilombo amazzonico, era relativamente inconscio delle proprie origini. Si tratta di un povero e piccolo villaggio ai limiti della foresta, con pochi accessi alla “civiltà” e ancor meno servizi tecnologici. Allo stesso tempo, il territorio che nella prassi era utilizzato per la sussistenza degli abitanti, faceva parte di un latiifondo appartenente ad un ricco proprietario terriero. Al tempo Frechal non era riconosciuto ufficialmente come quilombo, e quindi non aveva la diretta proprietà dei propri dintorni; tutto cambiò quando, in seguito ad una repentina compravendita, un nuovo latifondista (un nuovo “fazendeiro”) volle cercare di far allontanare gli abitanti dalla proprietà.
Iniziò una battaglia legale, durante la quale avvenne quello che si può definire “costruzione dell’identità” tramite il riemergere di particolari vicende storiche considerate rilevanti per dare valore ad una precisa pretesa identitaria contemporanea.

La difesa di Frechal, infatti, si basò proprio sulla ricerca di documenti storici, prima quasi dimenticati, che, grazie all’aiuto delle associazioni umanitarie, poterono dimostrare come gli abitanti del quilombo fossero effettivamente discendenti di schiavi, e quindi meritevoli del supporto statale nella capacità di sfruttare autonomamente la propria terra.
Il caso è decisamente particolare: Frechal si ritrova a rivendicare con orgoglio un’identità potenzialmente negativa, stigmatizzata e imbarazzante; un’identità che viene alla luce e diviene positiva solo nel presente, proprio a causa di un emergenza attuale e impellente.
Una dimostrazione del carattere “vivo” della memoria storica, e di una storia che testimonia essere più presente che passato.

 

Fonti:

Il Quilombo di Frechal; R. Malighetti

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