Antherm: la nuova arma firmata Bioware

L’universo è fatto di storie, non di atomi.”
M.R.

E’ ormai da diverso tempo che nel panorama videoludico il nome più spesso citato risulti essere quello della nuova IP della Bioware: Anthem.

Ma cos’è esattamente questo titolo sulla bocca di tutti?

Si potrebbero citare  gli esoscheletri di diversa taglia e funzione, un mondo alieno, bellissimo ed esplorabile, la possibilità di agire in gruppi da quattro giocatori per portare a casa ricchi premi, e l’opportunità di migliorare il proprio personaggio giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, per sempre.

Ma Anthem è molto altro.

Questo titolo infatti porta sulle spalle il duplice peso della speranza e dell’aspettativa.

La speranza di risollevare le sorti della Bioware,ormai in rotta di collisione e l’aspettativa di tutti i videogamer colpiti dal jaw-dropping alla prima vista del trailer di lancio.

La presentazione iniziale,infatti , lasciò il mondo videoludico talmente esterrefatto ed affamato di risposte da portare la SH ad aprire una VIP pass per coloro che avrebbero pre ordinato il gioco online ben 7 giorni prima dell’uscita ufficiale.

Questo titolo racchiude molte novità e molti aspetti già conosciuti. Ed è su questi che ci si soffermerá: la dinamica di gioco ricorda molto titoli come Destiny I e II ,la grafica spaziale sembra fare riferimento a Battlefront II ed il sistema di microtransazioni  è una eco lontana dei primi sistemi adottati in The Division.

Il punto più pericoloso tra i tre citati è proprio l’ultimo poiché questo sistema, atto a tenere le casse delle SH rimpinguate a patto di ricevere loot boxes interessanti, portò portato la EA a dover fronteggiare svariate cause legali in Belgio (meno di 1 anno fa ) poiché con Battlefront II si venne a creare una sorta di dipendenza  nei confronti di queste microtransazioni. Una nuova modalità di gioco d’azzardo.

Il rischio che si prende questo titolo,quindi , è notevole ma l’onda di successo che potrebbe investirlo lo è ancor di più. Se il titolo dovesse ingranare, spinto anche dal trailer cinematografico di Neil Blomkamp, significherebbe risollevare un destino ormai quasi certo per la Bioware e segnerebbe finalmente un successo per i videogames la cui componente secondaria (ma importante quanto una primaria) è dettata dal continuo dispendio di piccole cifre da parte del giocatore.


Detto questo, quello che riempie gli occhi di gioia è senz’altro la mini descrizione sensazionalistica del titolo, rilasciata dal sito della Playstation:

• Uniti nel trionfo: unisciti ad altri tre compagni e vivi avventure cooperative che premiano sia il lavoro di squadra sia le abilità individuali.
• Arsenale personalizzabile: scegli un potente strale dalla tua collezione ogni volta che esplori il mondo.
• Personalizza i tuoi strali: le armature possono essere personalizzate per diventare testimonianze visive delle tue imprese.
• Esplora un mondo in continua evoluzione: Frostbite dà vita all’open world di Anthem, con condizioni meteorologiche, terreni e nemici imprevedibili. Anthem è una live service experience: cambierà e crescerà nel corso del tempo.

Sono bastati questi 4 punti per ritenere che questo titolo possa avere le carte in regola per farcela, resta da capire quanto le microtransazioni e l’impatto con gli altri videogamer del mondo possano affondare o sollevare questa nuova e scintillante IP.

Fonti
Esperienza di gioco dell’autrice
PlayStationStore

Immagini
immagine 1
immagine 2
copertina

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