Educazione civica: e sa la introducessimo nelle scuole?

Cos’è l’educazione civica

Si parla spesso di educazione civica nelle scuole e al di fuori di queste, ma sappiamo davvero dare una definizione precisa e completa di questa materia? Proviamo a farlo ora destreggiandoci tra le nostre conoscenze, e quelle più approfondite e corrette come quella di Treccani.

Per educazione civica intendiamo una serie di comportamenti o attività che cadono sullo sviluppo di una persona. Uno dei significati che rappresenta è che si concentra sulla formazione dell’individuo come membro di una comunità. In un altro caso l’educazione civica coincide con la conoscenza dell’ordinamento politico e giuridico della comunità in cui vive un soggetto. Un terzo significato è dato dalla messa in pratica delle regole di convivenza civile all’interno di una comunità, anche a partire da realtà come quella scolastica.

Uno degli obiettivi di tale insegnamento è quello di fornire agli studenti una serie di strumenti per conoscere innanzitutto i propri diritti e doveri, e di formare cittadini responsabili che possano cooperare e partecipare all’interno di una comunità. Detto anche in parole più semplici, uno degli scopi dell’educazione civica è quello di formare cittadini consapevoli e rispettosi dell’ordinamento, delle istituzioni e delle regole all’interno di varie comunità.

Nelle scuole italiane

L’insegnamento dell’educazione civica in Italia non è più un’idea ma è fortunatamente diventata da poco realtà. Infatti, da settembre 2020 questa materia è entrata a far parte del piano formativo di tutti gli istituti scolastici di qualsiasi grado. Dall’asilo alle scuole superiori. Dall’anno scorso quindi, gli studenti sono tenuti a seguire, per un totale di trentatré ore annue, questa materia.

L’insegnamento di questa disciplina farà perno, secondo il Ministero dell’istruzione, su tre principali nuclei tematici: Costituzione, sviluppo sostenibile e cittadinanza digitale. Non è la prima volta che l’insegnamento trova un suo posto all’interno delle scuole italiane. Per esempio, dal 2008 al 2010 era stato previsto per un’ora a settimana durante le lezioni di geografia e storia. Anche qui però, sempre troppo poco in tema di ore e in aggiunta si registravano scarsi livelli di partecipazione.

Nonostante la buona notizia, ci sono già alcune perplessità al riguardo. Soprattutto per quanto riguarda il monte di ore. Trentatré ore, ad avviso di alcuni, sono troppo poche, insufficienti innanzitutto per portare a termine il programma, ma più importante ancora, non sono abbastanza per affrontare in maniera approfondita e dinamica la materia. E in effetti non sono contestazioni campate in aria dal nulla, perché pensandoci bene Trentatré ore totali sono davvero poche all’interno di un intero anno scolastico.

Il ruolo dell’educazione civica

All’interno della scuola italiana l’educazione civica è sempre passata come una materia non fondamentale, o almeno non alla pari di quelle classiche come matematica, storia, e molte altre. Possiamo dire che in generale c’è stata, e forse vi è ancora tutt’oggi, una sorta di sottovalutazione di questo insegnamento. Il che è davvero sbagliato se pensiamo che uno dei suoi obiettivi principali e quello di formare i cittadini del futuro.

Bene il fatto che sia stata reintrodotta e che si sia trovato un piccolo spazio all’interno delle scuole. Bene, inoltre, anche il fatto che sia previsto un voto decimale presente in pagella, poiché dimostra che non è più da considerare materia introdotta per fornire qualche nozione, ma che inizia ad essere recepita come importante e alla pari delle altre.

Nonostante questi aspetti positivi, rimangono alcuni dubbi e disaccordi che abbiamo già accennato. Come detto, trentatré ore non sono molte e la materia meriterebbe molta più attenzione. I cittadini del futuro non si formeranno ovviamente solo grazie all’educazione civica insegnata a scuola, ma sicuramente non possiamo permetterci di sottovalutare nuovamente questa materia e ciò che offre.

Molto importante è che venga introdotta anche ai piccoli, a coloro che frequentano i primi anni di scuola della loro vita; questo perché possano fin da subito prendere conoscenza e confidenza con le regole che costituiscono la vita di una comunità e la reciproca convivenza.

Alcuni paesi europei questo lo hanno capito bene sin da subito, infatti per esempio in Finlandia e in Estonia l’educazione civica, in particolare l’educazione alla cittadinanza, sono insegnate per un minimo di sette a un massimo di dodici anni. Anche i nostri “vicini” francesi hanno un ciclo di istruzione relativo all’educazione civica pari a settantadue ore annuali (più del doppio di quelle italiane).

Impegno e costanza

Speriamo che questo piccolo passo compiuto un anno fa circa possa radicarsi ed essere sempre più solido e costante. Sarà importante cercare di non abbandonare nuovamente l’insegnamento di questa materia fondamentale per gettare le basi dei futuri cittadini dell’Italia e in generale del mondo. Importante sarebbe concentrarsi più che sulle valutazioni finali, sul contenuto vero e proprio dell’insegnamento, cioè quello che può dare agli alunni prima di tutto come persone, come cittadini.

 


Fonti:

orizzontescuola.it

ilfattoquotidiano.it

istruzione.it

treccani.it

Credits:

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