È possibile avere un’informazione neutra?

Avere un’informazione neutra sarebbe una cosa fantastica in questo mondo. Un’informazione che non presenti nessun tipo di influenza, che riporti esattamente i fatti e li analizzi senza dare giudizi e che, soprattutto, non contenga pregiudizi. Sarebbe ancora più bello avere un’informazione anche moderna, al passo coi tempi.

Ma tutto questo è difficile. È difficile per una serie di motivi: alcuni possiamo immaginarli e altri sono forse un po’ più nascosti e non molto tangibili. Non usciamo dai confini e analizziamo la situazione del nostro paese al riguardo.

Giornali

Per esempio, per quanto riguarda il mondo dei giornali italiani: in base al quotidiano che leggiamo e acquistiamo sappiamo, soprattutto per testate famose e rinominate, il taglio politico che esse, più o meno, danno ai loro articoli. Detto in parole povere, sappiamo se quel giornale ha tendenze di sinistra o di destra. Dunque, già questo è un sintomo di un’informazione che non è del tutto neutra. È vero, è difficile trascrivere informazioni al cento per cento neutre in alcuni momenti o in determinate situazioni, soprattutto per il fatto che è complicato non schierarsi in merito a vicende o fatti che si raccontano.

Giornalisti

Da qui il fatto che anche i giornalisti, chi in maniera più diretta e chi invece quasi senza volerlo, nel loro lavoro quotidiano rendono le notizie neutre o meno. Questo può essere direttamente collegato al discorso del paragrafo precedente. In teoria se si lavora per un giornale noto per posizioni tendenti alla destra è difficile immaginarsi degli articoli che non rispecchino tale visione. Stessa cosa se ci si trova all’interno di un giornale di sinistra. Quindi si dimostra che il tema della “faziosità” ricopre un ruolo importante all’interno dei maggiori canali di comunicazione. Nazionali o internazionali che siano.

Il ruolo del giornalista è (o sarebbe) quello di dare alle persone delle notizie innanzitutto reali e provate, basate sui fatti, e automaticamente presentarle per quello che sono. Senza, se possibile, influenzare il lettore, che ha il diritto di formarsi da solo, o meglio, di farsi un’opinione al riguardo senza condizionamenti.

Televisione

E la televisione dal suo canto è quel tipo di media all’interno del quale convergono, forse in maniera più chiara rispetto a tutti gli altri media, le posizioni politiche di giornali, giornalisti; insomma, di tutti quelli che lavorano all’interno del mondo dei mass media. È sicuramente più tangibile e più facile capire da che parte sta l’interlocutore. Quindi risulta ancora più complicato attendersi notizie che si avvicinano alla neutralità totale. Anche perché in certe situazioni televisive subentrano diversi aspetti. Come il fatto di stuzzicare l’intervistato su temi di cui si sa che è a favore o meno, oppure tecniche per aumentare l’audience o per tirar fuori quello che il pubblico o magari l’opposizione vorrebbe sentir dire.

Fake news

Un tratto da non sottovalutare è quello delle fake news. Perché attraverso questo fattore alle volte si tende a prendere con le pinze anche quelle notizie che alla fine si rivelano corrette e dalle quali non dovremmo temere nulla. Un ascoltatore o un lettore (molto) attento sa perfettamente che al giorno d’oggi è necessario porre sempre un’altissima attenzione alle notizie che si ricevono.

Forse, la troppa scrupolosità nel cercare di capire se una fonte o una news è attendibile fa scattare in noi una sorte di allarme che ci dice: “Attento, sicuro che è andata proprio così? Non è che questo mette la questione su determinati punti perché vuole sfavorire qualcuno (forse un partito) o qualcosa (tipo un politico)?”

Insomma, abbiamo capito che la neutralità nel mondo dell’informazione e della comunicazione è difficile da applicare e trovare. Nonostante questo, non bisogna accontentarsi. Ovvero, sebbene sia dura trovare un’informazione imparziale non mancano comunque testate, online e non, che riescono in quest’intento.

Chiaro che alle volte anche la soggettività prende il sopravvento. Se noi siamo i primi che decidiamo di voler leggere news che provengono da determinati gruppi editoriali, o da determinati canali di cui sappiamo perfettamente la linea politica o editoriale di appartenenza, allora è inutile parlare di neutralità.

Proviamo a fare un esempio estremo (in tutti i sensi): mettiamo il caso che il lettore sia comunista o fascista convinto, e non voglia sentire altri pareri al di fuori di quelli che coincidono sulla sua stessa linea, in questo caso sicuramente le notizie che andrà a cercare non potranno mai essere imparziali, bensì saranno di parte.

Informazione e neutralità dovrebbero andare di pari passo, sempre. Ma vi è una linea sottile tra il divulgare notizie senza riportare pareri o influenzare chi le legge e il condividere comunicati e informazioni appoggiando una linea politica o semplicemente un punto di vista personale.

 


Fonti:

internazionale.it

Credits:

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