Marielle Franco: l′Omicidio che ha scosso il Brasile

«Quanti altri devono morire prima che finisca questa guerra?»
– Marielle Franco

Lei si sarebbe definita donna, nera, nata a Marè (una delle più grandi favela di Rio), attivista per i diritti civili; Marielle era questo e molto altro.
Aveva tanto da offrire al Brasile, ma qualcuno le ha impedito di continuare la sua battaglia. Il 14 marzo 2018 è stata brutalmente uccisa da due ex poliziotti mentre tornava a casa dopo un incontro alla “Casa das Pretas” (casa delle donne nere di Rio).
Il suo omicidio ha sconvolto l’opinione pubblica, mostrando ancora una volta i pericoli che devono percorrere coloro che difendono i diritti civili e umani in Brasile. Secondo alcuni esperti ONU il suo assassinio è “allarmante poiché mira ad intimidire tutti coloro che combattono per i diritti umani e lo stato di diritto in Brasile”. Anche Amnesty International ha commentato l’accaduto sottolineando come questo sia stato una vera e propria esecuzione, volta ad intimidire altri giovani attivisti.

Ma chi era Marielle? E perché è stata uccisa?

Punto di riferimento per attivisti di tutto il mondo.
Alle elezioni politiche di Rio del 2016 ottenne ben 46.502 voti, che la resero la quinta persona più votata e la seconda donna con il più alto numero di voti di tutta la città.
Marielle propose 16 punti come consigliere comunale, tra cui:

  • asili nidi che potessero aiutare famiglie impegnate al lavoro durante la notte;
  • la creazione del “Giorno delle Donne Nere” il 25 di luglio;
  • una campagna contro la violenza sulle donne;
  • un programma di reinserimento nella società e integrazione per giovani ragazzi che hanno avuto problemi con la legge.

Si batté per i diritti delle donne e per un miglioramento delle condizioni di vita nelle favelas brasiliane. Fu una delle prime persone a denunciare gli abusi di potere da parte della polizia e la corruzione vigente nel sistema pubblico di Rio.
Marielle voleva cercare di cambiare il Brasile, paese ricco e pieno di colori, che purtroppo però presenta molte macchie scure nella sua politica.
Nel 2008 ha avuto inizio un programma finanziato dallo stato che prevede l’occupazione militare delle favelas.
Questo sistema è continuato a crescere, diventando oggi una sorta di arma governativa a tutti gli effetti e uno dei maggiori rischi alla democrazia.
Marielle e altri si sono schierati duramente contro questa pratica. Fino a pochi giorni prima della sua uccisione, Marielle aveva accusato nuovamente le azioni violente da parte della polizia a discapito degli abitanti delle favelas.

Marielle lascia la compagna e la figlia, ma non solo. Un lutto che ha coinvolto tutto il Brasile

Nell’ultimo periodo della sua vita stava indagando su alcuni omicidi nelle favelas e continuava a difendere i diritti delle donne e dei giovani ragazzi delle favelas, criticando aspramente la polizia.
La sua morte è stata ricordata in tutto il mondo, in modo particolarmente toccante dalla sua compagna, Mônica Tereza Benício: le due condividevano da 13 anni la vita e nel settembre 2019 sarebbero dovute convolare a nozze. A più di un anno dalla brutale uccisione di Marielle ancora non si sanno i mandanti […] la sua uccisione è un crimine politico ha dichiarato a Rassegna.it. Ecco perché la Benicio è in giro per il mondo da parecchi mesi, in cerca di un appoggio internazionale per poter far luce sull’omicidio, di cui ad oggi si conoscono solo gli esecutori.
Anche l’ex presidente brasiiano, Lula da Silva, ha condannato l’omicidio dichiarando di voler rendere omaggio alla famiglia di Marielle e condannando fermamente la mancanza di sicurezza che vivono tutti i giorni molti abitanti del Brasile.

La battaglia non è persa

Oggi parla la sorella di Marielle, Anielle, che porta avanti la lotta della sorella: “Le donne nere, in Brasile, non hanno molta possibilità di esprimersi. È quasi impossibile che raggiungano posizioni di potere, è raro che riescano a ottenere un impiego. Lei era riuscita a rompere tutti questi tabù.”

Secondo Anielle chi ha ucciso Marielle ha voluto mandare un avvertimento, un messaggio intimidatorio a tutte le donne afro brasiliane: avete finito di parlare.

La morte di Marielle sta spingendo la popolazione brasiliana a reagire, ad andare avanti. Durante le ultime elezioni del 2018, che hanno portato al potere Bolsonaro, sono state elette quattro donne di colore, tutte attiviste al fianco di Marielle.

I suoi assassini volevano toglierle la voce, facciamo sì che ciò non accada mai.


FONTI:

Amnesty International

Repubblica

Osservatorio Diritti

Elle

Rassegna

CREDITS:

Copertina

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