Sanremo e le musichette (rigorosamente leggerissime)

E anche l’edizione di Sanremo 2022 è finita. Tra nuove e vecchie polemiche, volti giovani o meno del panorama musicale italiano e monologhi infiniti, il Festival ha fatto discutere anche quest’anno. Di tutto quello che è uscito dall’edizione numero 72 una cosa è certa: la musica è cambiata in tutto e per tutti.

Ai miei tempi…

“Una volta si che lo guardavo volentieri Sanremo. Quelle si che erano musiche e i cantanti erano normali” Afferma Salvatore, sessantacinquenne abruzzese.

“Ora non si capisce più se vince chi canta meglio o chi si veste peggio”, questa l’esclamazione di Gina, 70 anni, da Milano mentre guarda compiaciuta una puntata di Barbara D’Urso.

“Non ho ancora capito perché la regia in tutte queste sere non si è accorta di scrivere in modo errato la parola bianco. Hanno sempre lasciato scritto Blanco…mah” (cit. proveniente da un soggetto toscano sulla cinquantina fuori da un bar dopo il terzo calice di rosso).

Dubbi e perplessità della vecchia guardia

Insomma, le vecchie generazioni stanno soffrendo sempre di più le nuove edizioni di Sanremo. Belli (per loro) i tempi in cui se la giocavano Gianni Morandi, Rita Pavone, la Berti e perché no anche Loredana Bertè. Ora, di fronte a queste fronde di giovani che si travestono, maschi che indossano completi femminili e viceversa, boomer e anziani d’Italia sono disorientati.

E oltre al modo in cui si presentano i concorrenti, anche la musica è vista con un occhio sbalordito e allo stesso tempo sospetto dai nostri “vecchi”. Non sentono più le tipiche rime amore-fiore, urlare-cantare e molte altre simili. Per loro tutto ciò che ascoltano non ha molto senso, anzi, sembrano parole al vento, non legate tra di loro, le quali producono rumore anziché melodie.

È vero, autotune negli anni Settanta e Ottanta non esisteva; quindi, una persona brava a cantare lo era per davvero e non aveva bisogno di aiutini tecnologici. Perciò si apprezzava ancora di più il talento dei cantanti, sapendo che non c’era nulla di falso o finto. Anche se bisogna dire che la tecnica del playback era usata a dismisura. Volponi!

New generations

Da qualche anno ormai i canoni estetici televisivi si sono rovesciati e hanno lasciato spazio agli stili di vita delle nuove generazioni. A confronto di quelle vecchie il senso di libertà appare più visibile sia dal punto di vista appariscente sia da quello musicale.

Canzoni molto più radiofoniche che si trasformano in tormentoni e motivetti super orecchiabili prendono il posto dei grandi classici dei tempi passati. Musica che sa di ostentazione, che provoca e che quasi dà fastidio agli occhi dei nostri cari boomer. Musica che si lega in maniera quasi indissolubile all’essere, all’apparire e che trasmette messaggi senza sosta.

E poi, come anticipato, una botta di vita le hanno date soprattutto le performances degli artisti stessi. Immagino le migliaia di persone che di fronte al (fake) battesimo di Achille Lauro abbiano cercato disperatamente di contattare la Santa Sede per mandare l’esorcista o l’Inquisizione sul palco dell’Ariston. Tutti lì con il volto fotocopia dell’urlo di Munch. Chissà che “brividi” avranno provato.

La sfida

Ma quindi, in questa gara tra vecchie e nuove tradizioni musicali ci sarà qualcuno che l’avrà vinta? Come vi immaginate una sfida tra sostenitori di Gianni Morandi contro quelli di Mahmood e Blanco? Una sfida da brividi (ok, questa è pessima ma concedetemela…).

Più che sfida sembra un vero e proprio passaggio di consegna del testimone. Anno dopo anno le distanze tra due mondi musicali, post e ante 2000, sono sempre più marcate e uniche. E il cambiamento, oltre a essere sul palcoscenico, lo è proprio anche dal divano di casa.

I giovani artisti di oggi hanno preso il via e si sono distaccati parecchio dalle precedenti tradizioni musicali del nostro Paese. E in effetti proprio gli stessi hanno salutato “con la testa, con il petto, con il cuore i loro predecessori. Sarà un Sanremo sicuramente meno conservatore e più leggero, anzi leggerissimo quello degli anni futuri. Tra l’altro è già partita una scommessa per il fantaSanremo: nella prossima edizione assisteremo da parte dei concorrenti a: a) la lavanda dei piedi, b) la comunione, c) a una confessione con Amadeus?

 


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