È giusto bruciare i libri?

Nel corso della storia, durante i periodi di oscurantismo – come, ad esempio, il fascismo ed il nazismo, oppure come durante i secoli della colonizzazione – coloro che dominavano avevano la tendenza a bruciare libri e molto altro.

Ma hanno realmente cancellato ciò che era stato progettato?

Il caso di Centocelle

Nel 2019 in Italia, più precisamente nel quartiere di Centocelle a Roma, la libreria “La Pecora Elettrica” ha bruciato dei libri, per la seconda volta.

La prima volta è stato il 25 aprile del 2019. Il fatto si è poi ripetuto il giorno della seconda apertura della libreria in questione.

Gli amanti della cultura e i media sono dunque scesi in strada, svariate volte, per difendere quella cultura che si cela dietro a quell’infinito numero di pagine che compongono il patrimonio artistico e culturale.

Qual è il significato di bruciare i libri?

È uno strumento usato dalle autorità religiose e politiche per uno scopo principalmente propagandistico, per alimentare il fanatismo. Può essere definita, dunque, come una forma di censura per coloro che si oppongono alle ideologie di chi comanda.

Lungo il corso della storia sono stati bruciati molte librerie, come ad esempio quella di Alessandria d’Egitto: ai tempi, sembrava che l’azione fosse stata ordinata dal generale Ibn Al Mas. Costui era al comando delle truppe arabe che avevano conquistato l’Egitto durante il regno di Umar, il Califfo.

Inoltre, anche l’Inquisizione del 1558 ha ordinato la distruzione di libri poiché contenuti all’interno di un elenco di titoli proibiti in quanto contrari al Cattolicesimo.

Un altro terribile tentativo di cancellare i libri è rappresentato dal rogo in cui vennero bruciati i libri di Giordano Bruno e anche egli stesso.

Però, come si può notare, il tentativo di cancellare dalla memoria la sua storia e le sue opere, non è avvenuto. Infatti, tutt’oggi studiamo e leggiamo questo autore che non è caduto nell’oblio.

L’oscurantismo odierno

Al giorno d’oggi ci sono ulteriori casi di tentativi di distruzione di libri e, in generale, di oscurantismo della cultura.

Un esempio è dato dall’ISIS: il gruppo terroristico ha distrutto 2000 libri, in un vero e proprio rogo, oltre ad essersi resi responsabili della distruzione di alcuni siti archeologici.

Dunque, la cancel culture non è un prodotto dei giorni nostri. La volontà degli uomini, infatti, è quella di cancellare, buttare nell’oblio tutto ciò che non è conforme alle proprie convinzioni.

Il fatto stesso di voler cancellare alcune favole Disney – o voler oscurare la visione di alcune scene ai più piccoli – non esclude la possibile nascita di idee estreme. In poche parole, anche se si dovesse cancellare la favola di “Biancaneve” non è detto che in seguito un bambino cresca e sviluppi un orientamento eterosessuale. La scoperta della sessualità infatti non è semplice da scoprire. Ciò viene descritto nel dettaglio in questo articolo.

È anche vero, però, che siamo quello che guardiamo, mangiamo e viviamo.

Il punto fondamentale consiste nel vivere più esperienze possibili senza farci ammaliare dal contesto. È dunque necessario creare dei propri pensieri, delle proprie idee, ascoltando quelle degli altri, poiché può essere utile ma non fondamentale.

La cancel culture dall’America all’Italia

In Italia, come in America, la cancel culture è estremamente diffusa, soprattutto se collegata al ruolo che la politica ha all’interno della società. È, inoltre, importante sottolineare che sono moltissimi i lettori che scrivono a case editrici affinché un libro non venga pubblicato.

La mancata pubblicazione di un’opera, di un fumetto o di un romanzo può però condizionare il pensiero umano.

Se le case editrici si attenessero alle richieste dei lettori, probabilmente non ci sarebbero più le librerie, le biblioteche e gli archivi. Si creerebbe un vortice all’interno del quale non si riuscirebbe ad uscire.

Così come oggi leggiamo il Mein Kampf proprio per discostarci dalle idee che ha avuto Hitler, è utile e fondamentale leggere e studiare le guerre Puniche.

Il passato non può di certo essere modificato, ma per avere un futuro migliore è importante studiare quello che è stato.

Molti politici affermano che i libri di storia sono obsoleti. Peccato che è proprio dentro ai libri di storia che si descrive la nascita e la costruzione di un determinato Paese.

Conclusioni

In memoria di tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita in nome di una storia che ancora oggi leggiamo, risulterebbe miserabile voler cancellare il passato dalla storia.

Se volessimo esaminare i buoni e i cattivi che hanno costruito il presente, capiremmo che alcuni sono stati utili e hanno creato diritti imprescindibili, altri invece sono stati utili nel farci capire che il loro comportamento ha portato ad atti spregevoli e negativi.

Ai primi, dunque, ci si deve avvicinare, agli altri li si deve osservare con l’occhio critico, capace di poter discernere i pensieri e le situazioni.

 


Fonti:

i404.it

ilpost.it

Credits:

Copertina

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.