Una barzelletta fascista

Fascisti di oggi e di ieri, fascisti della prima ora, dell’ultimo minuto, dell’ora delle decisioni irrevocabili. Camicie nere stinte, fascisti su Marte, squadristi digitali e nerissimi influencer analogici, quanta confusione sotto il cielo. Chi è fascista? Esistono ancora i fascisti? Quante domande sopra il suolo intriso di sangue e poca memoria.

In un weekend, pardon, fine settimana, italico a 100 anni dalla marcia su Roma e sedici dalla vittoria dell’ultimo mondiale – nella capitale atavica dell’italianità e della carbonara, qualcosa sta per succedere. Il fascio torna ad ammorbare i colli fatali di Roma?

La Lazio riuscirà di nuovo a vincere uno scudetto?

Domande che forse non troveranno mai risposta, ma all’ombra del Cupolone di San Pietro e dei patti lateranensi si sta per consumare un incontro metafisico che farà incontrare il passato e il futuro di questa sgangherata nazione. Un signore tedesco con la barba lunga disse che la storia si ripete sempre due volte, come tragedia e come farsa. Ma che succede se farsa e tragedia si incontrano sullo stesso palco?

Luca Duri, romano, classe ’88 iscritto a Casapound oltre che in quattro palestre diverse, vanta un tatuaggio sul petto, un simbolo runico che simboleggia le ridotte dimensioni del pene, e ha una pagina Facebook: “Stop dittatura”, in cui grida al regime totalitario per il green pass.

Ne ha un’altra su Instagram “Duce sei la mia luce”, in cui inneggia alla dittatura postando foto di Mussolini a petto nudo.

Oggi Luca ha appuntamento con un nuovo amico: si chiama Achille Ferraglia, anche lui romano, non va in palestra ma pratica scherma e risse coi socialisti, non ha tatuaggi ma è anch’egli dell’88. Del 1888, precisamente, ed è rimasto congelato in un ghiacciaio sul Monte Bianco nel tentativo di organizzare l’ultima disperata resistenza fascista nell’Aprile del 1945.

Vedete che brutti effetti ha il global warming? Il Ghiacciaio si è sciolto e Ferraglia è uscito fuori con tanto di fez e camicia nera.

Generazioni fasciste a dolce confronto

Appena appreso come usare i social network il nostro reduce ha subito cercato di contattare dei camerati e si è imbattuto in Luca. I due si trovano ora dinanzi a un caffè in via Matteotti, e questo già infastidisce Ferraglia.

“Camerata, A NOI! ma non si poteva scegliere una via diversa rispetto a questo socialista che ci ha fatto passare le pene dell’inferno? Non c’è una via Sarfatti a Roma?

“Ma chi? Quella ebrea che se scopava er duce? Ao’, quello era un torello mejo de Berlusconi!”

“Non so chi sia costui, ma porta rispetto per il capo del Governo”

I due si siedono e Luca ordina “Un caffè Shakerato perfavor-“ subito un sonante ceffone proviene dal vispo centotrentaquattrenne sedutogli di fronte.

“Mescolato, per Dio, mescolato! Non parlare la lingua del nemico, stolto!”

Luca è interdetto, ma obbedisce a colui il quale pare sembrargli sempre di più un marziano anziché un camerata.

I due però provano a riprendere il discorso:

“Ao hai visto questi? Co’ sto green pass vojono la dittatura!”

“Dittatura per un obbligo vaccinale? Ahahaha! Magari le cose belle fossero così semplici! NO! Per una dittatura serve il sangue, la repressione violenta, gli omicidi! Tutta roba che questi smidollati non sarebbero mai in grado di fare”

Finto fascista

A questo punto Achille, mettendosi le mani sui fianchi della sua camicia nera inizia insospettito a interrogare questo strano camerata.

“Duri, ditemi, cosa state provando a fare per conquistare il potere? Avete già fatto fuori qualcuno? Qualche bomba?

“No guarda, ogni tanto spaccamo quarche vetrina e disegnamo du’ svastiche al contrario sui muri daa’ CGIL”

“Questo è disgustoso, non siete degni della nostra tradizione di violenza. Almeno avete una sede, un giornale, dei finanziamenti occulti?”

“In realtà avemo occupato un appartamento e l’abbiamo chiamato Casa-Pound perché non c’avevamo più idee, ma ora ce sbattono fuori e abbiamo iniziato a frignare”

Non sono sicuro che possiate chiamarvi fascisti, sicuro siete stronzi come noi, ma vi manca qualcosa. Avete un riferimento culturale? Chi sono i vostri D’Annunzio, i vostri Gentile?”

“Ao’… guardate sto’ video de Diego Fusaro”

E fu così che dopo soli tre minuti di video, il camerata Achille Ferraglia non resse più la situazione e la sua struttura molecolare cedette.

Iniziò a sciogliersi in una brodaglia nera melmosa simile al fango che si indirizzò rapidamente verso il tombino più vicino, diretto alle fogne. Luca Duri rimase di sasso, si sentì spaesato ma anche sollevato dentro di lui e pensò fra sé e sé.

“Menomale che semo rimasti quattro gatti annoiati a essere fascisti, se no ce toccava esserlo sul serio”

E ordinò un altro caffè. Shakerato.


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