Conoscere il Fascismo per contrastarlo

Fascismo 2.0

Il Fascismo, purtroppo, non è morto. Ancora oggi parte della sua dottrina è presente all’interno della società e il suo pensiero si adatta ai ritmi e ai contesti sociali odierni. Bisogna pensare non più ad un Fascismo improntato all’espansione territoriale, alle violenze fisiche contro i comunisti e i dissidenti o all’educazione fascista fin dalla tenera età (vedi per esempio i cosiddetti Figli della lupa, i Barilla e altri). Il Fascismo del nostro secolo si potrebbe definire un Fascismo 2.0. Dal carattere violento quello sicuramente, ma più nascosto e alle volte poco tangibile.

Ovviamente certi comportamenti e certe azioni sono riconoscibili ad occhio nudo e subito sono ben etichettabili come fasciste o totalitarie. Basti pensare per esempio ai cortei di Forza Nuova o Casa Pound, oppure alla commemorazione della morte di Mussolini nei pressi di Como. Ma nonostante questo, spesso ci ritroviamo di fronte a situazioni in cui non è sempre immediato il riconoscimento di tali comportamenti. E questo come abbiamo accennato è dovuto al fatto che in parte il Fascismo è cambiato rispetto a quello degli anni Venti e Trenta.

Come facciamo a riconoscerlo

Una domanda banale che potreste farvi pensando al fatto che alle volte certi comportamenti fascisti sono nascosti o mascherati è: “Come faccio quindi a riconoscerlo?”. E la risposta è semplice. Attraverso la storia. Non solo quella dei libri, ma anche quella delle testimonianze, dei racconti e delle esperienze. La storia ci aiuta a comprendere quello che è stato e che potrebbe tornare. Ci aiuta ad individuare gli errori che non dobbiamo rifare. Ci aiuta a non lasciare nulla al caso e a non semplificare le cose. Ci aiuta a tenere testa a chi crede ancora allo stereotipo “ha fatto anche cose buone”.

https://www.youtube.com/watch?v=Iyloab0hBGI

Quando studiamo, analizziamo e osserviamo il periodo fascista del nostro Paese dobbiamo imparare a farlo anche con un metodo diciamo da partigiano. Cioè dobbiamo impossessarci di quelle conoscenze storiche per contrastare efficacemente un suo possibile ritorno oppure per riconoscere e fermare possibili azioni odierne che inneggiano al Fascismo. Come si dice, bisogna eliminare il problema alla radice, perché una volta che cresce e sboccia è difficile e duro da estirpare.

Del Fascismo non è vero che non bisogna parlarne, anzi. “Tutti coloro che dimenticano il proprio passato, sono condannati a riviverlo” afferma Primo Levi. Proprio per questo è bene spesso ricordare ciò che purtroppo è stato e prestare molta attenzione a quello che è ora.

Caratteri del Fascismo odierno

Come accennato, ai nostri giorni il comportamento del “fascista tipico” è diverso rispetto a quello del passato. L’intento e i principi non sono del tutto cambiati: patriottismo esagerato, uso della forza e della violenza, eliminazione del dissenso e di tutto ciò che è diverso e individuazione di un’unica persona come guida del Paese.

Uno dei caratteri del Fascismo 2.0 è per esempio il modo nuovo di fare propaganda. I social ne sono una dimostrazione. Il reclutamento, se così possiamo definirlo, avviene da anni per via telematica. Video, fake news, post denigratori e violenti sono presenti tutti i giorni sulle piattaforme online di chi vorrebbe di nuovo un paese guidato dalle camicie nere. Le piazze ormai, durante i comizi, non sono più piene come nell’era delle adunate e perciò, per stare al passo con i tempi devono diffondere i loro messaggi attraverso le tastiere.

Dalla teoria alla pratica

Fino ad ora abbiamo sostanzialmente analizzato la parte teorica del problema, ora vediamo attraverso alcuni esempi anche la parte pratica. Di esempi purtroppo ce ne sono a decine, prendiamo in considerazione quelli più plateali e attuali.

Di poche settimane fa c’è per esempio il caso dell’attacco alla CGL a Roma. In quell’occasione un folto gruppo di neofascisti, guidati dai maggiori esponenti dei relativi partiti di estrema destra, ha devastato la sede dei sindacati della Capitale.

Prima si parlava di social network, e tanti sono i post che inneggiano al Fascismo che arrivano da esponenti politici. Ci ricordiamo per esempio di un Tweet di Matteo Salvini, quando il 2 giugno del 2013, Festa della Repubblica, affermava: “Notte serena Amici, oggi non c’è un cazzo da festeggiare”. Sempre restando sul tema, ricordiamo un post di un altro esponente della destra, La Russa, che scriveva: “Non stringete la mano a nessuno, il contagio è letale. Usate il saluto romano, antivirus e antimicrobi”. Lascio a voi conclusioni e commenti.

Oltre i confini italiani

Come detto, in certi casi vi è un Fascismo non dichiarato, o non subito percettibile, ma possiamo definirlo come strategico, politico. Usciamo per un attimo dai confini nazionali in questo caso. Prendiamo in considerazione altri paesi europei che comunque non sono immuni dal virus fascista, ma anzi.

Penso per esempio all’Ungheria di Orban. Siamo nel 2019 e l’attuale Presidente ungherese decise di costruire un muro di filo spinato e reti metalliche sul confine con la Serbia. È stato costruito un muro in funzione anti-migranti per non farli entrare in Ungheria. Non solo uno in effetti, bensì due, perché fu costruita una barriera anche sul confine con la Croazia violando così per ben due volte i diritti umani internazionali.

Altro esempio, da un lato più giudiziario, è la Polonia guidata ora da un partito di estrema destra. Lo scorso ottobre la Corte costituzionale polacca ha dichiarato che le leggi europee devono rispettare quelle polacche e non più il contrario. Detta in maniera cruda ma reale, significa che se ne infischiano delle regole e dei principi europei e che fanno di testa loro.

Comportamento che, oltre al fatto che sembra indirizzare il Paese in una direzione anti-Europa, ha dei connotati fascisti e totalitari perché apprendiamo che la Polonia non riconosce, almeno da questo punto di vista, la legittimità della legge europea le quali è vincolata a rispettare. Stiamo parlando quindi di un caso delicato di nazionalismo giudiziario e di un non riconoscimento delle autorità istituzionali superiori e legittime.

Massima attenzione

Sottovalutare quello che la Storia ci ricorda, prendere sottomano atti e notizie che ancora oggi ci riportano indietro ai nostri anni più cupi, sono errori che non possiamo permetterci. Per questo l’attenzione deve essere sempre massima e dobbiamo essere costantemente pronti a cogliere i sintomi, anche i più deboli, di questa brutta malattia che è il Fascismo.

 


Fonti:

ilpost.it

agi.it

tg24sky.it

twitter.com

repubblica.it

Credits:

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