Catcalling

Oggi approfondiremo il tema del catcalling o molestia da strada, che ha una connotazione sessuale. 

Avete presente quando camminate per strada e qualcuno inizia a mandarvi bacetti manco fosse vostra zia a Natale o urlarvi quanto siete belle o belli e cosa non vi farebbe se potesse? 

Ecco, quello è catcalling.

No, non è un complimento. 

Sinceramente mi sembra assurdo doverlo specificare, ma, visto che molti hanno questo dubbio, sottolineiamo che no, urlare per strada o fischiare non sono complimenti. 

Fondamentalmente perché le persone non sono Schnauzer da riporto. 

“Ecco, ma non vi si può fare neanche un complimento?” 

Oppure: 

“Sì, ma non ti ho mica detto che sei un cesso. 

Sono due delle frasi che fanno intendere di come proprio non avete capito un cazzo dell’argomento. 

Mettiamola così. Se proprio ci tieni a complimentarti con una persona per il suo gluteus maximus, ti avvicini e chiedi scusa per aver invaso lo spazio personale della sopracitata persona. Perché sì, se vuoi interagire con qualcuno che non conosci, in generale nella vita, tendenzialmente si chiede scusa o il permesso di disturbare. 

A quel punto, puoi educatamente esprimere il tuo pensiero riguardo al gluteus maximus e poi andartene, a meno che la persona ricevente non richieda la tua permanenza e il continuo della conversazione. 

Anche qui, ovviamente il complimento può essere gradito come no, perché non tutti magari sono felici di ricevere complimenti da sconosciuti, però intanto non verrai considerato un troglodita. 

Perché ci fa sentire a disagio 

Oltre a farvi sembrare dei trogloditi con il bitume nel cervello, il catcalling può far sentire a disagio, oltre che a far incazzare. 

Tendenzialmente perché non si esce di casa per entrare nel mirino delle persone. 

Non importa quanto ci si sia vestiti bene, quanto corta sia la gonna o attillati i pantaloni: nonostante possa sembrare assurdo, c’è un’altissima probabilità che come si vestano gli altri non siano stracazzi vostri. 

Ovviamente il mio pensiero utopistico non dice che le persone non vengano sessualizzate, però potete farlo tenendo la bocca chiusa. Potete pensarlo fortissimo, non frega niente a nessuno, ma se lo dite allora vi meritate le pagaiate. 

Alle persone che si fanno i fatti propri per strada, potrebbe non far piacere ritrovarsi con un bersaglio in fronte o in altre zone del corpo, perché voi non sapete stare zitti.

Ad alcuni può piacere? Non lo metto in dubbio, ma siccome di solito la gente non va in giro con i cartelli, magari evitate o seguite il consiglio sopracitato. 

Che poi a quale quattordicenne non piace farsi mandare bacini dagli sconosciuti con la bava alla bocca? 

Oh sì, il sogno di qualsiasi adolescente. 

Altre affermazioni da bitumati cerebralmente 

“Se uno però è figo o ha il macchinone non vi dà fastidio.” 

Già, già, già. Scacco matto, femministe, tutte a casa a stirare i tovagliolini da cocktail. 

Oppure… 

…oppure non ce ne frega nulla di quanto sia figa la persona che ci urla o suona dietro, anche perché se non lo avete notato, indicativamente, o si fa finta di non sentire o ci si gira di default per mandarvi a quel paese. 

Per ora nessuno ha l’abilità di fermare il tempo, guardare nella propria interezza l’interlocutore valutandone i canoni estetici e/o di fare una valutazione dell’autovettura. 

“Sì però agli uomini non  fastidio.” 

Tralasciando che anche lì, in generale, parlare a nome di tutti gli uomini mi sembra un pochettino inesatto. 

Faccio notare che, tralasciando la parte del macchinone (quella è un’affermazione che viene grosso modo fatta al pubblico di sesso femminile), ho cercato di mantenere l’articolo più neutro possibile.  

Perché giustamente tutti possono sentirsi infastiditi, tralasciando il genere e l’orientamento sessuale. 

Se un uomo si sente a disagio quando una sconosciuta o uno sconosciuto gli urla o gli fischia dietro, ne ha tutte le ragioni. 

Per tutti non è così e la regola non cambia: se ci tenete a complimentarvi lo fate, ma con massima educazione. 

Il catcalling non è una vera molestia 

“Dire che il catcalling è una molestia è un insulto, dare attenzione a questo è un torto a chi è stato veramente molestato.”

Vi darei ragione se le persone non avessero la capacità di fare più cose in contemporanea, però, in maniera sorprendente, abbiamo la capacità di prestare attenzione simultaneamente a più cose.

Com’è meravigliosa la razza umana. 

Quindi, battersi contro il catcalling è un’azione – questa cosa è sorprendente, quindi sedetevi – che può essere portata avanti in contemporanea ad altre, come per esempio il battersi contro lo stupro, contro le molestie fisiche, il sessismo sul lavoro e tante altre. 

Potete anche bere un caffè mentre lo fate, non vi esploderanno i neuroni. 

Perciò il catcalling è stato riconosciuto come molestia, come esistono altri tipi di molestia ed è giusto porre attenzione su tutti questi temi e sensibilizzare la società, perché uno non esclude l’altro. 

Spero che questo passaggio sia chiaro: nel caso non lo fosse, rileggetelo.


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